01 giu 2015

A TU PER TU CON... THERESA MELVILLE

Credo che non occorrano tante parole per spiegare chi è Theresa Melville, nome de plume di Maria Teresa Casella, scrittrice versatile e talentuosa di romance e di noir  amata e stimata da chi ha letto i suoi romanzi. Al di là dello splendido  sorriso di questa bella signora romana che considero una grande amica, oltre che una collega che stimo, c’è un cervello di prim’ordine e un cuore altrettanto splendidi. Un cuore che le sue fans trovano in ogni pagina dei molti libri che ha scritto Un’autrice mai scontata e banale, anticonvenzionale nelle scelte narrative e nel creare protagonisti che difficilmente chi legge dimenticherà. Non se sono assolutamente carismatici come Charlene. Se vi occorre una prova di quanto affermo, affrettatevi a leggere L’abbraccio della notte, in edicola per tutto il mese di luglio, e se ancora non la conoscete come autrice, il vostro con Theresa Melville si rivelerà un approccio a dir poco felice. Personalmente, a questo punto, mi limito ad aggiungere un affettuoso “in bocca al lupo” a una donna che sicuramente vi conquisterà già dalle prime righe di un qualunque suo romanzo. Provare per credere!   
Parigi, 1794. A cinque anni dalla Rivoluzione il clima politico è rovente. La città è nel caos e bande criminali ne approfittano per depredare le residenze degli aristocratici. Tra i superstiti dell’assalto a palazzo Tourangeau c’è la giovane contessa Cornélie Danterre, il cui futuro è ora quanto mai incerto. A rischiararlo c’è però François Nèvers, l’uomo che da anni lei ama segretamente e con il quale si getta nell’ardua impresa di ritrovare i nipotini scomparsi la notte dell’assalto. Seppure tra mille avversità, con certezze che crollano e speranze che nascono, la passione sboccia inattesa con le sembianze di una sfida. Ma, accettandola, Cornélie rischia di perdere il grande amore della sua vita…
1) Ciao Theresa, il tuo ultimo romanzo ha un titolo bellissimo, L'abbraccio della notte, per I Romanzi Mondadori. Il volume è il  primo di una trilogia e so che stai già lavorando al secondo. Ho letto L’abbraccio della notte e ho trovato personaggi e trama assolutamente avvincenti. In proposito ti cedo la parola perché sia l'autrice a esporre alle amiche di Una passione e oltre di cosa tratta questa recente opera firmata Melville.
Ti racconterò con grande piacere Mariangela, ma lascia che prima ti ringrazi. E’ un onore e una gioia essere intervistata da un’autrice del tuo calibro, e oltretutto nel salotto di Lady Aileen, una persona che stimo molto, una delle blogger più attente e competenti della rete.   
Tornando al romanzo, la metafora contenuta nel titolo suggerisce già qualcosa: che la notte non è solo oscurità e minaccia, ma anche protezione, attesa, e il sogno di un’alba luminosa. Gli eventi più significativi cui va incontro la protagonista, la contessina Cornélie, accadono di notte; nel dramma che la segnerà tanto profondamente, nel passaggio del ponte che la condurrà verso una nuova esistenza e nella scoperta di un nuovo amore, c’è sempre il buio nello sfondo, e il suo superamento. La storia di Cornélie comincia a Parigi nel 1794, con lo sterminio della sua famiglia. Da allora la contessina inizia il cammino verso la riconquista della felicità e del mondo di affetti che credeva perduti. Rinascerà in tutti sensi: come donna, ma soprattutto come donna innamorata.
2) Sei un'ottima scrittrice noir, tant'è che l'anno scorso eri nell'antologia Mondadori Eros e Thanatos con un tuo racconto che ho apprezzato molto. Come riesci a esprimerti in modo così eclettico  tra due generi così diversi?
Con grande fatica, ad essere sincera. Il romance e il noir si avvalgono di linguaggi e strumenti narrativi differenti, e non è stato facile all’inizio passare da uno all’altro, tant’è che, nel corso di quell’anno e mezzo che dedicai alla “scoperta” del noir, non scrissi romance. Mi calai completamente in quelle torbide storie ambientate ai giorni nostri, perfino troppo. Scrivere il racconto che hai citato, ad esempio, mi procurò una sofferenza autentica. Non ero abituata a lavorare su certi temi, non ero preparata. Ammetto che tornare al romance, il genere che prediligo e che più mi rappresenta, è stato un gran sollievo. Non solo: mi ci sono riaccostata con più entusiasmo di prima, certa, a quel punto, di quale fosse la mia strada. Tuttavia l’esperienza mi è servita moltissimo. La scoperta di nuove tecniche espressive mi ha dato maggiore sicurezza e mi ha insegnato a produrre in entrambi i generi mantenendo un certo equilibrio.      
3) Scrivere era veramente ciò che pensavi di fare da grande?
Non c’era nulla che desiderassi di più. Sono entrata nel mondo del lavoro come giornalista, e nell’ambito della parola scritta ho esplorato varie strade, ma la mia meta era quella di diventare una romanziera, una scrittrice di mestiere. Posso dire di esserci riuscita, eppure, dopo oltre vent’anni di lavoro, non riesco mai ad essere pienamente soddisfatta. Più vado avanti e più sento di dover fare di più e di poter fare meglio, una sensazione che spesso mi mette in crisi. L’idea di sfogliare un mio romanzo pubblicato, ad esempio, mi terrorizza, perché so di non poterlo più cambiare.  
 4)Qual è il libro della tua vita, il  tuo autore di riferimento?
Ce sono diversi, cara Mariangela, devo citarne almeno due.
Il primo è Moby Dick, un testo che ha segnato il mio percorso di scrittrice, che mi ha fatto comprendere la necessità, spesso faticosa, a volte anche dolorosa, di scavare dentro me stessa per arrivare più vicino possibile al cuore dei personaggi. La scelta del mio pseudonimo non è causale, si riferisce appunto alla mia devozione letteraria per Herman Melville. Il secondo libro è Cime Tempestose, per me il romanzo d’amore per eccellenza. Credo nessun romanzo mi abbia suscitato emozioni di quell’intensità, e ogni volta che rifletto sulla vita di Emily Brönte, la mia ammirazione per lei aumenta.   
5)A cosa non rinunceresti mai?
A credere che ci sia una via d’uscita, soprattutto quando non riesco a vederla.
6)A chi senti di dover dire grazie?
Ai miei genitori innanzitutto, e a molte altre persone dopo di loro. I miei figli, ad esempio, che mi hanno insegnato la bellezza di sentirsi bambina a cinquant’anni. 
7) Qual è il traguardo che ti sei prefissa di tagliare, professionalmente parlando?
Domanda da brivido… Forse quello di un successo conclamato, un romanzo talmente ben riuscito da convincere i signori di Mondadori a portarlo dall’edicola in libreria. 
8)Ciascuno di noi ha un mentore, Theresa, il tuo chi è stato?
Gianfranco Calligarich, senza dubbio. Nei primi anni 90 ero in procinto di pubblicare Delfina fuor d’Acqua, uno strano miscuglio di romance e noir, e mi venne proposto il suo nome per la prefazione. Non lo conoscevo di persona ma accettai subito, perché Gianfranco era all’epoca uno scrittore e uno sceneggiatore sulla cresta dell’onda. Il nostro primo incontro fu disastroso: lui criticò il testo dalla prima all’ultima riga facendo a pezzi la mia autostima. Il libro era alle stampe e non si poteva modificare, ma mi disse che, se gli avessi dimostrato di aver compreso certi errori riscrivendo alcune parti del romanzo a mio esclusivo beneficio, lui avrebbe scritto la prefazione. Feci la mia parte, e Gianfranco scrisse una prefazione che mi fece piangere di gioia. Successivamente il suo atteggiamento verso il mio lavoro non cambiò. Per una parola di lode c’era una sequela di improperi, ma io gli devo molto. I suoi insegnamenti sono alla base della mia crescita professionale.
9) Oltre alla trilogia, quali progetti hai nel cassetto?
In programma c’è il racconto per un’antologia che si profila come uno splendido lavoro di squadra, sulla scia di un fortunato precedente. Si può già dire? Ti strizzo l’occhio, queen, visto che il progetto ti coinvolge insieme ad altre cinque colleghe straordinarie che sono orgogliosa di poter chiamare amiche. Oltre questo, il progetto più consistente resta la trilogia dei Tourangeau. Il secondo libro dovrebbe uscire nella prossima primavera. Il soggetto del terzo libro è già delineato. 

10) Sei un'autrice bravissima, molto seguita e idem apprezzata sia dalle lettrici di romance, che di noir, filone narrativo nel quale ti firmi Maria Teresa Casella. C'è qualcosa che vorresti dire alle tue fans?
Le ringrazio dal profondo del cuore, perché una scrittrice non è davvero tale senza un riscontro di pubblico. Tengo ad aggiungere che ultimamente ho avuto modo di avvicinarmi ad alcune lettrici che non si possono certo definire mie fans, ma che ho sentito molto partecipi e curiose del mio lavoro. Questo mi ha fatto davvero felice. E’ il segnale di un rapporto che cresce, che si può approfondire e migliorare nel reciproco rispetto.
Grazie ancora, Mariangela, a te e a Lady Aileen, per l’opportunità di esprimere affetto e gratitudine a chi segue il mio lavoro, e per presentare L’abbraccio della notte in questa prestigiosa vetrina.
INTERVISTA A CURA DI MARIANGELA CAMOCARDI

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