01 giu 2015

A TU PER TU CON... LYNA RING

Personalmente non stravedo per  vampiri&Company, ma stavolta devo ammettere di aver letto un breve estratto di Ombra di velluto, Mamma Editore, e di essere rimasta piacevolmente colpita dalla scioltezza narrativa di Lyna Ring, pseudonimo di Lina Anielli,  dalla sua freschezza di raccontare una storia che coinvolge già dalle prime battute. Insomma, mi è piaciuto ciò che ho letto, per cui sono sicura che questo romanzo, disponibile nelle maggiori librerie e siti di vendita on line, piacerà anche a moltissimi lettori. Lyna è una brava scrittrice e consiglio a chi ama questo genere di non perdere Ombra di velluto. Con un grande "in bocca al lupo", cedo la parola all'autrice stessa, che si racconta con una semplicità e una schiettezza che personalmente ho davvero apprezzato.       

Mi chiamo Lina Anielli, sono nata ad Anagni (Frosinone) sotto il segno della Bilancia. Sono sposata con Gianni e ho due figlie, Mariagiovanna, con cui divido la passione per la scrittura, e Antonella, laureata in lingue straniere (inglese e russo).  Amo molto leggere, con gusti che spaziano dal thriller al fantasy, dal mainstream al noir. Insomma non mi fermo davanti a nessun genere. Dal 2003 ho ripreso a coltivare la mia passione per la scrittura che avevo già ai tempi della scuola superiore, ottenendo anche diverse soddisfazioni e pubblicando numerosi racconti. 
- Troppo indietro - Quattro chiacchiere di nostalgia
- Da appiccicare al muro
- Non ho l'età 
apparsi in quattro numeri distinti della prestigiosa rivista mensile “Macworld” della Nuov@ Periodici 
- Quando il fuoco gioca a nascondino
inserito nell’antologia “Femmine”, aprile 2007, Editore Delos Books di Milano
-Strade paralleleselezionato per l'antologia “Matrimoni scoppiati”, febbraio 2008, Giulio Perrone Editore di Roma
- Cioccolato dolceamaro
Non amarmi
Una sera come tantetutti e tre inseriti nell'antologia “Le donne lo sanno”, giugno 2008, Edizioni Montag di Tolentino (Mc). 
- Sono solo foto
pubblicato nell'antologia “Macchemù”, novembre 2008, Giulio Perrone Editore di Roma 
- Il desiderio
inserito nell'antologia "365 racconti erotici per un anno", maggio 2010, Editore Delos Books di Milano 
- Dietro la porta,
 inserito nell'antologia "Decamerone 2010", febbraio 2011, Edizioni R.E.I.
- L’odore della paura,
inserito nell'antologia "365 racconti horror per un anno", maggio 2011, Editore Delos Books di Milano 
Nel 2006 con il racconto Ho dimenticato di comprare il regalo, mi sono classificata terza al premio letterario Writers Magazine Italia.
1) Ciao Lyna, vuoi presentarti tu stessa alle amiche del blog?
Difficile parlare di se stessi.
Non sono più giovanissima e avrei una vita intera da raccontare. Mi limiterò a pochi episodi che sono stati tappe fondamentali: sono sposata, ho due figlie adulte, sto conseguendo la laurea in scienze della comunicazione e ho un lavoro in proprio che gestisco con mio marito.
Amo leggere e scrivere da sempre.
Per quanto riguarda la lettura, ho una libreria che trabocca e un garage pieno di scatoloni con libri che ho già letto.
Per quanto riguarda la scrittura, dopo alcune cose che abbozzai ai tempi del liceo, ho ripreso a scrivere solo una decina di anni fa con discreti risultati, visto che diversi miei racconti sono stati pubblicati in antologie della DelosBooks, di Giulio Perrone Editore, della Montag Edizioni e sulla rivista Macworld.
“Ombra di Velluto” con la Mamma Editori, è il mio primo romanzo.

2) In che cosa pensi si differenzi questo tuo romanzo sui vampiri da quelli che abbiamo letto finora?
Non credo di poterlo dire io, ma penso di aver scritto sicuramente qualcosa di diverso e spero in una risposta positiva dei lettori.
Se la Meyer ha creato dei vampiri che possono vivere di giorno ma preferibilmente in un posto senza sole, la Smith ha dotato i suoi vampiri di un anello che permette loro di vivere anche sotto il sole, io ho dato vita a un vampiro che non fa del male agli uomini perché si ciba di sangue animale, ma può vivere solo di notte come i vampiri del nostro immaginario, però... No, questo non posso dirvelo. Se volete sapere qualcosa di più di Hermes, dovrete leggere il libro. Scoprirete i suoi segreti insieme a Mariasole.
Un aspetto importante di cui vi posso raccontare però, è la creazione di un mondo parallelo a quello degli uomini, Nadir, in cui vivono i vampiri. Il romanzo infatti sarà un’avventura a cavallo fra i due mondi collegati da passaggi ben nascosti che non tutti i vampiri per fortuna conoscono.

3) Come funziona per te l'ispirazione?
Arriva sempre da piccole sensazioni, da piccoli episodi che magari mi colpiscono mentre sto in treno, oppure in macchina, oppure semplicemente in giro a passeggiare o in casa.
Prendo queste sensazioni o questi episodi e vado a scavarli dentro, per scoprire cosa nascondono, e da lì comincio a creare i miei personaggi e il mio ambiente.
 4) Questo romanzo ti è venuto di getto?
Dipende. Ho iniziato a scriverlo alla fine del 2007 e credo di averci messo quasi un anno. Quindi dipende da quale significato diamo all’espressione “di getto”. Se la intendiamo come “in pochissimo tempo”, no, perché mi sarebbe stato impossibile, visto che lavoro, e per scrivere mi ritaglio del tempo la sera, ma soprattutto al mattino presto. Poi se “di getto” significa senza programmazione, allora la risposta è “sì”.
So che ci sono molti che fanno scalette e schemi per scrivere un romanzo. Il mio metodo sarà anche sbagliato, ma io non riesco a programmare. Ho un’idea in mente e la sviluppo.
Per esempio l’idea iniziale di “Ombra di Velluto” è il trasferimento del personaggio femminile in una villetta accanto alla quale ce n’è una un po’ antica, austera in cui pare non viverci nessuno, ma in realtà c’è un bel gatto nero dal pelo lucido e lungo e dagli occhi di ghiaccio. Allora la protagonista comincia a interrogarsi: se c’è un gatto, anche ben curato, ci deve essere per forza un padrone.
Quindi comincio a lavorare intorno all’idea iniziale e i miei personaggi mi seguono, ma a volte corrono avanti, fanno cose diverse da quelle che io avevo pensato per loro. Allora io li assecondo ed ecco che nasce la storia. Viviamo insieme in un mondo di fantasia in cui mi immergo anche io mentre scrivo. Vivo e penso con loro, tanto che quando ho posto la parola “fine” a “Ombra di Velluto”, all’improvviso mi sono sentita sola.
 5) Cosa stai scrivendo ora?
In questo momento faccio una pausa di riflessione, perché ho anche impegni diversi, tipo preparare un paio di esami per giugno, ma in realtà sto già scrivendo il seguito di “Ombra di Velluto”. Sono già oltre metà stesura e ho scritto persino il finale a cui via via raccorderò le vicende.
 6) Qual è il tuo libro cult?
Non ho un libro cult. Ci sono capolavori che a volte segnano la vita delle persone, ma se ami leggere, non puoi fossilizzarti su un unico libro.
Per quanto mi riguarda posso citarti più libri che mi hanno aperto alla lettura di generi che magari non avrei mai affrontato.
Per esempio “Misery non deve morire” di King, mi ha fatto apprezzare questo autore che invece avevo rifiutato quando uscì il libro “IT” che non sono mai riuscita a leggere, forse per via del pagliaccio che facevano vedere in televisione presentando il film.
Poi potrei parlare de “Il dominio della Regola”, il romanzo di una esordiente, Milena De Benedetti, pubblicato da DelosBooks e che mi ha fatto scoprire il genere fantasy di cui fino a quel momento non avevo letto praticamente niente.
Come di “Twilight” con il quale mi scontrai per caso, già in edizione economica, alla libreria Borri della Stazione Termini di Roma e che mi ha fatto appassionare al tema dei vampiri, di cui poi ho letto moltissimo, da Stoker alla Harris, a Tanya Huff, alla Smith.
Potrei continuare ancora...
La conclusione comunque, è che mi piace leggere di tutto senza preferenze, dai classici ai bestsellers, dai thriller ai romanzi storici, dai gialli ai gothic romance.
 7) A chi senti di dover dire grazie?
Per questa pubblicazione, devo dire sicuramente grazie alla Mamma Editori e a Monica Montanari che hanno creduto in me. Per quanto riguarda la sfera privata invece mi sento di dire grazie a mio marito che mi sopporta e mi ascolta ogni giorno in silenzio, tutte le volte che gli pongo i miei dilemmi su una frase o su un’espressione, alle mie figlie che fanno da cavie nella lettura e alla Writers Magazine Italia e il suo direttore con cui ho frequentato due corsi di scrittura creativa qualche anno fa, e che mi hanno riacceso questa passione, ma soprattutto mi hanno aiutato a migliorare.
 8) Cosa stai leggendo?
Ho appena finito di leggere “Miele nero” di Alice Winchester, sempre della Mamma Editori, un romanzo appassionante da cui non riesci a staccarti fino a quando non arrivi all’ultima pagina.
Ma ora credo che leggerò tutt’altro genere: ho proprio ora, accanto alla tastiera del computer “Elihu Katz, i media studies tra passato e futuro”. Naturalmente non è una lettura di svago: è uno dei testi da studiare per l’esame di Industria Culturale. Per qualche mese infatti dovrò dedicarmi al 90% solo a questo genere di lettura, lasciando poco spazio a quella rilassante e piacevole che mi scelgo da sola.
Ma farò una bella lista e mi metterò in pari quando avrò finito gli esami.
9) Che cosa diresti alle lettrici per invogliarle a leggere il tuo romanzo?
Non è una domanda facile a cui rispondere. Qualsiasi cosa dica, io sono di parte.
Per invogliare a leggerlo però, vorrei sottolineare una cosa: dopo aver finito il romanzo, l’ho riletto diverse volte per le correzioni, poi l’ho inviato all’editore con cui abbiamo fatto ulteriore lavoro di editing. Quindi penso di aver letto il mio romanzo non meno di venti volte e devo confessare che non mi sono stancata mai. Ogni volta ciò che avevo scritto mi sembrava una cosa nuova, tutta da scoprire. Riuscivo persino a sorprendermi nonostante sapessi già cosa aspettarmi.
Quindi sono sicura che anche le lettrici, se lo sceglieranno e spero lo facciano, ne rimarranno piacevolmente sorprese e appassionate.
10) Cosa chiederesti al destino se ipoteticamente potessi parlargli?
La cosa più ovvia? Sei numeri in fila, precisi a quelli dell’estrazione di turno del Superenalotto!
Naturalmente la mia è una battuta!
I soldi comunque, averceli e non averceli, fa sempre differenza, ma senza una vita tranquilla e la famiglia unita e in salute, servono a poco.
Io queste ultime cose per ora le ho, e spero che il destino me le mantenga a lungo così come sono.
INTERVISTA A CURA DI MARIANGELA CAMOCARDI

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