1 giu 2015

A TU PER TU CON... ROBERTA CIUFFI

Di Roberta Ciuffi, autrice molto apprezzata dalle lettrici e dalle sue stesse colleghe, mi piace soprattutto la capacità di scrivere più cose contemporaneamente, e tutte bene, ovviamente. Siamo amiche da anni, abbiamo condiviso, condividiamo gli alti e bassi del nostro mestiere, per cui sono realmente felice che sia finalmente approdata alla libreria con il paranormal Un cuore nelle tenebre. Le auguro anzi di cuore che questo ultimo romanzo sia il primo di una lunga serie di successi perchè è un traguardo che si è ampiamente guadagnata. Roberta ha firmato numerosi avvincenti romanzi, tra cui uno dei più belli, anche per l'accuratezza delle ricerche storiche, è Damigella, che di recente ha avuto una riedizione nella collana ORO Mondadori. Ambientato durante il sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi, Damigella offre a chi legge un affresco suggestivo e veritiero di quanto accadde all'epoca nella città della stessa Roberta, romana DOC. Che altro aggiungere di una sognatrice che non ha affatto la testa tra le nuvole bensì i piedi saldamente piantati per terra? Di continuare a raccontarci le indimenticabili storie che sa creare con la maestria tipica di chi ama ciò che fa, facendo sognare di conseguenza le tantissime fans che la seguono fedelmente dal suo debutto come autrice.
1) Ciao Roberta e grazie per averci concesso questa intervista. Inizio subito chiedendoti di parlarci del tuo paranormal Un cuore nelle tenebre, pubblicato da Leggere Editore.
Era un progetto di lunga data e sono davvero felice che Fanucci mi abbia fornito l’occasione per completarlo e, non meno importante, di darlo alle stampe. È un paranormal con un impianto romance, ambientato alla fine dell’800. Quindi non proprio fuori dalle mie corde, anche se non ho voluto approfondire troppo il contesto più strettamente storico, preferendo restare centrata sul tema paranormale. 

2) Che cosa hai provato all'idea di esordire in libreria?
Fino a un paio di giorni la cosa mi provocava soltanto una moderata emozione. Nonostante tutti mi ripetessero che magnifica occasione fosse per la mia carriera, qualcosa dentro di me non rispondeva. Forse perché non ho mai ritenuto che pubblicare in edicola costituisse una sorta di degradazione della mia condizione di scrittrice. Poi, dalla Leggereditore mi è arrivato questo pacchetto. All’interno c’era una copia del mio romanzo, la prima che tenevo tra le mani. E lì l’emozione è esplosa! La copertina, la fascetta… il bollino Siae! Sì, era proprio il tipo di volume che si trova tra gli scaffali delle librerie. Quella notte l’ho tenuto sul comodino, accanto al letto. Non riuscivo a separarmene.
3)Preferisci il romance oppure hai scoperto che il paranormal è nelle tue corde?
Per me il paranormal è uno dei tanti fiumi che vanno a confluire nel più vasto alveo del romance, genere estremamente eclettico che si declina in una miriade di sottogeneri. Pertanto sento di avere parecchie corde disponibili per il mio strumento… 


4) Prossimi progetti?
Sto scrivendo un medievale, e poi toccherà al racconto per un’antologia. Sto pensando a un seguito per Un cuore nelle tenebre, o meglio uno spin off. Mi piacerebbe anche portare avanti un fantasy di cui, come al solito, ho un centinaio di pagine in attesa, in un angolino del mio computer…
Sempre molto da fare e troppo poco tempo per farlo! 


5) Una frase che ti rispecchia?
Non me ne viene in mente nessuna, ma amo molto una frase tratta da un salmo: ‘La pietra scartata dal costruttore è diventata pietra d’angolo’. Per indicare che chiunque, per piccolo che sia, può divenire la base portante di qualcosa di più grande di lui. Quando sono demoralizzata me la ripeto, per farmi coraggio.
6) Scrivere ti ha cambiato il carattere?
No, sono sempre stata una sognatrice con la testa tra le nuvole. Piuttosto, entrare in una comunità di scrittrici ha cambiato la mia visione del lavoro. Ricordo con fastidio quegli anni di scrittura solitaria in cui non avevo alcun rapporto con le altre colleghe, non mi confrontavo con i limiti, i problemi, le soddisfazioni e anche le esaltazioni di questa bellissima professione. 

7)Che cosa pensi del ruolo della donna in letteratura?
Non credo sia diverso da quello dell’uomo. Ognuno si orienta secondo le sue preferenze, facendo le sue scelte. Posso dire che mi ha stupita l’affermazione di un famoso autore secondo cui le donne non saprebbero scrivere i gialli. Al contrario io trovo affascinante gran parte dei gialli scritti da donne, perché la loro visione è sempre più ampia, più approfondita.

8)Se avessi la possibilità di cambiare una qualunque cosa, quale cambieresti?
Vorrei aver avuto più fiducia in me stessa e nelle mie possibilità, quando ero ragazza. Io non do molto credito alle mie risorse. Se mi si chiede di compiere un certo lavoro, la mia prima reazione è di panico:’Ma io non sono capace, non ci riuscirò!’
Vi racconto un piccolo episodio. A febbraio ho partecipato a una riunione dall’editore Fanucci, cui era presente anche il suo editor, Lavarini. Avevano letto un centinaio di pagine di quello che ancora si chiamava ‘Lykaon’, e si erano detti intenzionati a pubblicarlo. Abbiamo passato un paio d’ore a sviscerare possibilità e sviluppi della trama. Sul punto di andarmene, non ho resistito e ho chiesto: ‘Finora ho cercato di convincervi che il romanzo era buono, e voi l’avete accettato. Adesso, per favore, cercate di convincere me. Lo è davvero, buono?’ Dovevate vedere le loro facce! Devono aver pensato che fossi pazza.
Se avessi creduto di più in me stessa, avrei fatto le cose con più convinzione, cominciato da giovane, e forse la mia vita avrebbe preso un’altra strada, una più diretta allo scopo. Per questo come frase simbolo del mio sito web ho scelto quella di Goethe che si conclude con: ‘Comincia ora!’
9) Qual è tra i tuoi romanzi quello che ti ha dato più soddisfazioni e di cui sei orgogliosa?
Non per convenzione dico di averli amati tutti. Almeno mentre li scrivevo. Ma credo che finora Damigella sia quello più complesso, anche se forse non il più completo. A volte penso che se l’avessi ideato come un romanzo da libreria sarebbe stato diverso e migliore. Poi ce ne sono stati altri che pure nella loro semplicità mi hanno dato molte soddisfazioni, come ‘Il colore della felicità’ e ‘Un marito per Regina’. E ‘Una musica lontana’, il primo in cui è preminente l’elemento paranormale.

10) Che consigli dai a chi vuole intraprendere il duro mestiere della scrittrice?
Di cominciare presto, scegliere la meta e tenerla d’occhio. Di godersela, mentre lo fa, perché in questo mestiere è difficilissimo arrivare da qualche parte e se nel corso del viaggio nemmeno ci si diverte, non vale davvero la pena! Poi di confrontare il proprio lavoro con quello delle autrici che ce l’hanno fatta. Se ci sono riuscite ci sarà un motivo. Disprezzare il successo altrui credendosi superiori non è un buon sistema per crescere.
Credere in se stesse e pensare di essere speciali non significa pretendere di farsi accettare comunque, senza verificare stile, ortografia, grammatica e sintassi, e talvolta neppure la punteggiatura. Quando verifico l’editing fatto sui miei lavori a volte mi arrabbio, ma altre mi stupisco come di fronte a un’illuminazione. Uno sguardo estraneo, un diverso modo di affrontare la scrittura può aiutare anche persone esperte a migliorare e trovare metodi più efficaci per raggiungere lo scopo. Alcune persone invece reagiscono ai consigli e alle critiche come certe madri talmente innamorate dei propri figli da non riuscire a coglierne i difetti. Mi è capitato di dare opinioni –richieste- e sentirmi rispondere, in sintesi, che: ‘Sarà pure così, ma questo è il mio modo di scrivere, questa sono io e non cambio’.
Se la stima di sé è essenziale, l’arroganza e la presunzione non portano da nessuna parte.
Vivono tra la gente comune, conducono una vita apparentemente normale. Ma la notte è il loro regno, è di notte che si scatena la loro vera natura. Tutto intorno, l’Italia unita sta muovendo i primi passi, eppure, tra i vicoli di San Raffaele, in Friuli, sono i lykaon a reggere i fili del destino. Da secoli vivono in pace, a metà fra la ragione umana e l’istinto animale, ma ora qualcuno di loro ha lasciato che il sangue prenda il sopravvento, e che le pulsioni del lupo vengano alla luce, sconvolgendo un’armonia sottile. L’ombra dei boschi sta per dilagare, inesorabile, insidiosa, e solo uno di loro potrà ricucire il confine tra i due mondi. Starà a lui – accompagnato da una donna fragile e indifesa, che cela in sé la forza sconosciuta e dirompente di una regina delle tenebre –, trovare la chiave che risolverà l’enigma, per difendere il suo popolo dai piani di chi da tempo trama alle loro spalle.
 

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