16 set 2015

RECENSIONE: - FINDING CINDERELLA - COLLEEN HOOVER


FINDING CINDERELLA
ed. Atria Books
gratuito
Pagine 130
autoconclusivo

Ho scaricato questo racconto incuriosita dal gran clamore suscitato da Ugly Love - titolo italiano L’incastro (im)perfetto.
Non avevo mai letto nulla di questa autrice e desideravo farmi un’idea sul suo stile. Devo dire che sono rimasta positivamente colpita.
Finding Cinderella è un racconto delicato, molto divertente ma non privo di spunti di riflessione sul mondo dei giovani.
Non sono una grande amante del genere YA ma devo riconoscere che, quando un autore è bravo, riesce a coinvolgerti a prescindere da ciò che racconta e dall’età dei protagonisti.
Finding Cinderella è la storia di due ragazzi che per caso si incontrano a scuola. Si rifugiano entrambi, per motivi diversi, nella stessa stanzetta deserta e, complice il buio, il luogo chiuso e la situazione inusuale ed elettrizzante, finiscono per confidarsi e consolarsi a vicenda.
Come tutti gli adolescenti anche i due protagonisti si sentono profondamente soli, arrabbiati col mondo e affamati d’amore.
Sarà proprio la curiosità verso questo sentimento, sconosciuto e al tempo stesso considerato quasi irraggiungibile; sarà proprio la voglia di scoprire la differenza tra fare sesso e far l’amore, che li spingerà l’uno nelle braccia dell’altro. Solo per un’ora.
Un anno dopo Daniel, il protagonista maschile, è ancora alla ricerca dell’amore.
L’unica cosa che vi si è in qualche modo avvicinato sono state proprio le emozioni provate con la ragazza misteriosa, di cui non conosce né il nome, né il volto.
Un giorno per caso, Daniel incontra Six: bella, divertente e insolita rispetto alle altre; l’unica che lo fa sentire a suo agio con se stesso. L’unica che sembra apprezzarlo per ciò che è.
E allora l’amore arriva per davvero: imprevisto, sconvolgente e assoluto, come solo un amore adolescenziale riesce ad essere.
Eppure Six nasconde un segreto.
Forse questa ragazza è diversa proprio perché è molto più di ciò che appare e Daniel scoprirà che l’amore è un sentimento complesso e a volte comporta delle scelte dolorose. Amare, in fin dei conti, significa anche crescere.
Finding Cinderella è un racconto e molti aspetti che necessiterebbero di un approfondimento, sono solo accennati. Ad ogni modo resta una storia romantica e delicata ed è un’ottima opportunità per approcciare la Hoover, qualora anche voi non l’abbiate ancora mai letta.
Un altro punto a suo favore è il linguaggio estremamente semplice, diretto e privo di slang, molto facile da comprendere per chi da poco ha iniziato a leggere in lingua inglese.


Giudizio complessivo: bello

RECENSIONE A CURA DI MISST
misst.books@gmail.com

14 set 2015

RECENSIONE: - FIVE MINUTES LATE - RICH AMOOI


FIVE MINUTES LATE 
self-published
Pagine 364
Autoconclusivo.

Cinque minuti possono cambiare la vita di una persona. Cinque minuti possono segnare il confine tra gioia e dolore, tra inizio e fine, tra vita e morte.
Ellie, la protagonista di questo bizzarro romanzo, è ossessionata dalla puntualità, perché ha sperimentato sulla propria pelle, cosa possa accadere quando si ritarda di cinque minuti. Sua madre, infatti, è morta qualche anno prima in un incidente aereo proprio perché Ellie era in ritardo e l’ha costretta a un infausto cambio di volo all’ultimo minuto. Da quel giorno la ragazza decide di selezionare le persone sulla base in una lista molto precisa, il cui primo punto è proprio la puntualità.
Single e in cerca di un compagno che soddisfi le sue aspettative, Ellie si iscrive a un sito di incontri e si sorprende nello scoprire che tutti gli uomini che rientrano nella sua lista, a conti fatti sono assolutamente insopportabili.
Un giorno, mentre è ferma al semaforo in attesa di attraversare la strada, salva letteralmente la vita di un uomo. Il ragazzo in questione è Cedric, un giovane imprenditore agricolo, specializzato nella coltivazione di aglio (avete capito bene!) e ciliegie. In ritardo di cinque minuti, Cedric prova ad attraversare la strada, senza rendersi conto che sta per sopraggiungere a tutta velocità un camion dell’UPS. Da quel momento tra i due sono scintille. Nonostante i due si trovino rispettivamente attraenti, sia da un punto di vista fisico che caratteriale, entrambi cercano di sfuggire a queste strane emozioni che in parte li terrorizzano. Cedric, infatti, due anni prima ha perso la donna amata a causa di un incidente stradale e da allora si è chiuso in se stesso, troppo spaventato all’idea di soffrire di nuovo.
Da questo momento in poi, è tutto un susseguirsi di bizzarri episodi, fraintendimenti e situazioni al limite del surreale.
Questo romanzo potrebbe essere definito una commedia romantica e tutto sommato lo è. Ciò che non mi è piaciuto molto è che l’autore, a mio giudizio, in alcune occasioni eccede nel tentativo di far ridere il lettore, narrando episodi che io ho trovato francamente irritanti. Ad esempio quando Cedric pratica una respirazione bocca a bocca a un uomo svenuto per strada, mentre cerca di recuperare il telefonino che è caduto in mezzo alle gambe del poveretto, venendo così fermato dalla polizia per atti osceni in luogo pubblico. Francamente far ridere è un’arte sopraffina e le forzature a me proprio non divertono. Inoltre ho definito questo romanzo “bizzarro” perché a un tratto, si verifica qualcosa di drammatico che, a mio parere, proprio stona con il tono estremamente leggero che l’autore ha tenuto per metà romanzo. Detto questo, i battibecchi tra Cedric e il suo miglior amico Tony (il mio personaggio preferito, insieme all’amico gay di Ellie) sono assolutamente esilaranti. La storia è deliziosa, nonostante gli aspetti che ho evidenziato, e merita di esser letta, soprattutto perché per una volta il protagonista non è un super macho, ma un ragazzo timido, pasticcione, estremamente romantico e con un lavoro poco gettonato tra i romanzi.
In sintesi: lo consiglio a chi ama le storie romantiche e divertenti, in stile Chick-lit, e vuol trascorrere qualche ora in totale relax. Inoltre il romanzo è scritto in un inglese molto semplice, quasi completamente privo di espressioni gergali che talvolta, per un neofita della lettura in lingua, possono risultare praticamente incomprensibili.

Giudizio complessivo: carino

RECENSIONE A CURA DI MISST
misst.books@gmail.com

13 set 2015

RECENSIONE: - WINTERS HEAT - CRISTIN HARBER


WINTERS HEAT (serie Titan vol.1)
autopubblicato
Pagine 279
autoconclusivo ma parte di una serie

Ho cominciato a leggere Winters Heat perché ho un debole per i romantic suspence e i military romance. La Harber su Goodreads dichiara apertamente di essersi ispirata a Maya Banks, autrice che ho molto apprezzato nella serie dedicata ai fratelli Kelly, e ad altre scrittrici come Lora Leigh, Liliana Hart e Lori Foster.
La trama di questo romanzo non è male e l’inizio della storia mi era sembrato molto promettente. Winters Colby, membro del gruppo Titan, (ex militari che hanno scelto di lavorare in proprio), viene incaricato di recuperare un’importantissima lista di nomi, la cui divulgazione metterebbe in serio pericolo la sicurezza nazionale. Interessati allo stesso documento ci sono anche un gruppo di spietati narcotrafficanti messicani e una psicologa di una base militare.
Colby riesce a recuperare la lista di nomi dopo uno scontro con i messicani, cui è presente anche la ragazza. Sorpreso di trovare una comune civile in un contesto cui è chiaramente estranea,  decide di portarla via con sé. Mia Kensington è in realtà una psicologa che opera presso una base militare. Il suo ultimo paziente, un soldato in missione in Sud America, muore dopo averle lasciato le indicazioni per recuperare un documento che lui stesso aveva redatto e che contiene i nomi di tutta una serie di importanti esponenti del mondo politico e militare, coinvolti nel traffico di droga e di esseri umani.
Metà del romanzo si basa sui due protagonisti in fuga e sull’amore che nasce tra loro: battibecchi e sesso incluso, ovviamente.
Ora non avrei nulla da ridire se non fosse per il fatto che la scintilla tra loro scocca davvero troppo presto.
Immaginate di aver appena messo ko due spietati assassini, dopo aver usato del gas lacrimogeno e dopo un feroce corpo a corpo. Avete praticamente rapito una donna recalcitrante e siete partiti sgommando. A questo punto voi cosa fareste? Vi concentrereste sulla missione o sulle gambe della graziosa fanciulla?
Dopo neanche dieci minuti di conversazione (fatta in un furgone che fugge a dei narcotrafficanti) Winters Colby accosta un attimo per baciare con passione la deliziosa Mia di cui praticamente non sa nulla!?!
E lei, che fino a quel momento ha reagito con violenza credendovi un brutale killer, che fa? Vi stacca la lingua a morsi? Ovviamente no.
Voglio essere buona, fingiamo sia colpa dell’adrenalina e del momento di shock. Se posso far passare l’attrazione immediata, storco però il naso quando si comincia a parlare di amore e di sentimenti profondi.
Trovo che questo romanzo aveva tutte le carte in regola per essere una storia interessante, se non fosse stato per due aspetti. Il primo è proprio quest’amore istantaneo tra i due, il secondo è l’esasperazione di alcuni tratti caratteriali che hanno trasformato i due protagonisti in una specie di stereotipo di loro stessi. Mi spiego meglio.
Va bene che sei un ex Seal con muscoli d’acciaio, ma non è detto che devi parlare come un GI Joe con il cervello grande quanto una nocciolina. Idem per Mia. Sei una psicologa ma sei prima di tutto una donna, passi la deformazione professionale, ma psicanalizzare ogni cosa mi è sembrato un pochino esagerato. In alcuni casi i suoi ragionamenti mi sono sembrati davvero portati al limite, giusto per sottolineare che lei è una psicologa e quindi analizza tutto.
In compenso, un merito di questo romanzo è quello di stereotipare così tanto i personaggi da renderli quasi una caricatura di loro stessi, perciò intrinsecamente simpatici. Non sono sicura che questo fosse l’intento dell’autrice, però ho riso come una matta quando Mia, ingelosita da una conversazione telefonica in cui Colby pronuncia la parola “Love”, gli chiede con chi stesse parlando.  Lei è certa si tratti della moglie o di una fidanzata. Immaginate la mia faccia e quella della protagonista quando con candore l’omone tutto muscoli risponde che parlava con l’amata mamma! Che tenerone.
Strepitose poi le scene di sesso. Essendo un militare l’autrice ha giustamente pensato che usare le parole “detonare”, “esplodere”, “napalizzare” usate in un contesto per lo più sessuale fosse appropriato. Forse lo era, ma da italiana che legge inglese le ho trovate davvero buffe. Detonare un organo sessuale è un’espressione un po’ comica, no?
Non saprei consigliarvi se leggerlo o meno. Non mi ha fatto impazzire se devo dirla tutta, anche se giuro di aver riso parecchio.
Francamente, come lettura d’esercizio l’ho trovata complessa per via delle mille abbreviazioni usate dall’autrice. “Mop” sta per “missione operativa” ma giuro che per prima cosa ho pensato al mocio per lavare i pavimenti. Acronimi e abbreviazioni sono fortemente presenti e qualche volta, ammetto che mi hanno messa in difficoltà.

Giudizio complessivo: così così.

RECENSIONE A CURA DI MISST
misst.books@gmail.com

9 set 2015

RECENSIONE: - DEBT INHERITANCE (IO TI APPARTENGO) - PEPPER WINTERS


DEBT INHERITANCE (serie INDEBTED 1 vol.)
pubblicato in Italia dalla Newton Compton con il titolo “Io ti appartengo”
non autoconclusivo e parte di una serie composta da 6 volumi
!!!ATTENZIONE SPOILER!!!

Prima di presentarvi questo romanzo mi sembra opportuno spiegare cosa mi aspetto da un dark romance o erotic dark. In teoria in questo tipo di romanzo, le tematiche trattate sono piuttosto delicate. Il protagonista tecnicamente non dovrebbe essere il classico principe azzurro, ma una sua versione cattiva.
Il sopruso fisico e psicologico, la sofferenza e il condizionamento mentale sono aspetti fortemente presenti in questi romanzi, dove di fatto, il confine tra giusto e sbagliato, lecito e illecito si assottiglia molto. Il lato oscuro può avere il suo fascino e se si approccia al genere dark romance senza pregiudizi, ci si potrebbe sorprendere nel provare emozioni inaspettate, brividi di orrore che si tramutano in piacere nostro malgrado.
Detto questo veniamo alla trama di Debt Inheritance. 
Nila è una stilista di successo, ha 24 anni, un fratello gemello cui è molto legata e un padre molto protettivo. Un giorno, scopre che da ben 600 anni c’è un accordo tra la sua famiglia, i Weaver, e quella degli Hawk. Tutte le primogenite dei Weaver verranno consegnate agli Hawk al fine di pagare un debito contratto secoli addietro. Nila è la primogenita dei Weaver e Jethro è il primogenito degli Hawk. Lei gli appartiene e lui può disporne a suo piacimento.
Questa è la trama molto sintetizzata e proprio da qui vorrei partire con la mia analisi del romanzo.
Di tutte le idee che potevano venire in mente a questa autrice francamente quella del debito mi sembra la meno convincente. Ma davvero un debito può andare avanti di generazione in generazione per 600 anni? Mica 6… 600! Mi sembra un po’ inverosimile. Ad ogni modo voglio concedere a Pepper Winters un bonus e quindi passo sopra questo aspetto e decido di concentrarmi su come ha sviluppato la storia.
Partiamo dalla famiglia Weaver.
Il padre di Nila è un uomo che sa di dover pagare questo debito alla famiglia Hawk. Tex è un uomo che ha già pagato a caro prezzo questo patto, avendo dovuto consegnare alla famiglia di Jethro sua moglie (la madre di Nila, che è la vera Weaver perché Tex ne ha solo preso il cognome).
Francamente mi aspettavo che un uomo del genere, tra l’altro cresciuto fuori da questo accordo perché appartenente a un’altra famiglia, avesse un atteggiamento un po’ diverso da quello che tiene Tex.
Se fossi stata al suo posto, a fronte del fatto che ho già perso mia moglie, avrei immediatamente dato in adozione mia figlia, oppure l’avrei nascosta agli occhi del mondo cambiando cognome e andando a vivere in un luogo sperduto, oppure mi sarei rivolto a un buon avvocato, a un detective, a qualcuno, per porre fine a questa atrocità. Se proprio fossi un debole e un vile, allora ALMENO mi sarei limitato a invogliare mia figlia a godere a pieno della sua vita, visto che so già quale sarà il suo destino una volta raggiunta la maggiore età. Invece no!
Tex Weaver tiene segregata la figlia, le impedisce di uscire con chiunque per poi consegnarla, senza fiatare, al suo futuro aguzzino. Perdonatemi ma io qui ho storto un po’ il naso.
Arriviamo al nostro Jethro, l’anti-eroe, il cinico bastardo. Il romanzo si apre proprio con il punto di vista del protagonista che si presenta come un “predatore”, un “killer” spietato, che però riesce a confondersi tra la gente grazie ai modi raffinati, grazie alla cultura e all’aspetto piacente. Devo dire che la scrittura di Pepper è intrigante e l’inizio del romanzo è stato a dir poco folgorante. Volevo vedere quest’uomo in azione… non mi aspettavo, ahimè, quello che è seguito.
Jethro, fa capire subito nelle  prime pagine del romanzo, che è un uomo che non si fa condizionare da niente e da nessuno, padre incluso. Dimostra, però, di tenere molto al rispetto delle regole impartitegli da quello stesso padre che disprezza.
Il papà gli ha detto che la ragazza deve seguirlo di sua spontanea volontà e Jethro si guarda bene dal trascinarla via con la forza. Quello che, però, mi aspettavo da un predatore così ben mimetizzato, era che (vista l’ingenuità della protagonista… ebbene sì… siamo alle solite, mai una ragazza “esperta” in questo mondo di carta) la seducesse con i suoi modi raffinati e la bellezza del suo aspetto.
Insomma, se so che deve seguirmi di sua spontanea volontà, una volta che il padre me l’ha, per così dire consegnata, io che faccio? Sorrido, la invito a cena in un posticino romantico per poi in realtà condurla sul primo aereo per Londra o metto su la mia faccia da duro, non dico una parola, cammino avanti a lei, senza neanche voltarmi e m’incavolo se questa a un certo punto ci ripensa, gira i tacchi e torna indietro? Ehm… non ci crederete ma il nostro Jethro si comporta proprio così.
La scena più divertente, ad ogni modo, è stata quella in cui i due litigano su come andare all’aeroporto. Lui come un bimbo capriccioso vuole farla montare in sella alla sua Harley, lei, che giustamente è una stilista appena uscita da una sfilata, punta i piedi e vuole la limousine.
Non temete. Jethro, da vero uomo spietato, commette la prima brutalità, le strappa il vestito fichissimo e costosissimo, facendo infuriare Nila che, a giusta ragione, comincia a urlare… questo perché il papà si era raccomandato di fare un lavoretto pulito: niente scenate, niente urla, fatti seguire di sua spontanea volontà.
Jethro poverino è un duro, spietato e senza cuore, ma deve essere anche molto stressato. La vita del duro deve esser proprio dura, (perdonatemi il gioco di parole) visto che alla fine esasperato dalle troppe lamentele di Nila la seda con una droga.
Non appena arrivano a Londra, suo fratello minore, nota lo stato di Nila e lo rimprovera, visto che la droga usata è ancora sperimentale e poteva procurare la morte della ragazza, ma il nostro uomo piagnucola, facendo osservare al fratellino che non ha idea di quanto questa ragazza sia rompiscatole!
L’apoteosi la raggiungiamo però sulle scale di casa. Jethro vede il padre e come prima cosa pensa bene di lamentarsi perché gli aveva detto che sarebbe stato un lavoretto facile facile e invece Nila gli ha creato un sacco di problemi. Ecco io qui, fossi stata nel signor Cut avrei diseredato mio figlio seduta stante.
Vi risparmio i dettagli della vita di Nila con gli Hawk. Vi dico solo che la protagonista dopo essere stata rapita, sedata, palpata in auto da due uomini contro la sua volontà, dopo aver scoperto come è finita sua madre, dopo che l’è stato detto che verrà violentata da più uomini, probabilmente in contemporanea, dopo che le preannunciano che la sua prima notte nella dimora degli Hawk la trascorrerà con i cani, dopo che la fanno camminare a quattro zampe proprio come un animaletto da compagnia fino alla cuccia… ecco, dopo tutto questo cosa fa?
Beh… cercate di capire lo stress della situazione.
Nila manda sms hot allo sconosciuto con cui aveva una sorta di relazione virtuale basata solo su messaggini più o meno sconci. Mica gli scrive “Aiuto, sono stata rapita, mi vogliono violentare, minacciano la mia famiglia, chiama la polizia!” Scherziamo? Lei deve allentare un po’ la tensione, visto che tutto sommato essere stata palpata da Jethro in auto non le è dispiaciuto. Perciò scrive un messaggio piccante all’uomo del mistero che l’ha insultata quando lei gli ha chiesto di passare dal virtuale al reale, ma che adesso lei percepisce come il suo unico “amico”.
No comment!
L’aspetto però che più di tutti mi ha sconcertata è che questo primo volume racconta sostanzialmente quello che c’è nella sinossi. Tutto il romanzo dura sostanzialmente poco più di 24 ore. Jethro va a Milano la prende e la porta a Londra, le legge l’accordo stipulato 600 anni fa e… FINE.

Valutate voi cosa è meglio fare. Io mi fermo qui.

Giudizio complessivo: così così.
RECENSIONE A CURA DI MISST
misst.books@gmail.com


7 set 2015

RECENSIONE: - THE GIRL IN BETWEEN - LAEKAN ZEA KEMP


THE GIRL IN BETWEEN
self pulished
Pagine 289
non autoconclusivo e parte di una trilogia

La protagonista di questo fantasy dalle tinte molto “dark” e che sono certa vi terrà con il fiato sospeso fino all’ultima parola, è una ragazza diciasettenne di Austin, in Texas.
Bryn, questo è il suo nome, è affetta da diversi anni da un disturbo che condiziona profondamente la vita sua e delle persone che le stanno accanto. Questa ragazza, infatti, soffre di una rara malattia che viene chiamata KLS (Klein-Levin Sindrome) che le provoca, senza alcun preavviso, dei black-out cerebrali. Il suo corpo, di punto in bianco, cade in un sonno profondo che, nei casi peggiori, può durare anche quattro o cinque settimane. Potete ben comprendere quanto questo le impedisca di avere una vita normale.
Bryn fatica a diplomarsi perché purtroppo il suo corso di studi è continuamente interrotto dalle sue crisi. Fatica ad avere una vita sociale, perché tutte le volte che comincia a conoscere qualcuno, poi sparisce per settimane. Non può guidare per ovvie ragioni e, aspetto più mortificante di tutti, il suo corpo durante le settimane di coma, deve essere curato da qualcuno( nel caso specifico da sua madre) perché diversamente morirebbe di fame e di sete. Questa malattia, pertanto, non solo condiziona profondamente la vita di Bryn ma anche quella di sua madre, che vive in funzione della figlia.
La vita di questa ragazza è un mix di “perdite”, (compleanni, feste, appuntamenti ed esami mai vissuti a causa del sonno) ma anche di “riadattamenti”. I risvegli per Bryn sono sempre traumatici, perché il suo corpo, immobilizzato a letto per settimane, necessita di tempo per riprendere il tono muscolare e un peso accettabile, perciò talvolta oltre al sonno, ci sono i giorni necessari a rimettersi in forma, che contribuiscono a isolarla dal resto del mondo.
L’aspetto più strano, però, di questa sindrome è che Bryn, a differenza degli altri malati, quando cade in questo sonno profondo, si ritrova in un mondo onirico fatto di ricordi del suo passato che si avvicendano in modo casuale. Normalmente i malati di KLS non sognano, questa ragazza invece si ritrova prigioniera in una specie di realtà parallela, dove non può far altro che attendere pazientemente di risvegliarsi.
Uno degli aspetti che più mi ha colpito di questo romanzo è stata proprio la grandissima capacità dell’autrice di farci comprendere lo stato emotivo della protagonista. Questa sua frustrazione per essere perennemente dipendente dagli altri, per non poter programmare nulla, per essere costretta a vivere questa strana vita divisa tra due mondi entrambi caratterizzati da una profonda solitudine. Persino tra i malati si sente sola e diversa, visto che la KLS nel suo caso si manifesta in modo anomalo.
Francamente sarebbe bastato questo, a mio giudizio, per scrivere un romanzo interessante: una ragazza combattuta tra la voglia di essere normale e l’oggettiva impossibilità di esserlo.
Nel mondo reale Bryn si divide tra una madre iper-apprensiva; un padre scansafatiche e irresponsabile che sparisce per mesi; un fidanzato, Drew, che non accetta la sua malattia e la tradisce quando lei ha i suoi attacchi di narcolessia e una cugina, Dani, unica amica e confidente.
Anche nel mondo onirico, però, Bryn è sola, perché la sua mente le ripropone continuamente luoghi visitati durante la sua infanzia e la sua adolescenza, ma non le presenta mai essere viventi con cui interagire.
Il romanzo si apre proprio con un’anomalia che stravolgerà di colpo tutto.
Bryn è nel suo mondo dei sogni, su una spiaggia deserta e lascia che l’acqua le lambisca le caviglie. Ad un tratto le onde le mostrano qualcosa… il corpo di un ragazzo. La protagonista all’inizio crede sia un cadavere, ma dopo averlo trascinato sul bagnasciuga e avergli praticato una respirazione bocca a bocca, il misterioso giovane si risveglia.
Da questo momento in poi tutto comincia a prendere una piega bizzarra. Tutto comincia ad essere visto sotto un’altra luce. Da questo momento in poi tutto precipita verso l’ignoto.
Bryn, divisa tra queste due realtà, si sente sempre più confusa perché non riesce a comprendere se questo ragazzo, sia frutto della sua fantasia (anche se lei non l’ha mai visto prima) o sia una persona che esiste nel mondo reale (forse un altro malato di KLS?) e che per qualche bizzarro motivo è imprigionato nella sua mente.
Il giovane, dal canto suo, non ricorda nulla di sé, della sua vita, del perché si sia risvegliato in quello che sembra il mondo onirico di un’altra persona. Sente di essere reale e al tempo stesso non ne ha la certezza.
Tutto il romanzo ha un ritmo molto incalzante perché non solo c’è questo continuo passaggio tra la realtà e la fantasia, ma perché è raccontato in maniera perfetta, alternando i punti di vista di Bryn con quelli del ragazzo.
La presenza del giovane, però, comincia a mettere in discussione alcuni punti fermi di Bryn. Come mai quando lei è sveglia lui continua ad esistere, a vedere i ricordi della ragazza, a leggere il suo diario segreto? Cosa sono le inquietanti ombre che il ragazzo vede nel mondo onirico e che anche Bryn comincia a vedere nel mondo reale? Come mai gli oggetti che Bryn lascia in casa sua passano nel mondo onirico? Come mai nel mondo onirico di Bryn cominciano a comparire paesaggi e immagini che lei non ricorda? Cosa sta realmente accadendo e chi è questo giovane? Ma soprattutto ci si può innamorare di qualcuno che forse non è reale, che è solo frutto della propria fantasia?
Credetemi non ho mai letto una trama così complessa e avvincente.
Consiglio la lettura di questo romanzo a tutti e non solo agli amanti del fantasy. La storia è originale, intrigante e molto ben scritta, i personaggi sono ben caratterizzati e non c’è mai un momento di noia o di calo di tensione.
L’unico punto sfavorevole è che, vista la complessità della trama, i termini medici e il linguaggio ricercato dell’autrice, leggerlo, per chi non ha una grande dimestichezza con la lingua inglese, può risultare davvero ostico.
Inoltre la storia non si conclude, anzi, si chiude proprio sul più bello! Perciò va messo in conto che per scoprire cosa accadrà a Bryn e al misterioso ragazzo, bisognerà leggere anche i successivi due volumi.

Giudizio complessivo: bellissimo

RECENSIONE A CURA DI MISST
misst.books@gmail.com