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27 gen 2016

RECENSIONE: - DARK PARADISE - WINTER RENSHAW


DARK PARADISE
Self Publishing
Pagine 346
autoconclusivo

Dark Paradise è l’ultimo romanzo pubblicato da Winter Renshaw, un’autrice partita in sordina ma che comincia a farsi notare per una capacità di creare storie intriganti e sensuali.
Qualcuno ha voluto paragonare quest’ultimo romanzo a una versione in chiave politica di Pretty Woman.
Parte di questa affermazione nasce dal fatto che la protagonista è una prostituta d’alto bordo, che viene ingaggiata da un misterioso politico per una cifra astronomica.
La storia in sé non è originalissima anche se, oggi come oggi, credo sia impossibile inventarsi qualcosa che non sia stato già a suo modo rimaneggiato da altri.
Tuttavia Dark Paradise si distingue e mi è piaciuto, per un motivo preciso.
L’autrice sceglie due personaggi estremamente cinici e al tempo stesso due sognatori. Due persone che hanno rinunciato a tanto, per onore ma anche per ambizione.
Camille e Roman sono due individui complessi e dalle mille sfaccettature e ammetto che mi hanno intrigata molto.
La protagonista è una donna stupenda che vende il proprio corpo a politici rinomati e fin qui niente di nuovo sotto il sole, direte voi. Eppure l’aspetto che mi ha colpito di questa figura femminile è il suo essere “reale”, vera nella sua falsità.
Camille non è bella per nascita, ha lavorato sodo per diventare quell’essere sensuale, perfetto ed elegante che di fatto è. Si è rifatta il naso e il seno, si sottopone a ore di palestra, mangia come un passerotto, investe in trucco, abiti e parrucchiere.Tutto ciò che vende è stato duramente costruito con sacrifici personali, sia fisici che emotivi.Camille viene pagata per regalare notti da sogno a uomini che non hanno tempo per l’amore e i sentimenti; persone che devono continuamente dosare le parole e le emozioni; persone abituate a dare un prezzo a tutto e che considerano le persone come pedine strategiche per i loro piani.
Nonostante frequenti un ambiente corrotto e pericoloso, Camille è una persona splendida. Èambiziosa, questo è vero, ma ha un suo codice d’onore, non si concede mai a uomini sposati, e un obiettivo nella vita, il lavoro che fa è solo un mezzo per accumulare velocemente denaro e cercare di coronare il suo sogno di attrice.
Roman è il primogenito del presidente degli Stati Uniti: è bello, è ricco, proviene da una famiglia rinomata (pensate ai Kennedy per intenderci) ed è nato per divenire un giorno anche lui un futuro Presidente. Tutta la sua vita è stata programmata per raggiungere quell’obiettivo e in un contesto del genere la sua futura moglie è una pedina fondamentale da muovere nello scacchiere, troppo importante perché la scelga da solo sulla base di stupidi sentimenti. Nonostante il contesto in cui vive e le privazioni affettive cui è stato sottoposto, Roman resta un uomo passionale e gentile, un uomo che non crede nell’amore semplicemente perché in vita sua non l’ha mai sperimentato.
A uno dei tanti eventi mondani Roman incontra Camille e ne resta folgorato. La trova bellissima, di un’eleganza innata e l’idea che sia accanto all’ennesimo vecchio senatore panciuto e depravato lo disgusta. Così per un anno lavora nell’ombra, cercando di scoprire di più su una delle più rinomate prostitute di New York e soprattutto facendo il possibile per sottrarla al suo ultimo amante e legandola a sé con una proposta irrifiutabile.
La cifra che le promette è astronomica.
La richiesta di essere bendata durante i loro incontri, niente di così inusuale per gli ambienti frequentati da Camille.
Quello che nessuno dei due si aspetta è che questi incontri sporadici e puramente sessuali, diventino un paradiso oscuro dove togliere la maschera invisibile che entrambi indossano da sempre ed essere realmente se stessi.
Camille per la prima volta in vita sua prova piacere, il corpo che non può vedere ma solo percepire attraverso gli altri sensi è giovane, sensuale, passionale e invece di chiedere sembra interessato più a donare.
Roman scopre che di notte con Camille può essere il ragazzo semplice e spensierato che non ha mai potuto mostrare a nessuno.
Ma quando si gioca a quei livelli il rischio di rimanere scottati è molto alto. Camille viene derubata di un prezioso diario in cui annota tutti i particolari relativi agli incontri con i suoi clienti: nomi, date, luoghi e preferenze sessuali. Considerava quegli appunti la sua assicurazione sulla vita, perché è sempre stata consapevole che le persone che la pagavano profumatamente non si sarebbero fatte scrupoli ad eliminarla qualora la sua esistenza avesse potuto minare la loro carriera politica.
Roman d’altro canto viene incastrato dalla madre in un matrimonio che sulla carta sembra perfetto, ma che dietro nasconde solo meschinità e brama di potere.
Non voglio svelare molto di più della trama, che oltre agli incontri bollenti, ma anche descritti in modo piuttosto raffinato, nasconde un piccolo giallo.
Confesso che avrei dato a questo romanzo cinque stelle più che meritate se non si fosse perso sul finale. La bellezza di questastoria è proprio nella cruda rappresentazione di un mondo corrotto e spietato, pertanto far finire tutto in modo scontato e zuccheroso mi è sembrato un’assurdità.
Personalmente l’autrice mi ha dato l’impressione di voler affrettare gli avvenimenti sul finale, perché da un certo momento in poi, per l’esattezza da quando Camille scopre cosa e chi sta tramando alle spalle sue e si Roman, tutto viene spiegato in modo meno approfondito. Camille è e resta una prostituta notissima, Roman è e resta il figlio di una delle famiglie più ricche , più potenti e più conosciute d’America. Per quanto le persone possano fare scelte radicali, il passato resta e non può essere cancellato con un colpo di spugna. Non dico che l’autrice non dovesse regalare al lettore il tanto amato happy end, dico solo che io ci avrei lavorato di più. Avrei spiegato meglio gli eventi che seguono alla fatidica rivelazione e magari mi sarei inventata un finale felice ma un po’ più credibile.
Resta il fatto che la storia è, per due terzi del romanzo, molto interessante e ben scritta e anche se la fine è un po’ banale, francamente resta un ottimo lavoro, che consiglio agli amanti del genere.

Giudizio complessivo: bello


RECENSIONE A CURA DI
MISST
misst.books@gmail.com

5 set 2015

RECENSIONE: - NEVER KISS A STRANGER - WINTER RENSHAW


NEVER KISS A STRANGER 
self-published
Pagine 274

«Mai baciare uno sconosciuto. Non in questa città» questo è il consiglio, ovviamente disatteso, che la protagonista riceve da sua sorella e che dà il titolo a questo romanzo.
Addison Andrews, una giovane agente immobiliare, fin troppo concentrata sul lavoro, decide di concedersi una notte di follia, contattando un uomo su un sito di appuntamenti.
Tutto ciò che Addison sembra desiderare è un’ora di sesso, senza impegno e senza conseguenze. Ciò che la nostra giovane donna in carriera non può immaginare è che Wilder Van Cleef non è soltanto un uomo estremamente attraente e capace di farle provare brividi tra le lenzuola mai sperimentate prima, ma soprattutto è una persona che come lei ha sofferto per amore e che non vuole alcun tipo di legame.
Ora, fin qui tutto bene se non fosse per il fatto che, da questo momento in poi (ciò le prime 10 pagine), la storia comincia a mio giudizio a essere poco credibile.
Wilder, uomo di ghiaccio, dopo la prima notte di sesso decide che Addison è qualcosa di più e desidera rivederla.  Mentre Addison, che ha ovviamente incontrato un uomo bello, ricco e desideroso di amarla e proteggerla, dopo neanche il secondo incontro, sente di essere già emotivamente coinvolta… da cosa sinceramente non saprei dire.
Consigliata da sua sorella Coco, (giornalista in ascesa e protagonista del successivo romanzo “Never is a Promise”), Addison accetta, dopo qualche momento di incertezza, di avere una relazione stabile con Wilder, senza però rivelargli di essere innamorata di lui.
Ora, premesso che se contattassi un uomo su internet  il massimo che riuscirei a ottenere è un tipo panciuto, peloso, di mezza età, povero in canna e fedifrago per professione; quello che proprio non mi è piaciuto di questo romanzo è proprio la superficialità dei sentimenti provati dai protagonisti.
Wilder e Addison sono stati duramente feriti dai loro precedenti partner ma non lo raccontano, non si scambiano confidenze. Wilder sembra leggere molto bene l’animo di Addison eppure non le rivela nulla di sé e del suo passato. Persino quando organizza un piccolo tranello per punire l’ex di lei, colpevole di averla messa in cattiva luce sul lavoro e di averla fatta soffrire in passato, neanche in quella occasione si degna di darle spiegazioni e Addison non sembra interessata a chiederle, così come non sembra intenzionata a raccontare nulla di ciò che prova.
Ora mi chiedo: cosa li ha realmente portati a provare sentimenti, a loro dire, così forti?
 Il bello però deve ancora arrivare, Addison e Wilder scoprono che i loro rispettivi genitori, immaturi, egocentrici e apparentemente specializzati in matrimoni fallimentari, si sono conosciuti e sposati in tutta fretta.
Da questo momento in poi “tecnicamente” sono fratellastro e sorellastra. Addison vive questa situazione come imbarazzante e peccaminosa, preoccupandosi di ferire i sentimenti di sua madre, che detto tra noi non si è mai curata troppo né di lei, né di sua sorella maggiore, Coco.
Quest’ultima, non appena scopre che Wilder è diventato il loro fratellastro, ordina letteralmente alla sorella di lasciarlo perché lo scandalo potrebbe rovinarle la carriera… mah! Persino quando la vede piangere per settimane intere, continua a ripeterle che passerà e che le loro vite professionali sono più importanti.
La domanda mi sorge spontanea, sono io di larghe vedute o a New York si scandalizzano per niente?
Francamente non sono riuscita bene a comprendere i motivi per cui due persone che non hanno reali legami di sangue, che non sono cresciute sotto lo stesso tetto e che fino a pochi giorni prima erano due perfetti sconosciuti, dovrebbero creare scandalo rivelando ai propri rispettivi genitori di avere una relazione. Non nego che la cosa possa risultare strana, ma addirittura apparire peccaminosa, mi fa sorridere. In America ci si risposa con estrema frequenza e immagino che la situazione di Addison e Wilder statisticamente possa verificarsi.
Non vi svelerò il finale, lo scoprirete da soli se vorrete leggere questo romanzo. Ci tengo però a segnalarvi un altro paio di aspetti da considerare prima dell’acquisto.
“Never Kiss a Stanger” non è diviso in capitoli, ma soprattutto, aspetto davvero sgradevole, è basato sull’alternanza dei Pov di Addison e Wilder. Peccato che non ci sia nulla che ci permetta di comprendere quando si passa da un Pov a un altro. Il lettore, così, si ritrova spiazzato e confuso, realizzando, solo qualche riga dopo, che i pensieri non sono più quelli di Addison ma quelli di Wilder o viceversa. Per quanto riguarda la lingua, francamente mi sento di sconsigliarlo a chi non legge fluentemente l’inglese.
Ah, ultima chicca, l’autrice ci ha tenuto a precisare nella sinossi che è un romanzo per adulti, vista la presenza di scene di sesso. Per dover di cronaca preciso che, se pensate questo sia un romanzo erotico, vi sbagliate di grosso perché nessuna scena di sesso è descritta in dettaglio, oserei dire che non è descritta affatto. Credo che questo sia uno dei libri più casti che io abbia mai letto.
In sintesi non  mi sento di consigliarlo. In giro c’è di meglio.


Giudizio complessivo: così così
RECENSIONE A CURA DI MISST
misst.books@gmail.com