01 giu 2015

A TU PER TU CON... ORNELLA ALBANESE

Di Ornella mi è piaciuto subito il sorriso, e la luce che le brilla negli occhi. Diventare amiche è stato un attimo e tra le giornate trascorse insieme, ricordo  un nostro incontro a Gabicce. L'immagine di noi due a parlare fitto fitto dei nostri romanzi in riva al mare, in un imprevisto giorno di pioggia a inizio estate, sedute sotto l'ombrellone su una spiaggia deserta, incuranti del cielo imbronciato e degli spruzzi della risacca, mi è rimasta impressa nella mente.  Quanto a ciò che scrive, di Ornella Albanese è di fresca uscita L'ombra del passato per la collana ORO Mondadori, il suo romanzo di esordio ne I Romanzi.  Le sue fans ne saranno felici perchè era un titolo ormai introvabile e ne attendevano la ristampa. Ornella ha pubblicato anche racconti sulle più note riviste italiane, prima di arrivare al romance. Dopo L'ombra del passato non ha più smesso con gli  storici e ha saputo imporsi tra le autrici più apprezzate di un genere che è sempre seguitissimo e molto amato dalle lettrici. E non è l'amicizia che mi fa dire che i suoi romanzi ti avvincono dal primo capitolo e ti proiettano in raffinate atmosfere ottocentesche o in cupi castelli medievali. Le sue protagoniste, mai banali, emergono dalle pagine con con una femminilità vincente che, unita alla forza di carattere, le rende indimenticabili. Proprio come Lucilla de L'avventuriero che amava le stelle, di cui abbiamo da poco letto il sequel Il profumo dei sogni. Che altro aggiungere su Ornella Albanese? Leggete L'ombra del passato: sono sicura che a fine lettura condividerete quanto affermo in questa presentazione.
1) Ciao Ornella, grazie per questa intervista. Sta per uscire la tua prima ristampa nella collana  ORO  Mondadori e immagino che tu ne sia felice. L'ombra del passato rappresenta il tuo libro di esordio nel romance,  ci vuoi parlare di questo romanzo?

L’ombra del passato è la storia di un uomo al quale la vita non ha regalato nulla e che quindi ha imparato a impadronirsi senza scrupoli di quello che desidera. Denaro, oggetti preziosi e anche la donna che gli piace. Ma Diletta è molto forte, sotto la sua apparenza fragile, e Pietro deve presto rendersi conto che non sarà così facile averla. Il passato ha lasciato tracce indelebili nella vita di entrambi, ma loro hanno forza e coraggio sufficienti per lasciarsi le ombre di quel passato alle spalle.
La storia si svolge nell’isola di Pantelleria, famosa ai tempi per la produzione di zibibbo. Un’isola impervia e ventosa, il cui nome in arabo significa appunto figlia del vento. Pietro è un uomo che va per mare e che ha vissuto di contrabbando, sulle rotte degli antichi pirati saraceni che usavano l’isola come approdo per le loro navi.
La revisione de L’ombra del passato per la ristampa è stata piuttosto corposa. Nove anni dopo averlo scritto, mi è piaciuto apportare qualche leggera modifica e approfondire situazioni e personaggi, quindi ho arricchito la stesura iniziale di circa 40.000 battute distribuite per tutta la lunghezza del romanzo.
2) Stai avendo quello che volevi, professionalmente?
Sono molto contenta di quello che ho ottenuto. Certo sarebbe sciocco non porsi altri obiettivi, ma quelli raggiunti li considero davvero gratificanti. Io posso desiderare legittimamente di approdare in libreria, che sarebbe l’ultimo passo del mio percorso, ma dubito di trovare in quell’ambito il calore, la partecipazione e l’affetto delle lettrici che mi seguono adesso.
3) Qual è stato il tuo primo pensiero subito dopo aver saputo che avrebbero pubblicato un tuo romanzo?

Hai presente quando ci si blocca su un pensiero piacevole per farlo durare più a lungo? Ecco, io ho avuto proprio questo tipo di reazione. Sono rimasta ferma sul pensiero “è andata!” per un bel po’ di tempo.

 4)Se non fossi Ornella Albanese, chi vorresti essere?

Questa è una domanda difficile perché quando si è molto giovani e un po’ insicure si desidera essere qualcun altro, poi, col passare del tempo, ci si affeziona a come siamo e non vorremmo essere diverse. Comunque è un gioco divertente e non riesco a pensare a qualcuno che non sia una scrittrice. Jane Austen oppure Margaret Mitchell, oppure Aurore Dupin che si celava sotto il nome di George Sand per vincere, con un nome maschile, la diffidenza dei lettori per un’autrice donna. Un po’ come hanno dovuto fare molte autrici italiane di Romance che si sono nascoste dietro un nome straniero per lo stesso motivo. Forse, spingendo il gioco un po’ più in là, mi piacerebbe catturare di ognuna di queste donne l’aspetto del loro carattere e delle loro esperienze che mi intriga di più.

5)Non tutti posso diventare grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque, dice il simpatico topino Ratatouille. Tu quando ti sei accorta di avere in te una vena artistica che ti predisponeva alla scrittura?

Mia madre afferma che sia nata con me. Nel senso che ero piccolissima, non sapevo ancora leggere, e le dettavo poesie e brevi favole. Ho sempre avuto passione per gli intrecci perché intorno a me ho avuto abilissimi narratori: mio padre inventava storie bellissime, e non si riusciva mai a fargliele ripetere uguali due volte. La sua fantasia lo portava a creare nuove situazioni, nuovi personaggi e finali diversi. Il primo romanzo, sulle orme di Salgari, l’ho scritto a sette anni. Di recente ho ritrovato quel quaderno di terza elementare, completamente scritto a mano con una tonda calligrafia infantile, una tenerezza.
3) Sta per uscire un'antologia risorgimentale scritta insieme alle scrittrici storiche della collana I Romanzi, com'è stata questa esperienza

E’ stata un’esperienza bellissima per due motivi: perché per la prima volta ho lavorato in gruppo a un progetto narrativo e credo che sarà molto interessante vedere come sette autrici diverse abbiano affrontato la stessa ambientazione risorgimentale. E poi perché abbiamo creato tra noi una sintonia che considero veramente preziosa.

4) I tuoi buoni propositi per il 2011?

Per quel che riguarda il lavoro, non faccio mai propositi, il mio carattere mi porta a voler vivere alla giornata. Anche perché quando prendo un impegno preciso, lo porto a termine a qualsiasi prezzo e a qualsiasi condizione. Allora preferisco scrivere in relax. Il nostro lavoro, se fatto col cuore, non può avere scadenze temporali: se per dieci giorni non viene l’idea giusta, quella che risuona dentro, per dieci giorni si deve poter non scrivere nulla
Per quel che riguarda la vita, invece, i buoni propositi che faccio ogni anno, disciplinatamente, da quando ho l’età della ragione e che spesso disattendo.



7)  Ora ti rivolgo alcune domande che rivolgo a tutti gli amici che intervisto: ti senti privilegiata? 

Quando giro per i blog, trovo molti commenti ai miei romanzi, c’è chi dice che continua a rileggere L’ombra del passato, chi considera Cuore di lupo un keeper, chi ha apprezzato tanto l’Avventuriero da desiderare un seguito, e poi un seguito del seguito. Ecco, leggendo questi commenti, devo ammettere di sentirmi privilegiata. Entrare in tante case e nel cuore di tante lettrici, far trascorrere loro momenti piacevoli, distoglierle da un problema o da un affanno, questo è l’aspetto più bello della mia attività di autrice.

8) Se avessi la possibilità di realizzare un desiderio, cosa chiederesti al destino? 
Il desiderio per eccellenza, quello che ha accarezzato prima o poi tutti gli uomini. Fermare il tempo in un momento particolarmente bello della vita, cristallizzandolo. Ma l’attrattiva della vita è anche la sua imprevedibilità, la sua mutevolezza, e quindi alla fine sono ben contenta che questo desiderio non possa avverarsi.


9) Qual è il libro che non hai scritto e che avresti voluto scrivere? Hai un’autrice/autore di riferimento?

A me piacciono i libri che danno inizio a un genere, i numeri uno. Adesso, vedendo di cosa sono pieni gli scaffali delle librerie, forse mi piacerebbe aver scritto Dracula di Bram Stoker, o Il signore degli anelli di Tolkien.
Amo molti autori, ma il mio autore di riferimento, quello che leggevo e rileggevo in continuo perché da ragazzina ero attratta dalle trame geniali, e, da adolescente, dalla singolarità della sua filosofia, dall’incisività dei dialoghi, dal fiorire delle metafore, è stato Pirandello. Per puro caso, perché a casa c’era l’intera collezione delle sue Maschere Nude e io, finiti in brevissimo tempo i libri che acquistavo, ero sempre alla ricerca di nuove cose da leggere.  


10)Che posizione occupa la scrittura nell'ambito della tua vita? Voglio dire, sei pervasa dal sacro fuoco dell'arte al punto da trascurare tutto il resto quando sei ispirato, oppure anteponi a essa altri valori che consideri prioritari?

La passione più grande della mia vita coincide col lavoro e questa è una bella fortuna. Anche se non mi piace definire quello che faccio “un lavoro”, scrivere per me è puro piacere e non esistono confini di tempo. E’ un’attività che si dilata riempiendo piacevolmente le giornate: un’idea può venire in autobus, durante una passeggiata, in qualsiasi momento. Però non è il pensiero numero uno, né potrebbe esserlo, perché ho una famiglia coinvolgente e una vita piena di interessi e quindi dispersiva per quel che riguarda la creazione dei miei romanzi.
TRA TUTTI COLORO CHE LASCERANNO UN COMMENTO SARA' ESTRATTA A SORTE UNA PERSONA CHE RICEVERA' UNA COPIA DEL LIBRO AUTOGRAFATA.
La bionda Diletta d’Altavilla subisce, suo malgrado, il fascino tenebroso di Pietro, il Pirata di Pantelleria, un uomo dal passato oscuro che fa strage di cuori ma che nessuna ragazza per bene dovrebbe frequentare. Eppure, quando Diletta si trova in balia di una tempesta, è Pietro a soccorrerla e a ospitarla nella sua torre. Tutta Pantelleria grida allo scandalo e Diletta deve acconsentire alle nozze riparatrici. Solo un dubbio si fa strada in lei: non si sarà trattato di uno stratagemma del Pirata per vincerne le resistenze e farla sua?

Mariangela Camocardi


















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