4 set 2021

MONIKA VENUSIA

Salve sono Monika Venusia scrittrice di romanzi d'amore. 

Vengo da Pomigliano D'arco e scrivo da quando ero piccola. In vacanza mi portavo sempre quaderni penne e libri e in ogni momento scrivevo o leggevo. Solo però da febbraio di quest'anno ho pensato di realizzare il mio desiderio di pubblicare in self tramite Amazon. Ho 44 anni i miei autori preferiti sono Danielle Steel di cui ho letto tutti i suoi libri e Kathleen Woodiwiss che ho adorato per le tematiche rosa e un po' erotiche, anche di questa autrice ho letto praticamente tutto. Leggo anche fantasy che mi piacciono molto. I miei hobby sono leggere, viaggiare, creare disegni nelle piattaforme grafiche e mi piace fare le torte. Sono sposata.

La mia ispirazione nasce da alcune tematiche che possono essere eventi che potevano andare diversamente tipo una sliding doors oppure da sogni o anche dalla mi fantasia che a volte crea immagini e un embrione che poi col tempo diventa e si sviluppa in una storia.  La scrittura è soprattutto passione e a dirla tutta mi piace moltissimo. 

Potete trovarmi su:
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Instagram Monika Venusia



Marica un giorno nell'atelier dove lavora incontra per puro caso un modello bellissimo, un uomo che aveva visto solo su Vogue e in tv. Resta affascinata e lo saluta con entusiasmo. Quando stupito lui si gira e la saluta lei resta senza fiato. Praticamente è perfetto, alto muscoloso bruno almeno un metro e novanta e sembra un leopardo con occhi penetranti e sorriso perfetto. Che pettorali, che corpo. Così una ragazzina innocente che non si era mai eccitata comincia a sentire delle sensazioni mai sentite. Decide così di conoscerlo pur restando del parere che lei è solo una ragazzina semplice e anche non bella mentre lui è perfetto. Deve stare con i perfetti come lo è lui così cerca solo amicizia, ma le cose cambieranno ben presto. Difatti comincia a provare dei sentimenti molto forti per Robin poco dopo la loro conoscenza, non può fare a meno di lui ricambiata. Robin, uomo più grande, uomo navigato, drogato, alcolizzato, puttaniere, abituato alle orge, cosa nasconde? Tendenzialmente solo affamato di amore come uno spettatore che guarda una vetrina ma che sa che non può andare li dentro, non appena la incontra viene affascinato dalla sua ingenuità e comincia a provare una forte brama che gli darà l'input per una difficile risalita da suo inferno, cercando di crederci, ma sapendo che sarebbe stato inutile.
Sa che un uomo che appartiene all'inferno resterà sempre e solo li e non potrà mai raggiungere il paradiso dove di certo lei viveva. Una vita tranquilla non l'aveva mai avuta e per cui non l'aveva nemmeno mai desiderata essendo abituato al potere e alla ricchezza sfrenata. Quando gli occhi di quella ragazzina avevano incontrato i suoi non aveva avuto più forza per negare i suoi sentimenti, la amava con tutta la sua anima nera e sarebbe stato così per sempre. Non era il suo tipo, in quanto di norma faceva sesso con donne o uomini bellissimi ma era la luce che riscaldava la sua anima e il suo cuore freddo e solo, Sapeva che lei viveva in un altro mondo e che era anche parecchio più piccola di lui ma on gli importava lei era la ragazza che l'avrebbe salvato e soprattutto la donna che sarebbe diventata sarebbe stata sua senza nessuno che gliel'avrebbe tolta neanche il suo migliore amico cresciuto con lei, un bravo ragazzo che faceva anche lui il modello.

ESTRATTO:

Marco era in macchina e pensava ad un sacco di cose, era giusto essere eternamente secondo? Lui era sempre stato la seconda scelta, era giusto fare finta di nulla e continuare così, facendo finta che lei lo mettesse al primo posto? Così nascondeva la testa sotto la sabbia. L'aveva fatto prima ma adesso non c'è ne era bisogno. Lui anche se l'amava follemente, desiderava ardentemente essere al primo posto, nel suo cuore. Se avesse dovuto soffrire, così sarebbe stato. Erano tanti i pensieri che gli arrovellavano la testa e davvero era molto stanco, sperava che quella sera gli avrebbe fatto cambiare idea, sulla sua conclusione. Marica nella realtà delle cose, non era mai stata solo sua ma sempre metà sua. L'altra metà era sempre stata di Robin, quando era morto ma l'avrebbe conquistata, sarebbe riuscito ad essere la sua prima scelta ed unica ma così non sarebbe stato possibile. Lui era vivo e si vedevano. Non voleva pensarci ma non riusciva a fare altrimenti. Intanto che pensava ascoltava la sua musica preferita alla radio. Era stanco, sperava che andasse tutto bene, non come lui prevedeva, lo sperava davvero. Anche se non si era mai sbagliato.

Qualche minuto dopo parcheggiò e scese dalla macchina, chissà cosa aveva fatto quella sera. Sorrise, seppure con un po' di malinconia, era inutile credere a delle cose che non sarebbero mai accadute, anche se si era combattuto estenuamente per farcela.

Aprì la porta e poco dopo sorrise come uno scemo. La sua piccola donna era in négligé bianco e scollato, seduta sul divano e lo stava aspettando con un ricco sorriso.

Non appena lo vide, scese dal divano e corse verso di lui, saltandogli addosso facendolo ridere felice. Si baciarono, mentre lui la stringeva alla vita girando per un po' in tondo, per poi metterla giù.

"Che hai preparato piccola?"

" I tuoi piatti preferiti ed una bellissima serata, ma dimmi sei stanco?"
Lui la fissò e disse:
"Sì, delle volte anche molto".
"Dai vieni che stasera ti coccolo tutto il tempo".
Lo prese per mano e assieme andarono verso la tavola.
Lei andò verso le pietanze che riscaldò un po' alla volta, per poi metterle a tavola.

Lui invece stava fissando tutto quello che lei aveva fatto. Davvero stupefacente, perché il suo cuore non smetteva per una buona volta di battere così tanto per lei?

Non voleva credere che quello fosse il suo sogno che diventava realtà, perché lui invece pensava che fosse solo la fine di una storia che era durata anche troppo. Non voleva più illudersi era inutile. Aveva già capito e deciso come fare ma voleva godersi la serata, per poi fare quello che avrebbe dovuto fare già tempo prima.

Così la prese tra le braccia, dopo che lei aveva messo tutto in tavola e dopo averla coccolata e baciata con tenerezza, sul viso, cominciarono a mangiare. In realtà lui se l'era presa in braccio e tenendola stretta, mangiava con l'altra mano, anzi ridendo dolcemente un boccone a lui e uno a lei. Era da tempo che non si dedicavano così tanto l'uno all'altro.

Lei mentre mangiava sulle sue gambe, sentiva la sua eccitazione e si sentiva fortemente emozionata, ma anche malinconica, una sensazione che non voleva andarsene via. Sapeva che la sua storia sarebbe finita, non aveva il coraggio, ma lo sapeva, eppure era felice, quella sera con lui. Perché non aveva funzionato? Perché non era riuscita a metterlo al primo posto? Eppure lei lo amava a modo suo.

Coccolarla era delizioso, gli era sempre piaciuto, per cui imboccarla, per lui era fantastico, soprattutto il pezzetto di brasato con le patate e l'insalata. Vedere quella bocca che prendeva il boccone e lo metteva in bocca, era per lui una cosa come di protezione. Lui le dava amore e nello stesso tempo, lo prendeva. Non poteva esserci di meglio. Chissà poi pur eccitato all'inverosimile, non pensava al sesso ma al modo più tenero per stare con lei. Quella sera prima di andare a letto, avrebbero visto la tv accoccolati sul divano, forse la saga di Twilight intera, parecchie ore della notte, la loro saga preferita. E poi avrebbero fatto l'amore, affondare dentro di lei era una cosa che lo completava che lo faceva sentire felice come non mai, però per lui fondamentalmente era starle accanto, proteggerla e amarla, come aveva sempre desiderato.

Difatti dopo il dessert si guardarono negli occhi e entrambi dissero Twilight, e andarono verso il divano accendendo il pc e cominciando la loro visione, abbracciati sprigionando calore, stretti stretti, lui steso e lei su di lui, col pc sul tavolino. Fu una notte piena di risate.

La mattina dopo, lui decise di andar via. Voleva ricordarla così, felice e spensierata. Avevano trascorso una notte splendida, prima con la tv e poi facendo l'amore. Aveva fatto del suo meglio, ma adesso doveva finirla. Il suo tempo con lei era finito. Non le avrebbe lasciato neanche un biglietto. Quando se la sarebbe sentita, allora sarebbe tornato.


Bryan e Sarah, un incontro improvviso in una terra straniera, un'attrazione immediata, un appuntamento mancato e poi ritrovarsi dopo 6 anni per puro caso. Cosa succederà? Lui non sa che lei ha sofferto moltissimo, non sa che seppur per un solo appuntamento si era innamorata follemente e che avrebbe voluto instaurare un rapporto con lui. Aveva avuto paura ma si era lasciata andare , lei che non lo faceva mai, proprio mai. Da sempre chiamata timida dalle sue amiche. Da sempre sostenuta da una amica speciale anche nei momenti in cui soffre di più e che pensa di non riuscire a farcela . Eppure anche se con fatica si riprende. Riesce a sopravvivere, riesce ad andare avanti. La cicatrice però sanguina ancora anche quando si fidanza con Francesco uomo serio che vuole sposarla. Cosa ne sa il mondo di quello che lei ha vissuto a causa di quella cicatrice che si porta anche sul corpo? Che si porta anche sui polsi? Lui non potrà mai sapere il cumulo di agonia sofferenza che ha provato e che le ha portato ad una nuova rinascita. Una donna che pensa al futuro con il cuore certo ma soprattutto che costruisce tutto gradino per gradino in modo da soffrire di meno. Bryan non appena la rivede al pub dove si incontrano rimane nuovamente abbagliato da quella donna stupenda che a causa della sorella aveva dovuto abbandonare. Aveva sofferto moltissimo perché lui il bad boy, uomo dalle mille avventure si sarebbe voluto mettere seriamente con quella piccola ragazza incontrata per caso e mai dimenticata. Lei non vuole più soffrire e testardamente desidera continuare la sua vita abitudinaria con il suo fidanzato anche se poi tutto crollerà come cenere. Testardamente Bryan diventerà suo amico pur di ricominciare con lei e poi successivamente combatterà per lei, perché solo lei è la sua metà, la donna che lo completerà. Fino ad ora aveva avuto solo avventure e andava bene così. Adesso non vedeva che lei in ogni momento della sua vita. Sarebbe diventato l'uomo per lei, l'uomo che nella vita non era mai stato.

ESTRATTO:

Trafelatissimo Bryan era uscito dal lavoro ormai erano quasi le diciotto, stava correndo, desiderava arrivare alla macchina per non trovare eccessivo traffico, nel tornare all' albergo, quando improvvisamente vide una ragazza che dava dei volantini. Di norma non si fermava mai, aveva sempre da fare e pochissimo tempo, ma decise di osservarla, era davvero bella, bruna, con una coda, occhi sembravano nocciola, ma non riusciva a vederli da dove stava, aveva un bel corpo, vestiva molto semplicemente. A lui piaceva. Desiderava conoscerla. Quella sacca che aveva sulla spalla doveva essere pesante, vedeva l'impegno che ci stava mettendo. All' improvviso si trovò vicino a lei a guardarla. Si erano nocciola, ma c'era anche un po' di verde. Era davvero bella, piccolina rispetto a lui, ma continuava ad esserne affascinato. Di certo non era né polacca, né americana. Rimase a guardarla, aveva la pelle bianca ed era davvero delicata. Poi fece caso al fatto che lei gli stava porgendo un volantino, ma lui fece cenno di no con la testa e poi disse:

"Io parlo 6 lingue, quale preferisci? Francese, inglese, tedesco, cinese, giapponese, spagnolo".
Lei lo stava guardando, era davvero altissimo e bellissimo, davvero voleva conoscerla. Non gli interessavano i volantini. Così lo fissò e mormorò:
"Italian?"
Lui la fissò e le sorrise, poi negò e lei mormorò:
"English".
Così disse tutto contento:
"Ciao sono Bryan Michell, tu come ti chiami?"
"Sarah Abregal".
Brava Sarah, pensava lei, stai rispondendo, qualcosa ti ricordi.
"Io sono canadese e sono ingegnere".
Lei lo fissò capendo ma non sapendo rispondere, poi alla fine rispose aggrottando un po' le sopracciglia e pensandoci su.
"Io sono rappresentante farmaceutica e vengo dall'Italia".
"Quanti anni hai? Io 26" disse lui.
Questa volta proprio non ricordava, così incominciò a dire:
"22" poi cominciò ad aggrottare le sopracciglia e a pensare, quando lui disse:
"AAAHHHHHhh"
come a dire che aveva capito e lei nello stesso tempo disse finalmente
"anni"
"Che ne dici se ci vedessimo qui più tardi dopo il lavoro?" disse lui.

Quella ragazza era davvero simpatica, non solo bella. Cercava di parlare con lui, anche se si vedeva che non era pratica né a parlare con i ragazzi, doveva essere un tipo serio, né con le lingue. Beh si sarebbero arrangiati, ma a lui avrebbe fatto davvero molto piacere conoscerla. Non aveva mai avuto problemi con le donne, loro erano attratte da lui e lui non le disdegnava. Era un uomo e il sesso a lui piaceva molto e le donne a lui piacevano molto, ma quella ragazza nella sua semplicità lo aveva rapito. E non desiderava portarsela a letto, voleva conoscerla, anche se magari lei avrebbe avuto paura, senza sapere la lingua e in una terra diversa, con uno sconosciuto.

Stranamente aveva capito quello che lui le aveva chiesto, ma non rispose subito, uno perché non sapeva che dirgli, lei era sola in terra straniera, non sapeva nessuna lingua, e avrebbe dovuto uscire con un ragazzo straniero, appena conosciuto. Se si fosse persa? Se fosse stata violentata? Non avrebbe potuto chiamare nessuno, come avrebbe fatto? Però sarebbe stato bello se fossero stati insieme nel bar del suo albergo, protetta dalle sue colleghe e dal suo capo, ma come poteva dirglielo? Sarebbe stata capace di farglielo capire? Poi anche se si fossero conosciuti meglio, lui sarebbe tornato in Canada e lei a Napoli, che senso avrebbe avuto? Le amiche a Napoli, le dicevano sempre che era troppo seria e che doveva divertirsi un po', che male c'era se avesse accettato solo per quella sera?

La stava osservando e capiva quello che lei provava. Come se riuscisse a vedere le rotelle dei suoi pensieri, rimase lì, anche se fino a qualche minuto prima desiderava solo tornare in camera e fare una doccia. Ora voleva invece una risposta affermativa da quella ragazza.

Alla fine decise di accettare, anche se era titubante così prese dalla tasca l'indirizzo dell' hotel dove dormiva e lo chiamò:
"Bryan" afferrandolo per la manica.
Lui si girò verso di lei e lei gli fece vedere un foglio dove c'era scritto l'indirizzo dell' hotel. Cercò di capire.
Lei rispose:
"Stasera al mio albergo, alle 21, fuori. Ok?"
Bryan era contentissimo, aveva detto di si, anche se davanti al suo albergo. Forse voleva sentirsi sicura. Lì lo era. Anche se lui voleva solo conoscerla meglio. Capiva che sarebbero tornati presto a vivere nelle loro città e capiva che lei aveva un fondo di paura.
Lui annuì e poi disse:
"Ok, alle 21".
Poi scappò, non vedeva l'ora di ritornare lì per le 21 e vederla ma desiderava fare una doccia.

DAVIDE ROSSI

 

Mi chiamo Davide Rossi, sono nato e cresciuto in un piccolo paese della provincia di Pavia, Sant’Angelo Lomellina. Nonostante gli studi di natura prettamente scientifica, ho continuato a coltivare due grandi passioni che mi hanno accompagnato fin dalla tenera età: il cinema e la scrittura.

La mia passione per la scrittura nasce da lontano, dall’infanzia. La lettura di fumetti, Dylan Dog, e poi di romanzi, Fenoglio e Pavese in particolare, mi hanno aiutato a crescere in conoscenza e fantasia. Nell’adolescenza è arrivata la passione per il cinema: Fellini, Pasolini, i film horror. L’insieme di queste cose mi hanno condotto lungo una strada già tracciata: il sogno di fare cinema. Come lo volevo fare? Scrivere le sceneggiature.  Da lì è incominciato il mio percorso.

Ho scritto varie sceneggiature fino a quella scritta a sei mani dal quale è stato tratto il film “Benvenuti a casa Verdi” del 2013 (Muccapazza film).

Parallelamente all’esperienza cinematografica inizia una fase di sperimentazione che mi ha  portato a partecipare a diversi concorsi letterari con racconti brevi, poesie e saggi. "E alla fine c'è la vita" nasce in seguito, e dall’unione, di tutti questi percorsi.

 La mia seconda opera si chiama "Storia di un numero", un romanzo di formazione, una sorta di docu-fiction,  pubblicato, come nel caso del primo scritto, con una piccola casa editrice calabrese, Rossini Editore.

Scrivere significa leggere tanto, quindi parallelamente alla scrittura, quotidiana, necessaria per continuare a migliorarsi, leggo il più possibile. Pesie, saggi, romanzi, cerco di non farmi mancare nulla. Leggere è indispensabie per crescere umanamente e artisticamente.


«Marika è ben vestita, elegante, pronta per andare alla festa. Si profuma mentre si guarda allo specchio in bagno. Controlla che il vestito sia a posto un'ultima volta ed esce dalla stanza. Va al computer e scrive su Facebook: "Stasera grande serata". Va sulla pagina del suo ex ragazzo e trova delle foto di lui con Agnese. Scuote la testa, incredula, e chiude furiosamente il computer. Il cellulare sul comodino vibra. Lo prende e risponde...»



Un numero non è fine a se stesso: ha un'esistenza, una storia, un inizio e una fine. Un numero può essere umano, vivere e morire. In una contemporaneità corrosa dalla malavita e dall'opportunismo, Kenny nasce in un piccolo stato africano, flagellato dalla povertà, messo in ginocchio dalla corruzione, dimenticato e disprezzato dagli stessi esseri viventi. Condizioni disperate per chiunque abbia un minimo di misericordia per se stesso, difficilmente sopportabile per la sua natura estrema che si impone nella quotidianità sugli esseri viventi. La sua infanzia la trascorre a osservare il mondo che gli ruota intorno, che ansima, grida, muore, violento e insensato. Lui scruta, annota, studia e prova a conformarsi, ad adeguarsi alla realtà, che cruda e violenta si manifesta, investendolo senza freni: la sparizione del padre, il trasloco in un'altra zona, la morte della adorata zia, la presunta anormalità. A confortarlo e a salvarlo dalla solitudine c'è lo studio, i pensieri, vivaci e senza limiti, la curiosità verso l'ignoto e la natura. Camaleonte decide di adattarsi, di vivere secondo i canoni imposti senza rischiare, coltivando un'irrazionale voglia di responsabilità. Ciò non lo salva dai suoi simili, spietati e potenti, che lo costringono a scappare via dalla sua terra, verso un ignoto chiamato Europa. Un viaggio lungo e pericoloso, attraverso posti incantevoli abitati da personaggi senza scrupoli, poveri diavoli, disperati, dalla sopravvivenza e dalla morte. Storie di tanti numeri uniti nella speranza di una resurrezione e dall'infame destino di rappresentare solo delle anonime cifre. Un percorso lungo, attraverso deserto e mare, prigionia e amore, fra carcasse umane e di civiltà.

28 ago 2021

RECENSIONE: - COME NESSUNO AL MONDO - AMABILE GIUSTI

 


COME NESSUNO AL MONDO
Amabile Giusti

Lei è dolce e riservata, lui spavaldo fino all’arroganza: è conflitto a prima vista ma l’attrazione è in agguato...

Diane è una ragazza discreta e un po’ timida, alle prese col suo primo anno di università. Ha un rapporto complicato con la madre, un’attrice hard dal temperamento sprezzante. Un giorno, al campus, incontra Derek, ventun anni di sfrontata bellezza e ingestibile strafottenza, che insegna surf sulla spiaggia di Santa Monica e non è certo uno studente modello, nonostante sia il figlio del rettore del college. I due, da subito, non si sopportano: Diane, che scrive racconti ed è segretamente invaghita dell’ineffabile Rupert, suo professore di letteratura, trova Derek ignorante e maleducato, e lui non perde occasione per prendersi gioco di lei e maltrattarla, anche in pubblico. Alcune impreviste circostanze, tuttavia, li fanno avvicinare più di quanto entrambi avrebbero mai creduto possibile, e i due giovani cominciano a guardarsi reciprocamente con occhi diversi. Che la dolce Diane sia più forte e caparbia di quanto appare, e il rude Derek meno insensibile di quanto i suoi modi mostrino?

Come nessuno al mondo è un Contemporary Romance autoconclusivo che vede protagonista Diane, figlia di una famosa pornostar e Derek, figlio del rettore dell’università che frequentano entrambi.
Ho sempre sentito parlare di quest’autrice ma non avevo mai provato, così approfittando del Prime Reading, ho scelto questo.
Le vicende sono ambientata a Los Angeles e raccontate da entrambi i punti di vista: Derek in prima persona mentre Diane in terza. Due personaggi molto diversi:
Diane è una ragazza timida, ingenua (forse troppo considerando il lavoro della madre) e vergine. Vuole passare inosservata perché sa bene che se dovesse attirare l’attenzione inizierebbero a prenderla in giro e a farle proposte oscene. Sogna il principe azzurro, dolce, gentile e romantico. E studia perché ha un obiettivo ben preciso.
Poi c’è Derek, il bad boy, arrogante e sprezzante con chiunque, tutte lo desiderano ma lui non crede nell’amore. È arrabbiato con il mondo e conduce una vita sregolata. Studiare non è la sua priorità.
Entrambi sembrano diversi ma in realtà hanno anche alcune cose in comune come il rapporto difficile con i propri genitori (lei con la madre, lui con il padre) e un passato che li ha segnati profondamente. Mi è piaciuta la chimica tra i due.
I personaggi secondari non spiccano particolarmente, tranne la madre di Diane, il Professore e il datore di lavoro di Derek.
La storia è godibile e scorrevole nonostante i soliti cliché del genere anche se ho trovato che gli insulti che i due protagonisti si rivolgono per gran parte del romanzo spesso sono immotivati e il gergo più che californiano sembra tutto italiano.
Tutto sommato sarei curiosa di leggere altro di quest’autrice.

RECENSIONE: - L'AMORE NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE - DENISE ARONICA

 


L'AMORE NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE
Denise Aronica

Gaia, ventisei anni, un monolocale sottosopra, il sorriso contagioso e la risposta sempre pronta, è convinta che la sfortuna sia una questione di punti di vista. Poco importa che il suo fidanzato storico l'abbia lasciata o che non riesca mai a ottenere gli impieghi per cui fa domanda per via della sua inesperienza. Tra un corso di aggiornamento e un'infinita serie di colloqui, passa i suoi fine settimana facendo la barista in un pub nel cuore di Firenze e per arrotondare si dedica alla più insolita delle attività: il riordino degli spazi altrui.
Nonostante la sua vita non stia andando proprio come aveva progettato, Gaia è convinta di potercela fare e piangersi addosso è la cosa che le piace meno al mondo, ma quando i suoi vecchi compagni di liceo la invitano a cena per una rimpatriata, sente il bisogno di correre ai ripari. Per una sera soltanto reciterà la parte della Dottoressa Gaia Borlotti, laureata con lode e assistente personale del dirigente di un’azienda fiorentina di spicco.
Jacopo Casadei, il ragazzo bello e impossibile che un tempo era il più ambito della classe e dell’intera scuola, invece non ha nessun bisogno di fingere. Grazie alla prestigiosa laurea ottenuta alla Bocconi, ricopre una posizione davvero invidiabile, abita in centro e guida un'auto che farebbe gola a chiunque.
Dopo un incontro molto ravvicinato quasi finito in tragedia, sarà proprio Jacopo che Gaia si troverà di fronte, pronto a esaminarla nel giorno del colloquio più importante della sua vita.

L’amore nuoce gravemente alla salute è un Contemporary Romance autoconclusivo che vede protagonista Gaia, una ragazza single che si destreggia tra un lavoro in un bar e il riordino degli spazi altrui ma con il desiderio di trovare un lavoro da impiegata. La vita cambia quando una sera a un incontro tra ex studenti rivede Jacopo, il ragazzo più bello della scuola (ma anche arrogante) con il quale battibeccava continuamente. Tra di loro scatta qualcosa quella sera ma per colpa di un equivoco i due sembrano destinati a non rivedersi più fino a quando, durante l’ennesimo colloquio di lavoro di Gaia…
La storia è raccontata in prima persona dall’unico punto di vista della nostra protagonista Gaia che nei confronti di Jacopo ha sempre nutrito forti preconcetti e nonostante il passare degli anni, le cose non sono cambiate. In realtà, c’è anche la novella dal punto di vista di Jacopo che mostra cosa si nascondeva dietro la sua arroganza giovanile e cosa pensava di Gaia ai tempi della scuola. Una cosa inusuale ma che probabilmente avrei preferito amalgamata alla storia principale.
Mi sono piaciuti entrambi i protagonisti: Gaia è una ragazza autoironica, simpatica e generosa. A volte un po’ troppo orgogliosa e qualche volta dà troppa importanza a quello che pensano gli altri di lei ma non puoi non affezionarti alla sua vitalità. Jacopo è un ragazzo che proviene da una famiglia benestante, ha un lavoro prestigioso ed è anche bello ma nonostante la vita in famiglia non proprio idilliaca in realtà è una persona gentile e premurosa.
Benché sia una lettura leggera, la storia tocca anche temi importanti ma non vengono troppo approfonditi però non sono nemmeno sottovalutati.
Un racconto lungo dalla trama semplice, scorrevole e romantica.

24 ago 2021

RECENSIONE: - ROVINA E ASCESA - LEIGH BARDUGO

 


ROVINA E ASCESA
Leigh Bardugo
Mondadori

L'Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce.
La giovane Grisha, anche se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell'Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l'unico potere in grado di sconfiggere l'Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità. Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell'Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l'uomo esercita su di lei.
Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all'ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.

Rovina e Ascesa è il terzo e ultimo volume della trilogia fantasy per adolescenti ambientata nel mondo del Grishaverse. Un mondo ispirato alla Russia Zarista popolato da umani e dai Grisha, persone dotate della capacità di manipolare gli elementi. I libri sono strettamente collegati quindi vanno letti nel loro ordine.

Le vicende, come per i volumi precedenti, sono narrate in prima persona da Alina (tranne il Prologo e l'Epilogo in terza), un'orfana innamorata da sempre del suo migliore amico e dalla bellezza insignificante ma un bel giorno scopre di essere una Grisha, non solo, è dotata di un potere di cui si sentiva solo parlare ma nessuno aveva mai visto. Alina, infatti, è un’evocaluce e grazie al suo potere potrebbe sconfiggere l’Oscuro e distruggere la faglia.

Finalmente sono giunta al termine e non sono rimasta delusa dal finale (ormai poteva finire in qualsiasi modo, volevo solo che finisse) ma di tutto quello che lo ha preceduto, ovvero il nulla. Pagine e pagine in cui c’è pochissima azione, tranne le ultime 50. Giusto un paio di colpi di scena interessanti. Ho dovuto velocizzare la lettura dell’audiolibro tanto la storia mi stava annoiando. Una trilogia partita bene per poi diventare via via sempre più lenta.

Ma torniamo al volume in questione. Il risvolto romantico mi ha lasciato indifferente (non era l’aspetto che più mi intrigava della trilogia). Alina, per quasi tutto il romanzo si fa troppe paturnie inutili, Mal ha una sorta di crescita ma non mi ha colpito abbastanza, stessa cosa per l’Oscuro, inizialmente figura intrigante ma poi diventa un villain perché sì (spiegazioni vere sulle sue motivazioni non sufficientemente spiegate). Il personaggio che colpisce di più è senza dubbio Nikolai che con la sua astuzia e ironia ha reso le cose più godibili ma purtroppo non era sempre presente.

Mi aspettavo decisamente di più.