12 gen 2019

NEWS EMONS

7 FEBBRAIO 2019

Vi ricordate dell’Algovia? Sicuramente no, ma non importa. È sempre quella regione della Baviera che suona esotica ma è vicinissima a noi. Forse però vi ricorderete di loro: Volker Klüpfel e Michael Kobr, i due compagni di scuola da quasi un milione di copie, "la coppia di autori più venduta di tutta la Germania" ("Der Spiegel"), che ci hanno fatto impazzire con Spiccioli per il latte  (2016) quando ancora non credevamo che un giallo potesse essere così divertente, tornano con Mistero in fondo al lago.  
  
E con loro naturalmente, torna lui, Kluftinger detto Klufti, il pingue commissario in pantaloni alla zuava, quello degli Spätzle ogni lunedì che il Signore metta in terra, l’abitudinario antieroe già passato dalle pagine dei libri a un film per la tv, uno spettacolo teatrale e un comedy show.

“Dov’è il cadavere?” 
“È proprio questo il punto: non c’è nessun cadavere.” 
“Come dici? Non vorrai dirmi che hai perso un intero cadavere? Una cosa del genere non me l’aspettavo neppure da te, Klufti.” 
“No, no, certo che no. È solo che il cadavere non è morto.” 

Lo scenario è ancora quello, pascoli verdi e mucche felici. È proprio lì in mezzo che questa volta spunta il morto, un morto non proprio morto però… Così, quella che per il commissario Kluftinger doveva essere una tranquilla gita di famiglia per mostrare le bellezze naturali della regione alla nuova fidanzata giapponese del figlio, si trasforma in un nuovo caso.

Che ci fa un sub riverso in una pozza di sangue nei pressi di un ameno laghetto di montagna, soprattutto in pieno inverno e soprattutto dove le immersioni sono vietate da anni? E cosa sono quei misteriosi segni tracciati nella neve lì accanto? Mentre una strana reticenza avvolge il passato del lago, Klufti riuscirà a cavarsela ancora una volta con indagini a ritroso nel tempo che lo porteranno fino alla Seconda Guerra Mondiale...
Volker Klüpfel, nato a Kempten nel 1971, una laurea in politologia e storia, oggi vive ad Augusta, dove lavora presso la redazione culturale dell’Augsburger Allgemeine. 

Michael Kobr, nato a Kempten nel 1973, ha studiato romanistica e germanistica, insegna e vive con la moglie e le figlie nell’ Algovia. 

Klüpfel e Kobr sono amici dai tempi della scuola. Dopo il clamoroso successo di Spiccioli per il latte (Emons, 2016), hanno pubblicato altri dieci romanzi con il commissario Kluftinger, molti dei quali insi- gniti dei maggiori premi per la letteratura di genere. Dalla serie sono stati tratti film tv molto popolari. 

Titolo originale: Seegrund | traduzione: Anna Carbone
collana: Gialli Tedeschi | uscita: 7 febbraio |

NEWS MONDADORI



15 GENNAIO 2019
Bianca è una giovane autista di autobus che ogni giorno, senza mai stancarsi di guardare in viso le persone, osservare il cielo, studiare i profili degli edifici, ripete percorsi noti, gli stessi che faceva suo padre quando lavorava nella medesima azienda.
Una esistenza che scorre regolare fino a quando, una mattina, Bianca provoca un grave incidente, di cui lei stessa si troverà a scoprire l'entità un poco alla volta.
Al suo fianco la sorella Margherita, che con quieta determinazione si impegna a proteggerla dai demoni del senso di colpa, provando a riportarla alla normalità.
Nel tentativo di ristabilire un equilibrio, Bianca cerca un confronto con Dario Spatola, l'affermato fotografo rimasto coinvolto nell'incidente. Dopo un rifiuto iniziale, tra loro si tende un filo di comunicazione. Nel frattempo, da una cella della memoria in cui lo aveva congelato, riaffiora il ricordo della prima grande ferita della vita di Bianca, la morte del padre.
Una seduta di fisioterapia dopo l'altra, la protagonista rimette in sesto il corpo e compie un ancor più faticoso allenamento dello sguardo e dell'anima, imparando a riconoscere il dolore e insieme l'amore che la circondano, al di là delle loro manifestazioni contraddittorie, fino a una inaspettata rivelazione che la costringerà a un confronto finalmente libero con il dolore di tutti.
Con una scrittura levigata e sorvegliatissima, adamantina, e insieme profondamente innervata, pronta ad accendersi e vibrare, Piero Sorrentino indaga con delicatezza la condizione esistenziale di una giovane donna in bilico tra autodistruzione e forza di volontà, che accoglie lo spasimo del mondo per dissolvere le illusioni e trasformarle in luce.

4 gen 2019

NEWS PONTE ALLE GRAZIE


10 Gennaio 2019

Il nuovo «libro strano» di Emanuele Trevi, un quasi-romanzo di tre vite vere. La memoria fantastica di una Roma disfatta, la giovinezza e la mezza età degli umani, l'illusione che le fa felici, l'imprudente verità dell'arte.


Roma1983. Il Novecento brilla ancora. Emanuele, neppure ventenne, lavora in un cineclub del centro. Una notte, al termine di un film di Tarkovskij, entra in sala e vi trova un uomo solo, in lacrime. È Arturo Patten, statunitense trapiantato a Roma, uno dei più grandi fotografi ritrattisti. Per tutto lo scorcio del secolo, Emanuele ascolterà la lezione del suo amico, Lucignolo e Grillo Parlante assieme, che vive la vita con invidiabile intensità, e grazie a lui incontrerà Cesare Garboli, il «grande critico» cui è qui dedicato uno splendido cammeo, che prima di morire gli affiderà la missione di indagare su Metastasio e sul suo sonetto Sogni, e favole io fingo. «Favole finge» tutta la grande letteratura moderna qui evocata, da Puškin a Pessoa fino ad Amelia Rosselli, somma poetessa italiana del Novecento, che abita nella stessa strada di Arturo e che come lui lascerà la vita per scelta; Emanuele incontrerà più volte quel meteorite umano, sempre in fuga da oscuri e spietati nemici, e con Arturo è lei, e la sua eredità, l'altra protagonista di questo folgorante «libro strano» di Trevi – romanzo autobiografico e divagazione saggistica assieme, sette anni dopo Qualcosa di scritto
Arturo, Amelia, Metastasio guidano lui e noi nel cuore di una Roma piovosa e arcaica, nel cerchio simbolico della depressione e dell'insensatezza, verso l'approdo vitale dell'illusione: se, come scrive Metastasio, le storie inventate suscitano in noi la stessa commozione delle vicende reali, forse di sogni e favole è fatta la vera vita.

NEWS LONGANESI


7 GENNAIO 2019

Si incontrano per caso in un caldo pomeriggio di giugno alla fermata dell’autobus e fin dal primo momento Sarah e Eddie si piacciono da morire. A quasi quarant’anni e con un divorzio alle spalle, Sarah non si è mai sentita così viva. E le sembra che Eddie la aspettasse da sempre. Così, dopo una settimana perfetta passata insieme, quando Eddie parte per un viaggio fissato molto prima di conoscerla e promette di chiamarla dall’aeroporto, Sarah non ha motivo di dubitare. 
Ma quella telefonata non arriva. E non arriva nemmeno il giorno dopo, né gli altri a seguire. Incredula, gli occhi fissi sullo schermo del cellulare che non suona, Sarah si chiede se lui l’abbia semplicemente scaricata o se invece gli sia successo qualcosa di grave.
Dopo giorni di silenzio, mentre tutti gli amici le consigliano di dimenticarlo, Sarah si convince sempre più che ci sia qualcosa dietro l’improvvisa sparizione. Tuttavia le settimane passano e Sarah non sa più darsi spiegazioni. Fino al giorno in cui inaspettatamente scopre di aver avuto sempre ragione. C’è un motivo se Eddie non l’ha più chiamata. Un segreto doloroso che li avvicina e insieme li allontana. L’unica cosa che non si sono detti in quei sette giorni trascorsi insieme…
Il romanzo d’esordio di Rosie Walsh non è solo una storia d’amore che sorprenderà tutti quelli che sanno cosa significa aspettare una chiamata che non arriva, ma è molto di più. Scava nel profondo dei nostri sentimenti e delle nostre paure: la paura di non essere amati, la paura di essere rifiutati, la paura di affrontare il passato. E lo fa dosando sapientemente suspense e passione, emozioni e dramma, lasciando il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

27 nov 2018

NEWS BALDINI+CASTOLDI

Napoli, 24 marzo 2008.
Una bomba fa saltare in aria l’auto del giudice Picone, magistrato integerrimo da sempre in guerra con la malavita organizzata. Nell’attentato il giudice muore sul colpo, mentre la moglie Rosa, incinta all’ottavo mese, perde la vita dopo avere dato alla luce il figlio Andrea. Del duplice omicidio viene immediatamente accusato il boss Cardella, uno dei capi della Camorra, che non ha mai nascosto il suo disprezzo nei confronti di Picone.
Napoli, oggi.
A dieci anni da quel tragico evento, Gualtiero Maggio, regista sessantenne che non ha più molto da chiedere a una carriera in cui l'ambizione ha lasciato il posto a una quieta disillusione, viene incaricato dai vertici della tv di Stato di realizzare una fiction sulla vicenda. Dopo avere composto la sua “squadra” di sceneggiatori ­–­ il vecchio amico giornalista Cosimo, napoletano doc e idealista vecchia maniera, e la giovane stagista Grazia, carica dell'energia curiosa che solo i ventenni sanno ancora avere – Gualtiero capisce presto che alcuni aspetti della vicenda sono ancora poco chiari.
Perché mai, ad esempio, Cardella aveva preparato un piano B per uccidere Picone? Un altro attentato era stato già sventato quella stessa mattina, poche ore prima del secondo, e non era certo prevedibile che andasse in fumo. E come mai la moglie Rosa, a un istante dallo scoppio, aveva cercato disperatamente di aprire la portiera? Chi poteva avere messo la bomba all’interno di una valigetta da cui il giudice non si separava mai e a cui nessuno, neanche Rosa, aveva mai avuto accesso? Chi è davvero Antonio Reale, amico e collega di Picone e padre adottivo di Andrea?
A complicare la realizzazione del film, l’arrivo, a sorpresa, di Gloria, vecchio grande amore del regista, giunta a Napoli per interpretare il ruolo di Rosa.
In balìa di questi sentimenti contrastanti, Gualtiero dovrà scavare negli animi di tutti i protagonisti di quel giorno maledetto, rivelandone forze e debolezze, segreti e speranze. Ma quello di Gualtiero è anche un viaggio verso il suo di passato, verso una verità nascosta e a lungo ignorata, attraverso una Napoli ambigua e affascinante come coloro che la abitano, fino all'esplosivo doppio colpo di scena finale.
Perché, come nelle migliori commedie dell’arte, nulla è come sembra. Perché, come nei migliori thriller, nessuno è colui che dice di essere.
Scritto con sorprendente precisione, pieno di quella malinconica ironia che ha reso celebre l'autore, La bomba di Maradona è un giallo atipico, appassionante e moderno, nel quale l’umanità dei personaggi rende difficile dividere in maniera netta il Bene dal Male.
Vincenzo Salemme (Bacoli, 1957) è attore, commediografo, regista teatrale e cinematografico, sceneggiatore e doppiatore.
Difficile riassumere in poche righe la carriera di uno dei più popolari artisti italiani della sua generazione.
Dagli anni Settanta, in cui a teatro era uno degli interpreti preferiti da Eduardo De Filippo, a oggi, campione di incassi con i suoi film, Salemme rappresenta l’anima migliore di Napoli, quella popolare e quella nobile, quella dei bassi e quella aristocratica, e lo fa sempre con la sensibilità e lo spirito dei grandi figli della città partenopea.
Fra i molti film che lo hanno visto nel doppio ruolo di regista e attore ricordiamo L'amico del cuoreAmore a prima vistaVolesse il cielo!Baciato dalla fortunaE fuori nevica!. Come interprete ha lavorato con Nanni Moretti in Sogni d'oroBianca e La messa è finita, con Giuseppe Tornatore in Baarìa e in numerose pellicole di Carlo Vanzina e Fausto Brizzi, tutte di grande successo. 
Nelle vesti di scrittore, Sellerio ha pubblicato i testi delle sue tre commedie più popolari: E Fuori nevicaL’Amico del cuore e Premiata pasticceria Bellavista.
La bomba di Maradona è il suo riuscito esordio nella narrativa.