30 mag 2015

RECENSIONE: - DOPO - KOETHI ZAN

AUTORE: Zan Koethi
CASA EDITRICE: Longanesi
DATA PUBBLICAZIONE: 2014

Dopo la liberazione doveva essere tutto finito. Ma non è stato così. Sono passati dieci anni da quando Sarah è fuggita da quello scantinato, il teatro delle torture fisiche e psicologiche che Jack Derber le ha inferto per oltre mille giorni. Ma per Sarah non esiste ancora un «dopo»: vittima delle proprie fobie, vive rinchiusa nel suo appartamento di Manhattan. Fino a quando l’FBI non la informa che Jack Derber, accusato e imprigionato per rapimento, sta per essere rilasciato. Sarah non può consentirlo, perché lei sa.
Sa che Derber non è soltanto un rapitore. È un assassino. Lo sa perché lei non era da sola, in quello scantinato. Con lei c’erano altre due ragazze, Christine e Tracy, e per i primi mesi di reclusione ce n’era stata anche una terza: Jennifer, la sua migliore amica. E Sarah sa, con certezza, che Jennifer è morta per mano di Derber.
C’è una sola speranza, per tenere Derber in prigione: ritrovare il corpo di Jennifer. Per questo, Sarah deve trovare la forza di riallacciare i contatti con le altre sopravvissute, nonostante l’odio che loro provano per lei e nonostante i segreti che le dividono. Perché quel capitolo della loro vita non si è mai veramente chiuso. Perché quello che succede dopo è ancora più terribile.

Mi piace leggere thriller e sono sempre alla ricerca di trame intriganti, a giudicare dalle premesse questo sembrava proprio fare al caso mio, peccato per i personaggi.
Le vicende sono narrate in prima persona da Sarah, una sopravvissuta ad una prigionia durata circa tre anni (una prigionia fatta di torture sia fisiche che psicologiche). Sarah racconta il suo dramma attraverso frequenti flashback, intrecciandoli con il presente. Sono infatti passati dieci anni dalla sua liberazione e Sarah ha cambiato identità, vive a New York, lavora in casa per evitare contatti con l'esterno, è affetta da disturbo ossessivo-compulsivo, agorafobia, afefobia e disturbo
post-traumatico da stress (incontra a domicilio tre volte a settimana una psicoterapeuta). Prima di questo evento, aveva già le sue paranoie e alcune fobie tanto che aveva compilato LA LISTA DEI MAI in cui sono presenti i pericoli a cui può essere sottoposta una persona ma non è servito a nulla.
Durante la sua prigionia non è stata sola ma ci sono state altre tre donne, una delle quali era la sua migliore amica, successivamente verrà uccisa e il corpo mai ritrovato. Ora l'uomo colpevole sta per uscire di prigione e per evitarlo Sarah decide di provare a cercare il corpo della sua amica ma non può farcela da sola, così chiede aiuto alle donne che hanno condiviso la sua prigionia.
Lo stile è scorrevole e veloce, non mancano svolte inaspettate e il colpo di scena finale sorprendente (avevo già una vaga idea di cosa aveva escogitato l'autrice, solo che non conoscevo come si sarebbe incastrato il tutto).
Quello che invece mi ha lasciato un po' perplessa è la caratterizzazione dei personaggi. Sarah ci viene presentata come una donna che dopo dieci anni è ancora affetta da vari disturbi e improvvisamente riesce a lasciare l'appartamento, ritrovarsi di nuovo nelle grinfie di folli, prendere vari voli aerei, risolvere un mistero e uscirne indenne. Questo cambiamento di personalità mi è sembrato troppo repentino.
Anche per le altre donne rapite le cose non vanno meglio. Per esempio, Christine dapprima decide che non vuole avere niente a che fare con questa ricerca del corpo, perfino il pericolo che potrebbero correre le sue due figlie non riesce a farle cambiare idea ma poi improvvisamente decide di unirsi alla ricerca del corpo.
L'idea di base è intrigante e la storia è abbastanza inquietante e coinvolgente (sono stati inseriti molti elementi per far progredire la trama: le sette religiose, BDSM, gli intrighi nel mondo accademico dell'Università e la moglie del rapitore scomparsa).
Un thriller che mette in primo piano la determinazione e la forza di una donna.

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