Visualizzazione post con etichetta Interviste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Interviste. Mostra tutti i post

16 lug 2015

INTERVISTA: SANDY RAVEN

Ho il piacere di ospitare la scrittrice di Historical Romance Sandy Raven, in occasione della pubblicazione in Italia della sua serie Caversham Chronicles. Eugenia Franzoni l'ha intervistata per Voi:

http://www.sandyraven.com/
https://www.facebook.com/SandyRavenAuthor/
Se potessi scegliere un periodo storico in cui vivere, quale sarebbe?
Decisamente il 1800. Credo di essere nata nel periodo sbagliato.

Quale dei tuoi eroi vorresti come marito in quel periodo?
Oooh.... mi piacerebbe dire Ren, ma ho appena finito il libro di Lucky e lui è così... simile a me. Ha un cuore puro e si fida delle persone, quindi non riesce a capire se qualcuno lo sta usando. E quando questa persona gli confessa cosa ha fatto, la perdona all'istante, perché la ama da tanto tempo.

Quale è l'abito di cui hai scritto che ti piace di più?
In Giò sua, uno dei carateri secondari è una disegnatrice di abiti dilettante; l'abito che Elise indossa per il suo ballo di presentazione in società l'ho preso da un abito storicamente corretto e l'ho reso scandaloso. Era proprio la cosa che Elise avrebbe AMATO fare.

Quale è la cosa che ti piace di meno del tuo periodo storico preferito?
Hmmm.... l'igiene scarsa, lo scarico dei sanitari, la medicina moderna, l'acqua pulita... devo andare avanti?

Quale sarebbe il tuo hobby storico?
Anche se mia madre mi ha insegnato a ricamare e lavorare ai ferri, probabilmente sarei stata un fantino, non riesco a restare chiusa in casa tutto il giorno.

Con quale dei tuoi personaggi vorresti rimanere chiusa in ascensore?
Quello più importante con cui parlare credo sarebbe Cav, l'ottavo Duca in “Miss Amelia accalappia un duca”.

La zitella Amelia accetta una posizione da dama di compagnia per la propria zia, un'arrampicatrice sociale che sta progettando il suo prossimo matrimonio, prima ancora di uscire dal lutto per il suo secondo marito. E l'uomo a cui sua zia sta dietro non è altri che il facoltoso vedovo, il duca di Caversham. A una festa a cui partecipano sia il duca che la zia, Amelia rimane inorridita davanti al comportamento della sua parente, quindi decide di nascondersi nella biblioteca e nel giardino del suo ospite per tutta la durata della loro visita. Durante una passeggiata di sera, nel labirinto, incontra un signore di una certa età, che la intriga e la eccita. Fugge via senza saperne il nome, solo per incrociarlo di nuovo in biblioteca qualche giorno dopo, dove, con enorme stupore di Amelia, lui la bacia. E lei restituisce il bacio! Amelia e il duca vengono sorpresi nel loro abbraccio appassionato dalla zia. Imbarazzata per il proprio comportamento libertino, Amelia fugge dalla stanza credendo che lui l'abbia usata per evitare la megera. Dopo aver affrontata quest'ultima, il duca fa ciò che crede sia la cosa più onorevole da fare, e progetta di sposare Amelia. Solo che non glielo chiede.


"Miss Amelia accalappia un duca" è il prequel della trilogia "Le cronache di Caversham", di cui è già disponibile online il libro, "La sposa di Caversham".

Cosa fareste per salvare coloro che amate di più?
Venduta come schiava dagli uomini che avrebbero dovuto ucciderla, Angelia Gualtiero ora deve convincere l'uomo che l'ha acquistata ad aiutarla. Lia farebbe qualsiasi cosa per salvare il suo fratellino dalla zia assassina, anche sposare un uomo che sa che vuole solo usare il suo corpo.
Marcus Renfield Halden, nono duca di Caversham, ha bisogno di un erede per mettere al sicuro la sua ricchezza, il suo titolo e il futuro delle sue giovani sorelle da un cugino disperato che sospetta l'abbia preso di mira alla ricerca del titolo di duca e della sua fortuna. Quando vede una donna che scappa da una guardia in un mercato di Tangeri, all'inizio resta affascinato dalla sua bellezza. Dopo che Ren viene a sapere la sua storia, è rapito dal suo coraggio. Allora, fa a Lia un'offerta che lei non può rifiutare.
Suo fratello per un erede.

Quello che nessuno dei due si aspetta è di innamorarsi.

Quale è stata la scena che hai preferito o odiato scrivere?
In La sposa di Caversham, quando Ren scopre che Lia è stata rapita da suo cugino, lo stesso che ha ucciso suo padre e la sua matrigna incinta. La sua paura era così tangibile per me che ho pianto.

Quale dei tuoi animali è il tuo compagno preferito quando scrivi?
Il mio gatto Ernie, si siede sulla spalliera della sedia mentre lavoro. Il suo vero nome è Ernest Hemingway, perché ha delle dita di più in una zampa, quindi è giusto che sia lui il mio compagno.

Quale è il tratto o la caratteristica comune dei tuoi eroi?
L'onore, la lealtà e l'amore della famiglia.

Se un tuo libro dovesse diventare un film, quali attori sceglieresti?
Per scrivere ho usato questi personaggi come ispirazione visiva: in “Miss Amelia accalappia un duca”, George Clooney è Cav e Amelia è Amy Adams. Per “La sposa di Caversham” (che originariamente è stato scritto prima di Miss Amelia!) Timoth Dalton, che era stato James Bond... sigh... e Mia Sara, un'attrice degli ultimi anni '80.

PROSSIMAMENTE:
Libro secondo: "Già sua", disponibile dal settembre 2015
Libro terzo: "L'amore di Sarah", disponibile dal dicembre 2015
Libro quarto: "La signora di Lucky", disponibile dal febbraio 2016

23 giu 2015

RECENSIONE E INTERVISTA: - ASHER - JO RAVEN

Autore: Jo Raven
Titolo: Asher (Inked Brotherhood #1)
Lingua : Inglese


Ora diciottenne, Audrey torna nella sua città natale per la prima volta dopo la disgrazia -l'incidente che le ha portato via suo padre e che l'ha segnata a vita. E' qui per ricominciare. Andare al college e divertirsi. Fare nuove amicizie. Superare il passato. Ma il passato la insegue. Asher è qui-il suo primo bacio ,il suo primo cuore spezzato. Più bello e distante che mai ,è tuttora
il ragazzo che era il suo migliore amico. Questo prima che lui si trasformasse in qualcuno che lei quasi non conosce -il ragazzo che ha iniziato a fare a botte e he l'ha trattata con freddezza per anni.

Asher non è quello di cui ha bisogno. In fatti lo odia e dovrebbe fare del suo meglio per tenersi lontana da lui. Ma il suo corpo sembra non curarsi del suo sentimento ,e forse ,forse solo questa volta il suo corpo ha ragione. Non che abbia molta scelta. Asher la accende come un fuoco intenso ,e se non sarà prudente, si brucerà.
E questo potrebbe non essere affatto una cosa negativa...

Jo Raven è un'autrice americana di gran successo come attestato da USA Today e New York Times, si dedica alla scrittura di romanzi Contemporary New Adult e il libro che sto per recensirvi è il primo della sua prima serie in assoluto.
I protagonisti di questa storia sono Audrey e Asher, cresciuti insieme sin da piccoli fino a diventare migliori amici prima, e giovani innamorati dopo. Appena sbocciato ,questo amore deve superare un ostacolo troppo grande per la loro età : la morte del padre di lei a causa del padre di lui, questo basta a stravolgere i sentimenti di Audrey e Asher e a diventare quasi estranei dopo il giorno incriminato.
Ma quando i due si ritrovano nella stessa città per ragioni diverse, lei per ricominciare e iniziare qualcosa  di nuovo, lui perchè non ha altro posto dove andare, la vecchia fiamma si riaccende causando in Audrey un risentimento per le sensazioni che la sua vicinanza le provoca mentre per lui Audrey  sarebbe la panacea per tutti i suoi mali se solo si ritenesse degno di lei.
Tutto ciò che i due cercano di evitare diventa inevitabile nel momento in cui Audrey rischia di essere stuprata e Asher riesce a salvarla, dimostrando che in realtà la freddezza che le ha riservato in questi anni ha una motivazione del tutto diversa dal disinteresse ,motivazione che ha un nome e cognome.
Oltre a una profonda caratterizzazione dei personaggi dal punto di vista mentale (questo implica un excursus con ricordi del passato che sono un dettaglio importantissimo per la riuscita della trama) e sentimentale quello che mi ha intrigato è stata la suspance che regna nel libro poiché è un continuo evolversi di situazioni piacevoli e spiacevoli che ti portano inevitabilmente a fare il tifo per questa giovane coppia che viene circondata da altri personaggi sui quali poi si incentreranno gli altri libri della serie. Asher è circondato da amici che considera come fratelli, dando vita a quella che per lui è una famiglia surrogata e manifestazione de loro legame è un tatuaggio comune a tutti (di qui il nome della serie Inked Brotherhood ). Non voglio preannunciarvi nulla circa l'epilogo poiché ritengo sia, per coloro che lo leggeranno e che soffriranno assieme ai protagonisti, un momento di catarsi la cui presenza è necessaria per poter continuare a sognare e sperare in un amore simile…anche solo se letterario.
Il libro è scritto bene, è scorrevole e non ci sono le famose prime pagine che troncano la voglia di leggerlo sul nascere, né ci sono parti ricche di monologhi interiori che se troppo lunghi annoiano il lettore.
Conosciamo un po' più da vicino l'autrice con questa breve intervista circa il libro nella speranza di vederlo pubblicato in italiano un giorno non molto lontano.

First of all,welcome and thank you. I have read that you like reading ,what was the turning point that made you start writing?
I have written all my life ,but only started writing romance recently.

Innanzitutto benvenuta e grazie . Ho letto che le piace leggere, qual è stato il punto di svolta che l'ha spinta a iniziare una carriera da scrittrice?
Scrivo da sempre, ma solo di recente ho iniziato a scrivere romanzi.

Inked Brotherhood is your first series. What did inspire you in the number of chararcters' and plot's creation?
I just create characters I like and stories that pull me in emotionally, and basically I write what I would like to read.


Inked Brotherhood è la sua prima serie. Cosa l'ha ispirata nella creazione del numero di personaggi e della trama?
Creo solo personaggi che mi piacciono e storie che mi attraggono emotivamente e ,fondamentalmente, scrivo ciò che mi piacerebbe leggere.

It is said " in love the winner is the one who flees " but the women in those books fight to stay with their lovers even if they have to overcome some problems related to the past as for Audrey. How hard was to deal with issues like child abuse and attempted rape?
Writing about issues of child abuse and attempted rape, and all the other violent themes of my series is difficult. I cry for my characters, and feel bad for putting them through all this, but I feel that their redemption and happiness afterward is all the better, because they have fought their demons and won.

Si dice che in amore vince chi fugge ma Audrey combatte per restare accanto ad Asher anche se questo significa superare problemi legati al passato. Quanto è stato difficile trattare argomenti come maltrattamento di minore e il tentato stupro?
Scrivere di questi e di tutti gli altri temi violenti della serie è difficile. Piango per i miei personaggi e mi sento in colpa nel sottoporli a tutto ciò, ma sento che la loro successiva redenzione e felicità è decisamente migliore, poiché hanno combattuto i loro demoni e hanno vinto.


Last question."Micah" is the first book of another series named Damage Control that is the name of the shop runned by Zane.Why did you decide to start a new series with another hot and tattooed bad boy?Can we expect other hot scenes set in the kitchen as in the previous series?
I decided to start a new series with another hot and tattooed boy because hot tattooed boys is what I love writing about. All my boys will be like that. Seriously. You can expect hot scenes in kitchens , bathrooms, bedrooms, living rooms and every other place I can think of. I have lots of ideas to explore in the next series, the series after and all my future books!

Ultima domanda."Micah" è il primo libro di un'atra serie che si chiama Damage Cotrol che è il nome del negozio gestito da Zane. Perché ha deciso di iniziare una nuova serie con un altro attraente e tatuato cattivo ragazzo? Possiamo aspettarci altre scene bollenti ambientate in cucina come nella precedente serie?
Ho deciso di iniziare una nuova serie con un altro ragazzo bello e tatuato perché è dei bei ragazzi tatuati che amo scrivere. Tutti i miei ragazzi saranno così. Davvero. Potete aspettarvi altre scene piccanti in cucina, in bagno, in camera da letto, in soggiorno e in qualsiasi altro luogo che posso immaginare. Ho molte idee da esplorare nella prossima serie, e in quella successiva e in tutti i miei libri futuri!

1 giu 2015

VICKI SATLOW

Dopo aver letto l'articolo apparso su IL GIORNALE, Discreti e griffati, ecco i signori del libro, ho pensato che sarebbe stato interessante riuscire ad intervistare proprio "i signori del libro" citati nel testo in questione.
Così ho chiesto ad autori e non, di pensare a quali domande avrebbero voluto fare ad un agente letterario e alla fine, questo é il risultato.
Ho il piacere di presentarvi: L'agente letterario Vicki Satlow

Come si diventa un bravo agente letterario? Di cosa si occupa di preciso?
Leggendo e seguendo l’instinto. Mi occupo, non solo di trovare un talento ma anche di nutrirlo e poi fare in modo che anche gli editori lo riconoscano, promuoverlo e farlo guadagnare.
Perché ha scelto di fare questo lavoro? Come ha cominciato?
Perché amo i libri e amo lavorare con gli scrittori. Ho cominciato a New York, poi in Italia dove ho visto che c’era spazio per una persona che conoscesse il mercato straniero.
Quali criteri usa per decidere se un autore é degno di essere rappresentato da Lei?
[Risposta non pervenuta]
C'è ormai la radicata convinzione che sia solo una bella favola quella dello scrittore emergente che invia un maniscritto ad una grande casa editrice e viene pubblicato, é d'accordo? 
Per niente. Tutti i grandi successi sono sorprese.
E' vero che per un autore emergente, avere un agente letterario a rappresentarlo é l'unico modo per essere pubblicato da una grande casa editrice?
Per niente.
Quel é la cosa più divertente o bizzarra che Le sia capitata durante la sua carriera di agente?
Mi e’ capitato di avere un libro straordinario dagli USA, da vendere in italia. E’ stato rifiutato da ogni casa editrice in italia – almeno tre, anche quattro volte – finché per puro caso e’ schizzato ai primi posti delle classifiche americane qualche anno dopo. Mi chiamano cinque editori dicendo che si erano innamorati del libro, offrendo un anticipo. Era lo stesso libro che hanno rifiutato perché “non era adatto”.
Cosa ne pensa delle case editrici che chiedono un contributo editoriale?
E’ una scelta dell’autore.
Internet è presa davvero in considerazione come fonte di nuovi scrittori?
Si.
Come funzionano le cose per gli aspiranti scrittori e quante reali possibilità ci sono di inserirsi sul mercato in questi momenti di crisi (che riguardano l'economia in generale, ma anche la cultura in particolare)?
C’è spazio per tutti. Chi é bravo verra scoperto prima o poi.
Ha letto moltissimi libri che sono diventati famosi, anche grazie a Lei e alle Sue scelte. Qual è quello che più L'ha coinvolta dal punto di vista emotivo?
VA’ DOVE TI PORTA IL CUORE di Susanna Tamaro
Prima di concludere, vorrei segnalarvi questo video che ho scovato in rete che vi darà la possibilità di conoscere meglio Vicki Satlow:
RINGRAZIO LA SIG.RA VICKI SATLOW PER AVER ACCETTATO L'INVITO.

A TU PER TU CON... LYNA RING

Personalmente non stravedo per  vampiri&Company, ma stavolta devo ammettere di aver letto un breve estratto di Ombra di velluto, Mamma Editore, e di essere rimasta piacevolmente colpita dalla scioltezza narrativa di Lyna Ring, pseudonimo di Lina Anielli,  dalla sua freschezza di raccontare una storia che coinvolge già dalle prime battute. Insomma, mi è piaciuto ciò che ho letto, per cui sono sicura che questo romanzo, disponibile nelle maggiori librerie e siti di vendita on line, piacerà anche a moltissimi lettori. Lyna è una brava scrittrice e consiglio a chi ama questo genere di non perdere Ombra di velluto. Con un grande "in bocca al lupo", cedo la parola all'autrice stessa, che si racconta con una semplicità e una schiettezza che personalmente ho davvero apprezzato.       

Mi chiamo Lina Anielli, sono nata ad Anagni (Frosinone) sotto il segno della Bilancia. Sono sposata con Gianni e ho due figlie, Mariagiovanna, con cui divido la passione per la scrittura, e Antonella, laureata in lingue straniere (inglese e russo).  Amo molto leggere, con gusti che spaziano dal thriller al fantasy, dal mainstream al noir. Insomma non mi fermo davanti a nessun genere. Dal 2003 ho ripreso a coltivare la mia passione per la scrittura che avevo già ai tempi della scuola superiore, ottenendo anche diverse soddisfazioni e pubblicando numerosi racconti. 
- Troppo indietro - Quattro chiacchiere di nostalgia
- Da appiccicare al muro
- Non ho l'età 
apparsi in quattro numeri distinti della prestigiosa rivista mensile “Macworld” della Nuov@ Periodici 
- Quando il fuoco gioca a nascondino
inserito nell’antologia “Femmine”, aprile 2007, Editore Delos Books di Milano
-Strade paralleleselezionato per l'antologia “Matrimoni scoppiati”, febbraio 2008, Giulio Perrone Editore di Roma
- Cioccolato dolceamaro
Non amarmi
Una sera come tantetutti e tre inseriti nell'antologia “Le donne lo sanno”, giugno 2008, Edizioni Montag di Tolentino (Mc). 
- Sono solo foto
pubblicato nell'antologia “Macchemù”, novembre 2008, Giulio Perrone Editore di Roma 
- Il desiderio
inserito nell'antologia "365 racconti erotici per un anno", maggio 2010, Editore Delos Books di Milano 
- Dietro la porta,
 inserito nell'antologia "Decamerone 2010", febbraio 2011, Edizioni R.E.I.
- L’odore della paura,
inserito nell'antologia "365 racconti horror per un anno", maggio 2011, Editore Delos Books di Milano 
Nel 2006 con il racconto Ho dimenticato di comprare il regalo, mi sono classificata terza al premio letterario Writers Magazine Italia.
1) Ciao Lyna, vuoi presentarti tu stessa alle amiche del blog?
Difficile parlare di se stessi.
Non sono più giovanissima e avrei una vita intera da raccontare. Mi limiterò a pochi episodi che sono stati tappe fondamentali: sono sposata, ho due figlie adulte, sto conseguendo la laurea in scienze della comunicazione e ho un lavoro in proprio che gestisco con mio marito.
Amo leggere e scrivere da sempre.
Per quanto riguarda la lettura, ho una libreria che trabocca e un garage pieno di scatoloni con libri che ho già letto.
Per quanto riguarda la scrittura, dopo alcune cose che abbozzai ai tempi del liceo, ho ripreso a scrivere solo una decina di anni fa con discreti risultati, visto che diversi miei racconti sono stati pubblicati in antologie della DelosBooks, di Giulio Perrone Editore, della Montag Edizioni e sulla rivista Macworld.
“Ombra di Velluto” con la Mamma Editori, è il mio primo romanzo.

2) In che cosa pensi si differenzi questo tuo romanzo sui vampiri da quelli che abbiamo letto finora?
Non credo di poterlo dire io, ma penso di aver scritto sicuramente qualcosa di diverso e spero in una risposta positiva dei lettori.
Se la Meyer ha creato dei vampiri che possono vivere di giorno ma preferibilmente in un posto senza sole, la Smith ha dotato i suoi vampiri di un anello che permette loro di vivere anche sotto il sole, io ho dato vita a un vampiro che non fa del male agli uomini perché si ciba di sangue animale, ma può vivere solo di notte come i vampiri del nostro immaginario, però... No, questo non posso dirvelo. Se volete sapere qualcosa di più di Hermes, dovrete leggere il libro. Scoprirete i suoi segreti insieme a Mariasole.
Un aspetto importante di cui vi posso raccontare però, è la creazione di un mondo parallelo a quello degli uomini, Nadir, in cui vivono i vampiri. Il romanzo infatti sarà un’avventura a cavallo fra i due mondi collegati da passaggi ben nascosti che non tutti i vampiri per fortuna conoscono.

3) Come funziona per te l'ispirazione?
Arriva sempre da piccole sensazioni, da piccoli episodi che magari mi colpiscono mentre sto in treno, oppure in macchina, oppure semplicemente in giro a passeggiare o in casa.
Prendo queste sensazioni o questi episodi e vado a scavarli dentro, per scoprire cosa nascondono, e da lì comincio a creare i miei personaggi e il mio ambiente.
 4) Questo romanzo ti è venuto di getto?
Dipende. Ho iniziato a scriverlo alla fine del 2007 e credo di averci messo quasi un anno. Quindi dipende da quale significato diamo all’espressione “di getto”. Se la intendiamo come “in pochissimo tempo”, no, perché mi sarebbe stato impossibile, visto che lavoro, e per scrivere mi ritaglio del tempo la sera, ma soprattutto al mattino presto. Poi se “di getto” significa senza programmazione, allora la risposta è “sì”.
So che ci sono molti che fanno scalette e schemi per scrivere un romanzo. Il mio metodo sarà anche sbagliato, ma io non riesco a programmare. Ho un’idea in mente e la sviluppo.
Per esempio l’idea iniziale di “Ombra di Velluto” è il trasferimento del personaggio femminile in una villetta accanto alla quale ce n’è una un po’ antica, austera in cui pare non viverci nessuno, ma in realtà c’è un bel gatto nero dal pelo lucido e lungo e dagli occhi di ghiaccio. Allora la protagonista comincia a interrogarsi: se c’è un gatto, anche ben curato, ci deve essere per forza un padrone.
Quindi comincio a lavorare intorno all’idea iniziale e i miei personaggi mi seguono, ma a volte corrono avanti, fanno cose diverse da quelle che io avevo pensato per loro. Allora io li assecondo ed ecco che nasce la storia. Viviamo insieme in un mondo di fantasia in cui mi immergo anche io mentre scrivo. Vivo e penso con loro, tanto che quando ho posto la parola “fine” a “Ombra di Velluto”, all’improvviso mi sono sentita sola.
 5) Cosa stai scrivendo ora?
In questo momento faccio una pausa di riflessione, perché ho anche impegni diversi, tipo preparare un paio di esami per giugno, ma in realtà sto già scrivendo il seguito di “Ombra di Velluto”. Sono già oltre metà stesura e ho scritto persino il finale a cui via via raccorderò le vicende.
 6) Qual è il tuo libro cult?
Non ho un libro cult. Ci sono capolavori che a volte segnano la vita delle persone, ma se ami leggere, non puoi fossilizzarti su un unico libro.
Per quanto mi riguarda posso citarti più libri che mi hanno aperto alla lettura di generi che magari non avrei mai affrontato.
Per esempio “Misery non deve morire” di King, mi ha fatto apprezzare questo autore che invece avevo rifiutato quando uscì il libro “IT” che non sono mai riuscita a leggere, forse per via del pagliaccio che facevano vedere in televisione presentando il film.
Poi potrei parlare de “Il dominio della Regola”, il romanzo di una esordiente, Milena De Benedetti, pubblicato da DelosBooks e che mi ha fatto scoprire il genere fantasy di cui fino a quel momento non avevo letto praticamente niente.
Come di “Twilight” con il quale mi scontrai per caso, già in edizione economica, alla libreria Borri della Stazione Termini di Roma e che mi ha fatto appassionare al tema dei vampiri, di cui poi ho letto moltissimo, da Stoker alla Harris, a Tanya Huff, alla Smith.
Potrei continuare ancora...
La conclusione comunque, è che mi piace leggere di tutto senza preferenze, dai classici ai bestsellers, dai thriller ai romanzi storici, dai gialli ai gothic romance.
 7) A chi senti di dover dire grazie?
Per questa pubblicazione, devo dire sicuramente grazie alla Mamma Editori e a Monica Montanari che hanno creduto in me. Per quanto riguarda la sfera privata invece mi sento di dire grazie a mio marito che mi sopporta e mi ascolta ogni giorno in silenzio, tutte le volte che gli pongo i miei dilemmi su una frase o su un’espressione, alle mie figlie che fanno da cavie nella lettura e alla Writers Magazine Italia e il suo direttore con cui ho frequentato due corsi di scrittura creativa qualche anno fa, e che mi hanno riacceso questa passione, ma soprattutto mi hanno aiutato a migliorare.
 8) Cosa stai leggendo?
Ho appena finito di leggere “Miele nero” di Alice Winchester, sempre della Mamma Editori, un romanzo appassionante da cui non riesci a staccarti fino a quando non arrivi all’ultima pagina.
Ma ora credo che leggerò tutt’altro genere: ho proprio ora, accanto alla tastiera del computer “Elihu Katz, i media studies tra passato e futuro”. Naturalmente non è una lettura di svago: è uno dei testi da studiare per l’esame di Industria Culturale. Per qualche mese infatti dovrò dedicarmi al 90% solo a questo genere di lettura, lasciando poco spazio a quella rilassante e piacevole che mi scelgo da sola.
Ma farò una bella lista e mi metterò in pari quando avrò finito gli esami.
9) Che cosa diresti alle lettrici per invogliarle a leggere il tuo romanzo?
Non è una domanda facile a cui rispondere. Qualsiasi cosa dica, io sono di parte.
Per invogliare a leggerlo però, vorrei sottolineare una cosa: dopo aver finito il romanzo, l’ho riletto diverse volte per le correzioni, poi l’ho inviato all’editore con cui abbiamo fatto ulteriore lavoro di editing. Quindi penso di aver letto il mio romanzo non meno di venti volte e devo confessare che non mi sono stancata mai. Ogni volta ciò che avevo scritto mi sembrava una cosa nuova, tutta da scoprire. Riuscivo persino a sorprendermi nonostante sapessi già cosa aspettarmi.
Quindi sono sicura che anche le lettrici, se lo sceglieranno e spero lo facciano, ne rimarranno piacevolmente sorprese e appassionate.
10) Cosa chiederesti al destino se ipoteticamente potessi parlargli?
La cosa più ovvia? Sei numeri in fila, precisi a quelli dell’estrazione di turno del Superenalotto!
Naturalmente la mia è una battuta!
I soldi comunque, averceli e non averceli, fa sempre differenza, ma senza una vita tranquilla e la famiglia unita e in salute, servono a poco.
Io queste ultime cose per ora le ho, e spero che il destino me le mantenga a lungo così come sono.
INTERVISTA A CURA DI MARIANGELA CAMOCARDI

A TU PER TU CON... MIRIAM FORMENTI

Solo due anni fa non avrei immaginato di incontrare e conoscere di persona Miriam Formenti,  una scrittrice che stimo e apprezzo da quando lessi il suo bellissimo romanzo Capelli di luna, che tuttora conservo. Da lettrice a cui piacciono i bei libri sono felice che abbia deciso di tornare al romance. Miriam è una scrittrice con la capacità di coinvolgere il lettore nelle sue storie romantiche e ricche di colpi di scena, ma soprattutto estremamente passionali. Francesco e Viola, protagonisti di Capelli di luna – di prossima ristampa -  sono personaggi assolutamente indimenticabili e ne consiglio la lettura a chiunque abbia un debole per le storie d’amore che fanno sognare. Non solo, Miriam sa ricreare con abile maestria lo sfondo storico e  ci si ritrova dentro come se si stesse assistendo a un bel film sullo schermo. Insomma, chiunque abbia voglia di scoprirla come autrice di grande talento narrativo, legga Isabella per sempre, in edicola per tutto aprile nella collana I Romanzi Mondadori, e naturalmente Capelli di luna. Facendole i miei più sinceri auguri per il successo che merita, in conclusione devo ancora aggiungere che anche umanamente Miriam è una donna e un’amica speciale.

1)  Ciao Miriam, io ti conosco da tantissimo tempo, anche se personalmente ci siamo incontrate a La Vie en Rose nel 2009, e vorrei che fossi tu a presentarti alle amiche di Una passione e Oltre.


Come ormai tutti sanno ho qualche annetto, ma mi sento ancora molto, molto giovane.  Sono nata sotto il segno della Bilancia, e anche se credo di possedere alcuni  pregi di questo segno mi porto addosso anche tutti i difetti. Sono un po’ pigra, infatti, golosa e anche molto allegra.  
Ho una bella famiglia di cui vado molto fiera, compresi due magnifici gatti.  
Diciamo che non è una novità il fatto che per me scrivere non è soltanto un lavoro; anche se quando ero ragazzina  mi piaceva solo immaginare  le storie che ora trovate su carta.  Sempre in quel passato, che ormai vedo un po’ lontano, mi divertivo moltissimo anche  a giocare con i bottoni. Mia madre ne aveva una scatola piena e alcuni erano bellissimi: lucidi, colorati, con gli strass… insomma, creavo sceneggiature per quei bottoni,  che nella mia fantasia erano esseri umani, e ricche scenografie con tutto quello che raccattavo per casa,  dai pezzi di stoffa agli specchietti che scovavo nelle borsette di mia madre, che non era sempre contenta. 
2) Dopo i tuoi due bellissimi romanzi di esordio, "Capelli di Luna" e "Un uomo da odiare" hai lasciato la narrativa storico/romantica per quella contemporanea, firmando oltre 400 racconti che sono stati pubblicati dalle più famose riviste italiane. Durante tutti questi anni il romance ti è mancato?
Perché negarlo, il romance mi è mancato moltissimo,  solo che,  banale da dire, ma vero,  avevo sempre qualcos’altro da fare. Come ho già  detto in altre occasioni, infatti, ho cominciato a scrivere racconti e romanzetti brevi  per poter lasciare il mio impiego, e più ne producevo, più guadagnavo.
C’è stato un momento, una decina d’anni fa, in cui mi era  venuta una gran voglia di tornare alla narrativa storica,  e, carica di entusiasmo, avevo ridotto per un mesetto la produzione di racconti scrivendo circa 50 pagine di un romanzo ambientato in Inghilterra nei primi anni dell’800.  Giuro, ero entusiasta! E se non si fosse guastato il mio computer, facendomi perdere tutto il lavoro già fatto,  forse sarei ritornata molto prima  al romance.  Non posso dire di essere quel tipo di persona  che crede alla sfortuna e al destino avverso, ma per un paio d’anni non ho proprio più voluto pensarci. Quando ho ritrovato entusiasmo all’idea di riprovare a narrare in chiave storica,
ho scartato il regency per favorire una storia ambientata fra Francia e Italia nel diciottesimo secolo, e ho pubblicato il romanzo con una delle riviste con cui collaboravo.   
Lo scorso anno, poi,  ho incontrato tutte voi, autrici, blogger, lettrici, e ho pensato che valeva la pena rimettermi in gioco, anche se, lo ammetto, con un po’ di timore. Non sapevo, infatti, se dopo tanti anni di racconti sarei stata in grado di scrivere un bel romance.  E per la verità ancora non so se ci sono riuscita. 
3) Che cosa vorresti dire alle lettrici a proposito di "Isabella  per sempre" il romanzo fresco di stampa uscito nella Collana I Romanzi Mondadori, e con il quale sei tornata al romance?
Il romance che avevo in mente inizialmente doveva essere ambientato in Inghilterra nel periodo regency, che dire, forse era una fissa. Tuttavia, nonostante pensassi all’incipit,  continuava a frullarmi in testa la seconda parte del romanzo, che non era davvero adatto a un regency.  In pratica era perfetto per un medioevale o un rinascimentale;  e facendo ricerche riguardo alla questione importante dei viaggi,  locande di posta e corrieri, ho deciso infine che la mia storia doveva svolgersi nel Rinascimento.
Ho cercato di dare un certo carattere anche ai personaggi secondari e mi ha divertito parecchio descrivere il locandiere. L’ ho immaginato rozzo, servile e vigliacco;  e spero tanto di essere riuscita a descriverlo come lo immaginavo. Il personaggio della balia, invece, lo avevo creato  in un certo modo, ma poi  si è trasformato. Ha spinto per diventare quello che è, come direbbe una nostra cara amica autrice.
Dei miei due protagonisti direi che sono perfetti, insieme. Le due metà della mela. Andrea è bello, coraggioso… simpatico, anche se è certamente prepotente.  Un uomo potente del suo tempo, in  definitiva. Lei è dolce e anche un po’ rassegnata al suo destino di donna con poca voce in capitolo, anche se senza rendersene conto è capace di fare innamorare un uomo per tutta la vita. 
Considero lievemente diverso questo romance da quelli che lo hanno preceduto. Sono partita più dolcemente, questa volta.  I miei protagonisti non si odiano da subito, pur amandosi disperatamente.  Loro si amano e basta, anche se, ovviamente, non tutto fila liscio, altrimenti  il romanzo diventerebbe noioso. Forse  sono troppo romantica, ma immagino questo romance  come un pezzo di musica classica, che parte dolcemente, con lievi picchi verso l’alto per poi diventare forte, quasi violenta verso la fine del pezzo.  
4) Miriam, come ciascuno di noi avrà fatto e farà, quali sogni inseguivi quando ancora non sapevi che saresti diventata una scrittrice?
Non ho mai avuto sogni… esagerati.   Mi piaceva la mia vita comoda.  Andavo in ufficio ogni mattina dal lunedì al venerdì ed ero fuori quasi ogni sera con gli amici. Durante il fine settimana, poi,  giravo con le amiche per negozi.
Come ogni ragazza sognavo l’amore, quello vero;  quello che trovavo nei romanzi che leggevo di solito durante il percorso casa - ufficio.  Quando l’ho incontrato,  un uomo normalissimo, a dire la verità,  ma per me specialissimo, l’ ho sposato subito. Con lui ho desiderato di avere dei figli, e devo dire che sono stata fortunatissima poiché le nostre bimbe sono arrivate subito. A quel punto la vita da nottambula era già  stata dimenticata e anche lo shopping accantonato un pochino.  
Ecco… avida, qualche volta sognavo di vincere al totocalcio, salvo poi giocare solo poche volte, quando mi trovavo per caso davanti a una ricevitoria. 
Quindi anche in quel periodo i miei sogni erano più desideri, spesso appagati, di stare bene, di crescere con tranquillità le mie figlie, uscire ogni tanto con i nostri amici e comprare una casa.  Cosa che ho fatto.  La voglia di  scrivere è arrivato dopo, quasi per caso.
5) Ora ti rivolgerò alcune domande che faccio a tutti gli amici che intervisto. La prima è: ti senti previlegiata? 

Assolutamente sì.  E’ bellissimo alzarmi al mattino, fare colazione e decidere se sedermi o no davanti al computer.  Faccio un lavoro che mi piace e lo faccio quando mi sento di farlo. E poi mi sembra quasi di essere un’altra quando mi immergo nel racconto. Anzi, sono proprio la mia protagonista, chiunque essa sia,  fino a quando non squilla il telefono,  i gatti miagolano o dal basso suona il postino.
6) Qual è stato il tuo primo pensiero subito dopo aver saputo che avrebbero pubblicato un tuo romanzo?
Davvero? Ma allora è piaciuto! 
7) Se avessi la possibilità di realizzare un desiderio, cosa chiederesti al destino? 
Insomma, non sì può chiedere la pace nel mondo e quindi mi limito a me e alla mia famiglia: vorrei  che le mie figlie fossero sempre felici. Se mi guardo indietro mi rendo conto che io lo sono stata e che lo sono  ancora. 
Puntando invece il faro sul lavoro, e ammetto che diventano due desideri, come tutte mi piacerebbe arrivare in libreria.  Sinceramente vorrei che tutti i nostri romance si trovassero non solo in edicola ma anche in libreria.  Mi piace pensare che le lettrici possano prendere fra le mani i nostri libri,  osservare la copertina, leggere la quarta  e decidere di acquistare la nostra opera  senza affanni e senza scadenze.  
8)Qual è il libro che non hai scritto e che avresti voluto scrivere? Hai un'autrice/autore di riferimento? 
I libri che avrei tanto voluto scrivere sono tre :  ‘Il figlio del diavolo ’ di Georgette Heyer, ‘Il  giorno dei Trifidi ’ di John Wyndham e  ‘L’importanza di chiamarsi Ernesto ’ di  Oscar Wilde .
Per quanto riguarda  i romance storici, come sapete ci provo. Tentare con la fantascienza vorrei, anche se non so se potrei esserne all’altezza, dal momento che non conosco il  linguaggio tecnico che caratterizza il genere; e la commedia… le sceneggiature non sono certo facili, anche se le creavo per i miei protagonisti bottoni. In quanto a un autore di riferimento, sembrerà strano ma direi che non ne ho.  Forse mi sono formata su molti semplicemente leggendo, scoprendo che mi piaceva qualcosa di ognuno di loro.
9) Che posizione occupa la scrittura nell'ambito della tua vita? Voglio dire, sei pervasa dal sacro fuoco dell'arte al punto da trascurare tutto il resto quando sei ispirato, oppure anteponi a essa altri valori che consideri prioritari?
La scrittura è importante ma non mi dimentico di chi mi sta intorno, quando lavoro. Non mi da fastidio rispondere  al telefono; parlo con mio marito e lo ascolto.  Gli altri esistono, insomma, compresi  i  gatti, che per la verità mi distraggono molto. Forse è per quel motivo che scrivendo  non riesco ad andare veloce quanto vorrei.  

10) quali sono i tuoi buoni propositi per il 2011?
Se ti dico che voglio scrivere in pochi mesi il nuovo romanzo che mi ronza in testa è troppo banale? E poi c’è la novità dell’antologia e ho già la mente in subbuglio al pensiero di come scriverò il mio racconto. 
Ringrazio il blog ‘Una passione e oltre ’ che mi ha ospitato, in particolare Lady Aileen, la cara amica Mariangela Camocardi per questa bella chiacchierata  e tutte le care amiche lettrici.
INTERVISTA A CURA DI MARIANGELA COMACARDI
 

A TU PER TU CON... MARIA MASELLA

Maria Masella, con la quale condivido amicizia e la comune passione per la scrittura,  possiede un talento versatile e duttile che le consente di passare disinvoltamente dal noir, creando protagonisti di spicco come il commissario Mariani,  al chick lit,  romance e altro ancora. In ogni genere si esprime al meglio e per rendersene conto basta dare un'occhiata alla impressionante produzione letteraria da lei firmata. Maria è una delle 7 autrici che a marzo Mondadori propone in un'antologia risorgimentale, Amori sull'ali dorate, omaggio al 150° dell'Unità Italiana. Ma la sua ecletticità va ancora più oltre e ammetto di invidiarla un po' per la dimestichezza che dimostra con le infinite applicazioni del computer. Sta infatti preparando il suo sito da sè e, per  constatare quali risultati producano i suoi sforzi, visitatelo voi stesse all'indirizzo web:

http://www.mariamasella.it/

Sono certa che le lettrici e gli estimatori che hanno letto i suoi romanzi apprezzeranno molto entrare nella bella ed elegante casa virtuale che sta costruendo. Come scrittrice ha usato anche lo pseudonimo Mary M. Riddle e due suoi racconti sono stati finalisti al Premio Tolkien. Ha vinto anche il prestigioso Solinas e sono pronta a scommettere che Maria Masella continuerà imperterrita a mietere soddisfazioni professionali, e se le merita ampiamente. Prima di concludere, e ci sarebbe ancora tanto da dire su di lei,  voglio sottolineare il lato umano di un'amica che stimo e che ha quasi il pudore di mostrare la sua grande sensibilità di artista e quel suo cuore altrettanto grande.
1) Ciao Maria, benvenuta nel blog Una passione e Oltre. Vuoi dire tu stessa alle amiche del blog chi è Maria Masella?
Una donna con una gran passione per le storie: leggerle e scriverle non mi basta mai. E c’è la vita di tutti i giorni, da gestire al meglio. Un problema per una disordinata come me che fa una cosa e ne insegue mille, non parliamo dei pensieri… Eppure riesco a far marciare tutto abbastanza bene: i miei treni non saranno sempre in orario, ma arrivano!
2)  Hai scritto molto e pubblicato molto, dimostrando una versatilità e un talento notevoli nella narrativa di generi diversi: noir, contemporaneo, romance. In quale ti esprimi al meglio della tua espressività di autrice?
Mi piace scrivere e ogni storia ha la sua giusta tonalità. Devo anche alternare i generi perché, quando scrivo, sono molto coinvolta e sento la necessità di staccare. Dopo due o tre noir mi sento soffocare e così mi accade con i romance: adoro sperimentare, andare avanti. La mia espressività di autrice al meglio? Bella domanda! Se qualcuno sa la risposta me la passi in un foglietto, di nascosto, così scopro su quale genere devo puntare per scrivere un romanzo bellissimo. A buon rendere.
3)Maria, sei stata una prof di matematica per anni, quando hai capito che scrivere era davvero un'esigenza  importante quanto l'insegnamento?
Lo sapevo che prima o poi sarebbe arrivata la domanda sulla “prof di mate”. Quando sono andata alla premiazione per sceneggiature cinematografiche (il Solinas del 2005) gli altri premiati erano tutti addetti ai lavori. Quale è stata la prima domanda: “Come concilia la matematica con la scrittura?” Ho detto la verità ma cercando di farli ridere un po’: “Ho un saldo ed affettuoso matrimonio, non del tutto d’interesse: il mio lavoro d’insegnante. Ho una relazione extraconiugale da anni, un vero amore, e ci frequentiamo spesso in ore notturne: la scrittura creativa. Ciò non esclude che abbia anche qualche altro amorazzo qua e là… la pittura per esempio.”
Senza scherzi, in prima media mi hanno chiesto cosa volevo fare da grande (l’hanno chiesto a tutte, ma l’ho sentita molto personale), ho risposto “lo scrittore”. Risata generale. Ho continuato a scrivere, di nascosto.  Ho insegnato per vivere. Ho scritto, e scrivo,  per VIVERE.
4) Mi hai detto che ti piace alternare al noir il romance, per cui ti chiedo: se tu potessi incontrare un personaggio della Storia per farci una bella chiacchierata,  chi sceglieresti?
Napoleone Bonaparte, con lui potrei chiacchierare di noir (di morti ammazzati era un esperto), di romance (le lettere a Josephine in cui le ordina di non lavarsi perché sta arrivando…) e anche di uno dei periodi storici che preferisco: quello che porta il suo nome. Nota per chi provvederà alla realizzazione dell’incontro: gradirei Napoleone interpretato da Marlon Brando, l’ho visto ragazzina ed è stato colpo di fulmine per quegli anni.
5) Abbiano scritto un'antologia risorgimentale che a marzo le lettrici troveranno nelle edicole per I Romanzi Mondadori, ma secondo te chi ha rappresentato degnamente l'italianità negli ultimi 150 anni?
Il presidente Sandro Pertini. Avrei anche scritto Presidente, ma lui non avrebbe apprezzato la maiuscola.
6) Maria, sei soddisfatta dei risultati professionali che hai raggiunto, sicuramente prestigiosi, oppure hai un  sogno nel cassetto?
Senza sogni non si vive. Sono i sogni che ti fanno scendere dal letto e cominciare la giornata. Professionalmente? Sogno che dalla mia serie Mariani venga realizzata una fiction televisiva. Ci sono andata vicinissima, mi hanno anche pagato un anticipo e poi è sfumato.
7) Ora ti rivolgerò alcune domande che faccio a chiunque intervisto. La prima è: ti senti privilegiata?
Risposta ambigua. Essendo donna in un mondo in cui gli uomini detengono la maggior parte del potere la risposta può essere soltanto no. Però il mio lavoro d’insegnante mi piaceva e mi ha dato molte soddisfazioni. La scrittura è sempre stata un meraviglioso “extra” che la sorte mi ha riservato. Meraviglioso nonostante le ovvie frustrazioni di non riuscire a scrivere bene come vorrei e nonostante il cronico mal di schiena da pc.
Più che privilegiata, direi fortunata. Anche nei momenti peggiori della mia vita un libro da leggere o una storia da scrivere mi hanno aiutato.
8) Qual è stato il tuo primo pensiero subito dopo aver saputo che avrebbero pubblicato un tuo romanzo?
Ho cominciato con un racconto di spionaggio. Era la prima “cosa” che mandavo. Paura che non piacesse ai lettori e soprattutto ai miei. Era un racconto molto duro e cattivo, una storia di terroristi.
9) Se avessi la possibilità di realizzare un desiderio, cosa chiederesti al destino
Nonna diceva di non chiedere mai al destino perché c’è pericolo che il desiderio si avveri. Sto comunque sul banale: SAAS! Salute, Amore, Amicizia, Successo.
10) Qual è il libro che non hai scritto e che avresti voluto scrivere? Hai un'autrice/autore di riferimento?
Fenoglio: Una questione privata. Pavese: I dialoghi con Leucò. Stendhal: La Certosa di Parma. Austen: Persuasione. Faulkner: Assolonne, Assalonne! Durrenmatt: La promessa. Foscolo: l’Ortis. Tolstoj: Guerra e pace. L’ordine dipende dalla luna del momento.
11) Che posizione occupa la scrittura nell'ambito della tua vita?
Importante. Quando non scrivo per troppo tempo è come non essermi potuta incontrare con il mio amante: pelle spenta, capelli che non tengono la piega, umore irritabile, sintomi di melanconia, eccessivo desiderio di gratificazioni alimentari.
12) quali sono i tuoi buoni propositi per il 2011?
Arrivare al 2012. Mi ci metto d’impegno, respirando giorno dopo giorno.

Italia 1853. Durante l’eroico periodo del Risorgimento, il rivoluzionario Bruno Damiani è costretto a tornare clandestinamente in Italia per rintracciare una donna scomparsa nel nulla. Fingendosi marinaio, trova lavoro in un cantiere navale, dove rimane folgorato dalla bellezza di Nora, nipote del vecchio proprietario e vera anima dell’impresa. I due giovani si innamorano, ma sulla loro relazione gravano nubi oscure. Una spia, infatti, ha riconosciuto Bruno e la notizia della sua vera identità sta già arrivando alle orecchie dei gendarmi…

Due detective, il commissario Antonio Mariani e la moglie - ingegnere informatico - cercano di individuare un misterioso serial killer: uomo o donna? Giovane o vecchio? L'unica certezza è che prima di ogni delitto invia messaggi sibillini ed inquietanti, chiari indizi della sua intenzione di colpire il nucleo familiare della vittima. Dalla Foce ai Corsi, da Romanengo a Feltrinelli, si estende una caccia serrata per fermare l'assassino e scoprire la verità. Narrato in prima persona e scritto in forma di dialogo, Morte a domicilio si configura come un inesausto monologo del protagonista, il commissario Antonio Mariani, che inavvertitamente scivola dal preciso e fedele resoconto sulle indagini di polizia intorno ad alcuni omicidi seriali al lacunoso e reticente racconto delle proprie difficoltà matrimoniali.
L'aspetto privato della vita del protagonista assume sempre più importanza, sino a sfociare nello sdoppiamento della figura del detective: accanto al ruolo tradizionale e canonico del commissario si pone quello inconsueto della moglie, ingegnere esperto di problemi di simulazione, 'chiromante tecnologica e computerizzata'.
In una Genova appena accennata, ma tuttavia riconoscibile, si snodano l'indagine poliziesca e quella, legata alla prima con nodi sempre più stretti, sul problematico rapporto di coppia dei protagonisti.

Laura Arnolfini non ha niente che non va: è bella, intelligente, ha una laurea in ingegneria, un master, un lavoro interessante nella sua amata Genova… Manca qualcosa? Da cinque anni ha anche un «fidanzato». Ecco: è lui che non va proprio: Umberto Follini, collega, perbenista ma per nulla incline al matrimonio, anzi desideroso di tenere segretissima la sua relazione, chissà perché... Il perché lo scopre Laura alla vigilia di una romantica vacanza in un hotel di charme vicino a Parigi: il «suo» Umberto sta per sposare la figlia dell’amministratore delegato dell’azienda in cui lavorano entrambi.
Per Laura è uno shock ma anche l’ora della riscossa: abbandonati senza rimpianto appartamento e tailleurini anonimi, si butta con entusiasmo in una Genova allegra, colorata e multietnica, recuperando vecchie amicizie «scombinate», facendone di nuove, e rinsaldando i legami con la sua strampalata famiglia. Per scoprire, fra l’altro, che il club delle belle sceme è molto frequentato, e che vale la pena ogni tanto rivoluzionare la vita propria e quella altrui, per evitare di accontentarsi e per cercare di essere felici.
Una donna comune, Milano, Mondadori (Collana Segretissimo), 1986.
Sconosciuto in treno, Milano, Mondadori (Collana Segretissimo), 1987.
Clandestini, Milano, Mondadori (Collana Segretissimo), 1987.
Sax, Milano, Mondadori (Collana Segretissimo), 1988. 
Etica professionale, Milano, Mondadori (Collana Segretissimo), 1989. 
A colpi di spazzola…, Milano, Mondadori (Collana Segretissimo), 1989. 
Rendez-vous, Milano, Mondadori (Collana Segretissimo), 1989.
Non so chi fui, Chieti, Edizioni Solfanelli, 1992.
Appuntamento sotto la luna [2], Roma, Armando Curcio Editore, 1993.
All’ultimo sole, Roma, Armando Curcio Editore, 1994.
Trappole, Reggio Emilia, Edizioni La Clessidra, 1998. 
Il mio angelo, Roma, Edizioni Le Onde, 1998. 
Per sapere la verità, Reggio Emilia, Edizioni La Clessidra, 1999. 
Questo amore per sempre, Roma, Edizioni Le Onde, 1999. 
L’occasione perduta, Roma, Edizioni Le Onde, 1999.
Morte a domicilio, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2002. ISBN 88-87923-30-2
Il cuore non mente, Milano, Editrice Quadratum, 2002.
Cedere all’amore, Milano, Editrice Quadratum, 2002.
Il diritto di amare, Milano, Editrice Quadratum, 2002.
Le ragioni del cuore, Milano, Mondadori (Collana I Romanzi), 2002.
Sarà per sempre, Milano, Mondadori (Collana I Romanzi), 2003. 
Legami d’amore, Milano, Mondadori (Collana I Romanzi), 2003.
Il dubbio, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2004. ISBN 88-7563-029-1
Scritto nelle stelle, Milano, Mondadori (Collana I Romanzi), 2004. 
La segreta causa, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2005. ISBN 88-7563-082-8
Il cartomante di via Venti, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2005. ISBN 88-7563-144-1
Giorni contati, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2006. ISBN 88-7563-191-3
Mariani. Il caso cuorenero, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2006. ISBN 88-7563-234-0
Io so. L'enigma di Mariani, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2007. ISBN 978-88-7563-324-0
Primo, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2008. ISBN 978-88-7563-426-1
Belle sceme!, Corbaccio, 2009. ISBN 978-88-7972-961-1
Ultima chiamata per Mariani, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2009. ISBN 978-88-7563-520-6
Mariani e il caso irrisolto, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2010. ISBN 978-88-7563-555-8

MARIANGELA CAMOCARDI

A TU PER TU CON... CARLA MARIA RUSSO

Credo che presentare Carla Maria Russo sia superfluo perchè il suo biglietto da visita sono i libri che ha firmato. Scrittice apprezzata e conosciuta che si divide tra la narrativa per ragazzi e quella storica, vanta titoli di successo come "Il cavaliere del giglio" di prossima ristampa nel 2011, "La sposa normanna",  "L'amante del doge", tanto per citarne alcuni. Quest'ultimo racconta la storia della bellissima Caterina, di cui il facoltoso rappresentante della Serenissima Tron si invaghisce appena la vede. E la vuole a ogni costo perchè è un uomo potente che si concede ogni capriccio, perciò osa proporle un cinico patto: abbandonare il marito e divenire la sua amante fino a quando a lui piacerà, in cambio della sicurezza economica e della promessa di non intromettersi nella sua vita privata. Lei accetta, nonostante questo la renderà un'adultera, perchè lasciare l'uomo che ha sposato significa per lei diventare una donna autonoma e libera di operare le proprie scelte, quali che siano. Caterina è anticonformista e non si cura del disprezzo della società, che non le perdona la coraggiosa sfida alle sue regole. Ma Tron, contro ogni aspettativa e contro la sua stessa volontà, è costretto ad ammettere che il legame con la Dolfina si è trasformato in un sentimento che non può ignorare e che esige una improrogabile e difficile scelta. Un romanzo che consiglio a chi ama l'atmosfera storico/romantica che Carla Maria sa creare con magistralmente.
Ma ora voglio parlare della sua ultima fatica letteraria. Durante il suo intervento al Romantic Rome, leggendo ad alta voce alcuni passaggi di LOLA NASCERA' A DICIOTT'ANNI,  Carla Maria Russo, della quale ho il privilegio di essere amica, si è commossa. Ho avuto l'identica reazione leggendo questo toccante romanzo che, lo confesso, avrei voluto scrivere io. Ambientato in una Milano che strazia, semidistrutta dai bombardamenti e dove i militi della Brigata Fascista Ettore Muti seminano terrore e sevizie nei confronti di chi ha la sventura di cadere nelle loro mani, Mara e Mario ne sono gli indimenticabili protagonisti e conquistano subito tutta l'attenzione del lettore. Due nomi simili per una donna e un uomo toccati dalla grazia del vero amore, quello che tutti sognano e pochi incontrano. Se non fosse però contrapposto alle atrocità della seconda guerra mondiale, con la sua scellerata crudeltà, con gli egoismi degli uomini, più devastanti del conflitto stesso, e un efferato delitto che fa da sfondo. Carla Maria è l'abile  regista di una storia profondamente realistica che sa arrivare dritto al cuore di chi legge. Ma anche commovente e capace di emozionare in modo altrettanto profondo. La narrazione si snoda da un  parlato all'altro dei vari personaggi che si alternano di volta in volta sulla scena. Personaggi  delineati con inappuntabile competenza storica da Carla Maria Russo, il cui  talento espressivo rende sciolto e originale il testo proprio in virtù di un ritmo incalzante che induce a leggerlo d'un fiato. LOLA NASCERA' A DICCIOTT'ANNI  è senza dubbio uno dei più intensi romanzi che ho letto, e la sua autrice è una firma italiana di cui essere orgogliosi.
Nella Milano grigia e dolente degli anni più duri della seconda guerra mondiale, quelli dei bombardamenti, delle stragi, dei morti abbandonati nelle vie, delle vite immolate, talvolta per libera scelta, in nome di un ideale, talaltra per la brutalità degli eventi, cresce fra mille difficoltà un amore miracoloso che donerà ai due giovani protagonisti, Mara Bonfanti, bella, elegante e di buona famiglia, e Mario Canevari, operaio delle acciaierie, momenti di indicibile gioia e altri di sofferenze strazianti. La bimba, frutto del loro amore, verrà abbandonata al suo destino appena nata e Mara sarà costretta, dalla madre e dalle convenzioni sociali, a sposare il generale Pepe, un uomo molto più anziano di lei, alto ufficiale della Brigata Fascista Ettore Muti. Quando, una notte, il generale Pepe verrà trovato morto nella sua casa, dell’assassinio si confesserà colpevole Mara, condannata per la sua colpa al carcere a vita. Dovranno passare diciotto anni prima che una lettera anonima giunga a disseppellire un passato dimenticato e a gettare una luce nuova e sorprendente su quegli eventi lontani.
Un romanzo corale e incalzante, minuziosamente accurato nella ricostruzione di una città, di un’epoca e delle psicologie dei personaggi, di diversa estrazione sociale ma della stessa tragica statura. Un romanzo nel quale tutti pagano un prezzo al momento storico in cui è toccato loro vivere e agli egoismi che sempre genera ogni guerra, rendendo ciascuno dei protagonisti vittima e carnefice.
1) Ciao Carla Maria, credevo di conoscerti bene come scrittrice avendo letto, tanto per citare un paio di titoli, "La sposa normanna" e "L'amante del Doge", eppure mi hai piacevolmente stupito con il tuo ultimo romanzo, "Lola nascerà a diciott'anni". Stupita sia per l'originalità di come hai sviluppato la narrazione, sia per la storia stessa, intensa e bellissima. Come ti è venuta l'idea di Lola? Ne vuoi parlare alle lettrici di Una passione e Oltre?
Spesso l'ispirazione per un romanzo mi giunge da un particolare che, per qualche motivo, mi colpisce, attrae la mia attenzione. In questo caso, la circostanza è stata la morte di un giovanissimo ragazzo, di nome Giuseppe Canevari, catturato una sera, intorno alle diciotto, in Piazza Duomo, a Milano, mentre attaccava manifestini antifascisti e condotto nella sede della brigata fascista Muti, dove è morto nel corso della notte, massacrato di botte, in modo feroce e crudele. Sono andata in biblioteca e ho cercato gli atti del processo alla brigata Muti, dal quale ho ricavato molte altre informazioni interessanti. Poco a poco, la storia ha preso forma intorno a questi elementi e ad altri fatti di cronaca, relativi agli anni della guerra, di cui avevo letto nei giornali dell'epoca.
2) Questo romanzo è innovativo rispetto a quelli da te scrtti in precedenza. Significa che hai trovato una nuova forma di espressività, e che le prossime opere saranno raccontare nello stesso modo?
Non è facile rispondere a questa domanda in quanto non so prevedere dove mi porterà il futuro. Io mi innamoro di storie, sempre tratte dalla realtà, le quali contengono già delle loro caratteristiche interne che rispetto e tendo a non modificare. Può capitare, come il Lola, che intrecci fra loro più storie vere, creandone una nuova. Quanto al modo di raccontare, alla forma estetica della narrazione, ogni storia trova una sua strada, una sua veste sensibile che la rende, almeno per qualche aspetto, originale e diversa dalle altre che ho già raccontato. In questo senso, ha grande importanza, a mio avviso, la creatività, la fantasia, l'estro narrativo di chi narra. In ogni caso, fino a quando non scatta dentro di me l'ispirazione giusta, non inizio a scrivere. Per Lola nascerà a diciott'anni ricordo che è arrivata alle dieci di sera e mi sono precipitata al computer, scrivendo di getto oltre venti pagine, per timore che mi sfuggisse.

3)Cosa stai scrivendo in questo momento, e a quando il prossimo inedito in libreria di Carla Maria Russo?
A conferma di quanto ho appena detto, sto lavorando a due storie molto diverse fra loro e molto lontane nel tempo: una è un romanzo storico ambientato nel medio evo, con una protagonista femminile che io adoro, l'altro è un romanzo ambientato ai nostri giorni ( anni settanta) che ruota intorno a un misterioso assassinio, con due vicende diverse che si incrociano fra loro.
4) Cosa pensi dell'enorme difficoltà a pubblicare in Italia, dove è già difficile imporsi su un mercato aperto quasi esclusivamente alla narrativa di importazione?
Annosa questione. Il punto è che in Italia  si legge pochissimo e si acquista ancor meno e dunque le case editrici sono sempre in affanno per far quadrare i bilanci, che oggi contano molto di più del valore di ciò che viene pubblicato. Per questa ragione, preferiscono non rischiare e puntare su romanzi che hanno già riscosso successo all'estero. La predilezione assoluta va ai romanzi provenienti dal mercato inglese il quale, per la sua vastità, offre una grande disponibilità di romanzi in grado di assicurare un buon successo di vendita. L'obiettivo cui tendere in Italia sarebbe quello di allargare la base dei lettori. Ma, come avrebbe detto De Gaulle, questo è un vasto programma.
 5)Che consiglio daresti a chi è determinato a diventare scrittrice/ scrittore?
Di perseguire il suo sogno solo se è sicuro in cuor suo di essere, ed essere stato sempre, fin dall'infanzia, un accanito e maniacale lettore. Se così non è, lasci perdere. Il romanzo possiede  modi, ritmi e caratteristiche che non possono essere insegnati a tavolino ma solo introitati, per così dire, attraverso un lungo apprendistato di lettura, libro dopo libro, goccia dopo goccia, senza che neppure se ne sia consapevoli.
6)Scrivere era proprio quello che desideravi fare come professione?
 Non ho mai progettato né programmato di intraprendere la strada della scrittura, tanto è vero che vi sono arrivata piuttosto tardi e in modo abbastanza casuale. Neppure sapevo di essere in grado di scrivere un romanzo. Ignoravo in modo completo una larghissima parte del mio mondo interiore, alcune mie doti e abilità mi erano del tutto sconosciute. Devo questa scoperta alla mia passione per la ricerca storica, attraverso la quale mi sono imbattuta in vicende umane così avvincenti che mi è venuto desiderio di raccontarle. Così mi sono cimentata con il romanzo ma per parecchio tempo ho lasciato i miei lavori nel cassetto.
7) Sei un'autrice di grande successo nell'editoria per ragazzi: trovi più gratificante creare storie per i giovanissimi oppure ti esprimi al meglio in quella destinata agli adulti?
Mi piace esprimermi in entrambi i campi e provo analoga soddisfazione, a patto di avere una buona storia da narrare, che mi convinca e soprattutto mi appassioni. Passione e immedesimazione rappresentano per me le condizioni irrinunciabili per scrivere.
8) Ti senti privilegiata?
Solo nel senso che, come spiegavo anche prima, la scrittura mi ha consentito di conoscere una parte di me sepolta e ignota, che è stato molto gratificante scoprire. Inoltre creare qualcosa che prima non esisteva e che esiste grazie alle tue capacità, può regalare grandi emozioni. Attenzione però: si deve essere pronti anche a misurarsi con il fallimento e la critica e saper essere, in quel caso, intelligenti e forti.
9)Qual è il libro che non hai scritto e che avresti voluto scrivere? Hai un'autrice/autore di riferimento?
Più d'uno e più d'una, tanto che preferirei non scegliere. Tuttavia, per non sottrarmi alla domanda e facendo torto ad altre, scelgo Irene Nemirovsky. Due fra i libri che avrei voluto scrivere: Suite Francese, Memorie di Adriano.
10) Carla Maria, l'ultima curiosità: che posizione occupa la scrittura nell'ambito della tua vita? Voglio dire, sei pervasa dal sacro fuoco dell'arte al punto da trascurare tutto il resto quando sei ispirata, oppure anteponi a essa altri valori che consideri prioritari?
Considero la scrittura parte della mia vita, importante tanto quanto altri fattori. Realizzarsi sul piano personale è fondamentale per il proprio equilibrio e benessere. Se senti di avere espresso delle qualità, se non ti senti frustrata e insoddisfatta, forse riesci anche a essere una madre, una compagna, un'amica migliore. Nella vita quotidiana mi capita di dovermi sempre barcamenare fra mille pressioni e impegni, per cui è difficile farsi possedere dal sacro fuoco dell'arte ed escludere il resto del mondo, tranne nei momenti in cui vengo “folgorata” da un'idea importante ma labile, che va fissata subito su carta ( o su computer) per non rischiare di perderla. E allora mi può capitare di scacciare i disturbatori in malo modo.

Grazie per averci voluto concedere questa intervista che, ne sono certa, le amiche del blog gradiranno.