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28 feb 2022
ALESSANDRO DIRENZO
2 nov 2021
D.B.LANA
D.B.Lana è l’abbreviazione di Debora
Biancalana.
Sono nata a Perugia, ho conseguito la
maturità scientifica e poi mi sono laureata in Economia e Commercio.
Dopo aver lavorato per tredici anni nel
settore contabile - amministrativo in varie aziende e studi commerciali, nel
2011, ho lasciato il lavoro per occuparmi dei miei tre figli. In quell’anno ho
iniziato a scrivere questo primo romanzo, terminato nel 2014 e poi auto
pubblicato su Amazon a dicembre 2020.
Ho iniziato a scrivere per una
sopraggiunta esigenza di dare sfogo alla mia fantasia e sono riuscita a farlo
grazie al mio papà che mi ha insegnato la volontà e la costanza di scrivere e
alla mia mamma che, con il suo aiuto, mi ha regalato il tempo per realizzare
questo sogno. Il libro è dedicato a loro che ora sono al di là delle nuvole.
Il mio hobby per il disegno e la pittura
mi ha portato a collaborare con Francesca Tomasini, illustrando alcune sue
poesie pubblicate su Amazon a febbraio 2021 nella “Raccolta di poesie Blu”.
Un’altra passione è la musica: mi piace
ascoltarla e mi lascio ispirare da lei, tanto che nei miei romanzi non manca
mai una play list.
Sono una lettrice in prevalenza di
romanzi d’amore e di questo genere ho iniziato ad apprezzare, da principio,
autori famosi (Kathleen E. Woodiwiss,
Nicholas
Sparks, Sveva Casati Modignani…)
fino ad arrivare, oggi, a leggere autori e autrici emergenti, contemporanei sia
italiani (Felicia Kingsley, Anna Premoli, Silvia Avallone, …) che stranieri (Nicolas
Barreau, Ali McNamara…), nonché romanzi auto pubblicati (Amabile Giusti,
Virginia Dellamore…). Per essere sincera, colui che mi ha appassionato
maggiormente e che per primo mi ha portato nel fantastico mondo della lettura è
Ken Follett; scrittore non romantico ma di magistrale bravura, di cui ho letto
quasi tutti i romanzi.
Oggi continuo a lavorare come impiegata
part-time, faccio la mamma, ascolto musica, leggo, scrivo e dipingo.
PRESENTAZIONE
Il romanzo nasce dall’idea di raccontare una storia d’amore che muove i
primi passi in un contesto frivolo e leggero come quello dei reality per poi
indagare come il rapporto possa ripercuotersi nella vita reale.
Dai sogni di gloria e di successo fondati sul puro desiderio di
divertimento e di ricchezza si passerà a dover affrontare scelte importanti che
faranno capire ai protagonisti quali sono i veri valori della vita: l’amore e
la famiglia.
È una storia attuale che si rifà a situazioni reali, tipiche della nostra
società, ma che si complica in circostanze romanzate dai risvolti inaspettati.
È una favola moderna in cui il principe è un affascinante ragazzo, appena
laureato in architettura, che sogna di recitare e Cenerentola è una bellissima
ballerina che, dopo essere stata un’insignificante collegiale e aver fatto la
badante, sfonderà nel mondo dello spettacolo.
È un romanzo adatto a un pubblico di tutte le età e che, quindi, per
argomenti e stile narrativo, può essere letto sia da adolescenti che da adulti.
TRAMA
Gioia, una giovane ballerina di pole dance, si innamora di Maurizio, un
affascinante disegnatore di fumetti che vuole diventare un attore. Con lui
vivrà una passione travolgente, mentre sarà lanciata con successo nel mondo
dello spettacolo; ben presto, però, si ritroverà a dover lottare per
conquistare l'amore di Maurizio, a dover assistere al naufragio di
un'importante amicizia e a dover risolvere problemi familiari, oltre che a
elaborare dolorosi lutti.
Sullo sfondo della storia d’amore di Gioia e Maurizio si muove un
personaggio enigmatico: il Generale William Bundì. Uomo freddo e cinico, Bundì
rimane nell’ombra a manovrare i fili della vita di Gioia, fino a quando,
costretto a uscire allo scoperto, dovrà svelare le verità di un passato
scomodo, un passato che ha fortemente condizionato tutta la vita della ragazza.
A Firenze, Roma e Londra, Gioia sogna di costruire la famiglia che non ha
mai avuto e, ogni volta che alza lo sguardo al cielo, vede una nuvola prendere
la forma di un cuore; questo perché, nonostante tutto, qualcuno veglia su di
lei.
RECAPITI
Facebook: Debora Biancalana
Instagram: dblanabooks e dblanaart
ESTRATTO
PROLOGO
10
dicembre 2012
Il cielo era velato da uno strato di
soffici nuvole bianche e, nonostante l’aria fredda e frizzante penetrasse nei
polmoni come fosse ghiaccio fuso, il sole faceva capolino per rendere luminosa
quella mattinata di dicembre.
Uscita dall’edificio della Rai, ferma
sugli scalini davanti al grande portone d’ingresso, Gioia cercava di scacciare
il senso d’inquietudine che aveva provato passando vicino all’albero di Natale
riccamente addobbato, che troneggiava nello spazio antistante alla portineria.
Era appena tornata da New York e lì le
luminarie, i negozi di Manhattan, la neve e i numerosi Babbo Natale con i
campanacci le avevano dato un’euforia fanciullesca che non aveva mai potuto
provare nei Natali della propria infanzia, molti dei quali passati in collegio
con le suore. Quei pochi giorni di dicembre passati nella City le erano
sembrati fiabeschi, quasi irreali. Ora, però, non si trovava più negli Stati
Uniti, dove aveva trascorso sei meravigliosi mesi impegnata in un corso di
danza professionale all’Accademia di Broadway; era tornata a casa e qui, da
vent’anni, ogni singolo Natale della sua giovane esistenza, aveva dovuto
assistere al frantumarsi delle aspettative per questa festa che per lei non era
mai stata né magica né speciale.
Comunque il presente Natale avrebbe
dovuto rappresentare una svolta, almeno Gioia lo sperava e intanto c’era da
festeggiare il nuovo e importantissimo ingaggio.
Alzò gli occhi al cielo pensando che la
sua mamma sarebbe stata orgogliosa e felice e, come al solito, quando pensava a
lei guardando su verso l’infinito, una nuvola prese la forma di un cuore. Gioia
sorrise commossa, avvicinò alle labbra le mani unite anch’esse per formare un
cuore, e lanciò un bacio verso il cielo, poi si mosse per raggiungere l’auto
parcheggiata lì vicino. Era attesa a “Palazzo Bundì”, convocata per una
questione molto importante.
Venne annunciata dal maggiordomo e fatta
entrare nello studio del padrone di casa.
Gioia si precipitò verso l’anziano
signore, lo abbracciò stringendolo forte e sprofondando nel suo ampio torace;
lui la baciò sulla fronte.
«Mi sei mancato!»
«Anche tu Gioia, non sai quanto.»
«Mi dispiace di averti lasciato solo, ma
era necessario fare questo corso per avere l’abilitazione all’insegnamento
della danza.»
«Lo so,» la rassicurò, «non ti
preoccupare.»
Il tempo appena trascorso era stato
necessario anche a lui per organizzare ciò che sarebbe accaduto da lì a poco.
Si misero seduti con la scrivania che li
divideva.
«Ho dovuto anticipare di qualche giorno
il mio rientro perché oggi c’è stato un incontro fra i vertici Rai e gli
organizzatori del Festival di Sanremo.» Lei gli fece un grande sorriso. «Hai
davanti a te la valletta della prossima edizione!»
«Oh no! Gioia!» si accigliò. «Non mi dire
che hai già firmato!»
«Sì.»
Lui esasperato sollevò il viso verso il
soffitto.
«Ma come mai sei così contrariato?»
«Lo sai! Ricominciamo con il circo
mediatico! Pensavo che non mi sarei più dovuto preoccupare di finire sui
giornali.»
«Ci sei mai finito?» chiese Gioia con una
punta d’ironia.
«No, non ancora. Ma…»
«Ma anche questa volta non ci finirai!
Fidati» lo rassicurò.
L’anziano signore rimase perplesso,
sapeva che per un tale evento televisivo sarebbe stato impossibile sfuggire
alla morbosa curiosità di certi giornalisti per la vita privata di Gioia. L’organizzazione
di cui era stato capo per tanti anni avrebbe evitato solo il diffondersi dei
particolari più sensibili e confidenziali mentre, questa volta, tutto il resto
sarebbe senz’altro venuto a galla.
«E poi,» proseguì Gioia, «con i soldi che
guadagnerò potrò finalmente realizzare il sogno di aprire una scuola di danza.
Devo solo trovare la location ideale.»
«Se è per questo, ti avrei dato io tutti
i soldi di cui hai bisogno e in realtà ho già pensato a un locale perfetto.»
Gioia rimase a bocca aperta, lui
continuò: «Sono anni che la sala al piano disotto non viene più usata e dubito
che se ne possa fare un uso migliore. Ho interpellato anche un architetto per
capire la fattibilità della trasformazione.» Consegnò dei fogli alla ragazza.
«Ecco il progetto.»
«Grazie,» lei lo analizzò, «io sono senza
parole. Grazie!» Ci fu un momento di silenzio poi sorridendo gli fece una
domanda: «Hai già iniziato i lavori?»
«No, certo che no! Sarai tu a decidere
come e quando.»
«Bene, visto che prima avevo intenzione
di chiederti il permesso di utilizzare la sala per un ricevimento. Posso?»
«Puoi fare quello che vuoi.» Le porse una
busta chiusa. «Questo è il mio regalo di Natale per te.»
«Ma perché me lo dai oggi?» Gioia piegò
la testa e lo rimproverò: «Dovevi farmela trovare sotto l’albero il giorno di
Natale!»
«Lo sai che io non ci so fare. I giorni
di festa mi mettono a disagio, quindi ho preferito dartelo oggi.»
In realtà, era stato spinto ad anticipare
la consegna del regalo dal presentimento di ciò che sarebbe avvenuto in seguito
alle rivelazioni che doveva farle quel giorno.
«Ti ho intestato il piano disotto. La
sala è tua» spiegò lui.
Gioia aprì la busta con mani tremanti.
Lasciò cadere i fogli, si alzò, lo
raggiunse, si sedette di lato sulle sue ginocchia e lo abbracciò baciandolo
sulla guancia.
«Grazie. Allora era questa la cosa
importante di cui volevi parlarmi?»
«No» rispose mutando espressione,
facendola alzare e alzandosi a sua volta.
«E cos’altro? Lei non è qui? Non è
venuta?» chiese timorosa. «Vuoi portarmi a Cape Town?» domandò infine
speranzosa, anche se tali speranze si infransero quando notò il velo che gli
era calato sul viso.
L’inquietudine provata quella mattina
davanti all’albero di Natale tornò inesorabile.
«Prima parlami della festa che vuoi
organizzare.»
L’anziano signore cercò di rilassarsi,
voleva prendere ancora un po’ di tempo, ma i suoi occhi rimasero scuri, la
fronte corrugata e la bocca seria. Gioia riconobbe il cipiglio torvo che lo
aveva sempre contraddistinto nei primi momenti della loro conoscenza.
Quante cose erano cambiate da allora, lui
si era trasformato così come, nel corso degli ultimi tre anni, la vita di Gioia
era stata completamente stravolta.
2010
1
Gioia camminava lenta lungo la via del
ritorno, da lì a poco sarebbe rientrata nell’accogliente casa di Teresa.
Dopo aver vissuto per diciotto anni nel
collegio annesso al convento di Santa Maria a Firenze, le suore l’avevano
inviata a Borgo Mario per occuparsi dell’assistenza dell’anziana signora.
Teresa era una persona molto gradevole,
una simpatica signora settantacinquenne che non l’annoiava mai e che, in ogni
occasione, la coinvolgeva in conversazioni acute e intelligenti. In quei mesi
le aveva trasmesso tanti insegnamenti utili per affrontare la vita e per questo
le voleva un gran bene, le confidava ogni cosa e aveva cominciato a
considerarla una specie di nonna adottiva, affezionandosi a lei sempre più.
Le era stato fatto un regolare contratto
di lavoro a tempo indeterminato come badante, che prevedeva la formula vitto e
alloggio…
4 set 2021
MONIKA VENUSIA
Salve sono Monika Venusia scrittrice di romanzi d'amore.
Vengo da Pomigliano D'arco e scrivo da quando ero piccola. In vacanza mi portavo sempre quaderni penne e libri e in ogni momento scrivevo o leggevo. Solo però da febbraio di quest'anno ho pensato di realizzare il mio desiderio di pubblicare in self tramite Amazon. Ho 44 anni i miei autori preferiti sono Danielle Steel di cui ho letto tutti i suoi libri e Kathleen Woodiwiss che ho adorato per le tematiche rosa e un po' erotiche, anche di questa autrice ho letto praticamente tutto. Leggo anche fantasy che mi piacciono molto. I miei hobby sono leggere, viaggiare, creare disegni nelle piattaforme grafiche e mi piace fare le torte. Sono sposata.
La mia ispirazione nasce da alcune tematiche che possono essere eventi che potevano andare diversamente tipo una sliding doors oppure da sogni o anche dalla mi fantasia che a volte crea immagini e un embrione che poi col tempo diventa e si sviluppa in una storia. La scrittura è soprattutto passione e a dirla tutta mi piace moltissimo.
Potete trovarmi su:
Facebook: Monika Venusia
Instagram Monika Venusia
Qualche minuto dopo parcheggiò e scese dalla macchina, chissà cosa aveva fatto quella sera. Sorrise, seppure con un po' di malinconia, era inutile credere a delle cose che non sarebbero mai accadute, anche se si era combattuto estenuamente per farcela.
Aprì la porta e poco dopo sorrise come uno scemo. La sua piccola donna era in négligé bianco e scollato, seduta sul divano e lo stava aspettando con un ricco sorriso.
Non appena lo vide, scese dal divano e corse verso di lui, saltandogli addosso facendolo ridere felice. Si baciarono, mentre lui la stringeva alla vita girando per un po' in tondo, per poi metterla giù.
"Che hai preparato piccola?"
" I tuoi piatti preferiti ed una bellissima serata, ma dimmi sei stanco?"
Lui la fissò e disse:
"Sì, delle volte anche molto".
"Dai vieni che stasera ti coccolo tutto il tempo".
Lo prese per mano e assieme andarono verso la tavola.
Lei andò verso le pietanze che riscaldò un po' alla volta, per poi metterle a tavola.
Lui invece stava fissando tutto quello che lei aveva fatto. Davvero stupefacente, perché il suo cuore non smetteva per una buona volta di battere così tanto per lei?
Non voleva credere che quello fosse il suo sogno che diventava realtà, perché lui invece pensava che fosse solo la fine di una storia che era durata anche troppo. Non voleva più illudersi era inutile. Aveva già capito e deciso come fare ma voleva godersi la serata, per poi fare quello che avrebbe dovuto fare già tempo prima.
Così la prese tra le braccia, dopo che lei aveva messo tutto in tavola e dopo averla coccolata e baciata con tenerezza, sul viso, cominciarono a mangiare. In realtà lui se l'era presa in braccio e tenendola stretta, mangiava con l'altra mano, anzi ridendo dolcemente un boccone a lui e uno a lei. Era da tempo che non si dedicavano così tanto l'uno all'altro.
Lei mentre mangiava sulle sue gambe, sentiva la sua eccitazione e si sentiva fortemente emozionata, ma anche malinconica, una sensazione che non voleva andarsene via. Sapeva che la sua storia sarebbe finita, non aveva il coraggio, ma lo sapeva, eppure era felice, quella sera con lui. Perché non aveva funzionato? Perché non era riuscita a metterlo al primo posto? Eppure lei lo amava a modo suo.
Coccolarla era delizioso, gli era sempre piaciuto, per cui imboccarla, per lui era fantastico, soprattutto il pezzetto di brasato con le patate e l'insalata. Vedere quella bocca che prendeva il boccone e lo metteva in bocca, era per lui una cosa come di protezione. Lui le dava amore e nello stesso tempo, lo prendeva. Non poteva esserci di meglio. Chissà poi pur eccitato all'inverosimile, non pensava al sesso ma al modo più tenero per stare con lei. Quella sera prima di andare a letto, avrebbero visto la tv accoccolati sul divano, forse la saga di Twilight intera, parecchie ore della notte, la loro saga preferita. E poi avrebbero fatto l'amore, affondare dentro di lei era una cosa che lo completava che lo faceva sentire felice come non mai, però per lui fondamentalmente era starle accanto, proteggerla e amarla, come aveva sempre desiderato.
Difatti dopo il dessert si guardarono negli occhi e entrambi dissero Twilight, e andarono verso il divano accendendo il pc e cominciando la loro visione, abbracciati sprigionando calore, stretti stretti, lui steso e lei su di lui, col pc sul tavolino. Fu una notte piena di risate.
La mattina dopo, lui decise di andar via. Voleva ricordarla così, felice e spensierata. Avevano trascorso una notte splendida, prima con la tv e poi facendo l'amore. Aveva fatto del suo meglio, ma adesso doveva finirla. Il suo tempo con lei era finito. Non le avrebbe lasciato neanche un biglietto. Quando se la sarebbe sentita, allora sarebbe tornato.
DAVIDE ROSSI
Mi
chiamo Davide Rossi, sono nato e cresciuto in un piccolo paese della provincia
di Pavia, Sant’Angelo Lomellina. Nonostante gli studi di natura prettamente
scientifica, ho continuato a coltivare due grandi passioni che mi hanno
accompagnato fin dalla tenera età: il cinema e la scrittura.
La
mia passione per la scrittura nasce da lontano, dall’infanzia. La lettura di
fumetti, Dylan Dog, e poi di romanzi, Fenoglio e Pavese in particolare, mi
hanno aiutato a crescere in conoscenza e fantasia. Nell’adolescenza è arrivata
la passione per il cinema: Fellini, Pasolini, i film horror. L’insieme di
queste cose mi hanno condotto lungo una strada già tracciata: il sogno di fare
cinema. Come lo volevo fare? Scrivere le sceneggiature. Da lì è incominciato il mio percorso.
Ho
scritto varie sceneggiature fino a quella scritta a sei mani dal quale è stato
tratto il film “Benvenuti a casa Verdi” del 2013 (Muccapazza film).
Parallelamente
all’esperienza cinematografica inizia una fase di sperimentazione che mi
ha portato a partecipare a diversi
concorsi letterari con racconti brevi, poesie e saggi. "E alla fine c'è la
vita" nasce in seguito, e dall’unione, di tutti questi percorsi.
La mia seconda opera si chiama "Storia di
un numero", un romanzo di formazione, una sorta di docu-fiction, pubblicato, come nel caso del primo scritto,
con una piccola casa editrice calabrese, Rossini Editore.
Scrivere
significa leggere tanto, quindi parallelamente alla scrittura, quotidiana,
necessaria per continuare a migliorarsi, leggo il più possibile. Pesie, saggi,
romanzi, cerco di non farmi mancare nulla. Leggere è indispensabie per crescere
umanamente e artisticamente.
Un numero non è fine a se stesso: ha un'esistenza, una storia, un inizio e una fine. Un numero può essere umano, vivere e morire. In una contemporaneità corrosa dalla malavita e dall'opportunismo, Kenny nasce in un piccolo stato africano, flagellato dalla povertà, messo in ginocchio dalla corruzione, dimenticato e disprezzato dagli stessi esseri viventi. Condizioni disperate per chiunque abbia un minimo di misericordia per se stesso, difficilmente sopportabile per la sua natura estrema che si impone nella quotidianità sugli esseri viventi. La sua infanzia la trascorre a osservare il mondo che gli ruota intorno, che ansima, grida, muore, violento e insensato. Lui scruta, annota, studia e prova a conformarsi, ad adeguarsi alla realtà, che cruda e violenta si manifesta, investendolo senza freni: la sparizione del padre, il trasloco in un'altra zona, la morte della adorata zia, la presunta anormalità. A confortarlo e a salvarlo dalla solitudine c'è lo studio, i pensieri, vivaci e senza limiti, la curiosità verso l'ignoto e la natura. Camaleonte decide di adattarsi, di vivere secondo i canoni imposti senza rischiare, coltivando un'irrazionale voglia di responsabilità. Ciò non lo salva dai suoi simili, spietati e potenti, che lo costringono a scappare via dalla sua terra, verso un ignoto chiamato Europa. Un viaggio lungo e pericoloso, attraverso posti incantevoli abitati da personaggi senza scrupoli, poveri diavoli, disperati, dalla sopravvivenza e dalla morte. Storie di tanti numeri uniti nella speranza di una resurrezione e dall'infame destino di rappresentare solo delle anonime cifre. Un percorso lungo, attraverso deserto e mare, prigionia e amore, fra carcasse umane e di civiltà.
21 lug 2021
BLUEBIRD
Ha solo i suoi amici James e Anne su cui poter contare: gli unici che possa chiamare famiglia.
Liverpool le sta stretta e come ogni prigioniero che si abitua alla sua condizione, Bee non vede alcun futuro se non quello di trascinarsi in modo ripetitivo, giorno dopo giorno.
A Lee Hyun-Min la vita ha regalato un talento immenso, portandolo a diventare il leader degli SG5: la più famosa band di kpop. L’impegno e il dolore lo hanno fortificato, ma essere un idol comporta rinunce. La sua intera esistenza è sotto i riflettori, senza mai poter lasciarsi andare.
Senza aver mai vissuto come un comune ragazzo di ventisette anni.
Un incontro casuale.
Una notte che sembra un sogno e loro soltanto due giovani ragazzi.
Come tutti i bei sogni anche quella notte finirà, ma il destino li farà incontrare ancora, otto mesi dopo a Seoul, in Corea. C’è un disegno invisibile, una forza che li ha spinti a cercarsi tra miliardi di persone. Un sentimento capace di spazzare via incertezze e ostacoli.
Delicato e fragile come le ali di una farfalla.
Potente e tumultuoso come uragano.
Oltre i riflettori, oltre la paura di perdersi, oltre le parole non dette.
È proprio quando tutto sembra perfetto, che la vita pone di nuovo Bee davanti ad una scelta: l’unica che non avrebbe mai voluto fare. Perché l’amore per Hyun-Min è più forte di qualsiasi cosa e la felicità del ragazzo che ama, più importante di tutto.
Dalla fredda e nebbiosa Inghilterra fino alla moderna e colorata Corea, una storia al ritmo del kpop, un viaggio alla ricerca di se stessi.
Per spogliarsi delle proprie maschere.
Per imparare a sorridere.
Per imparare ad amare.
* * * * *
PERHAPS LOVE è un romanzo autoconclusivo ed è il primo volume della Sky Series.
3 lug 2021
RENATO GADALETA
“Ascoltai il silenzio
del suo respiro. Si era addormentata. Era davvero bella. E io ero senza fiato.
Avrei voluto che un angelo ci fotografasse in quell’istante fissando quella
preziosa immagine di noi due per sempre. Perché era proprio così, e per sempre,
che avrei ricordato quel meraviglioso e romantico momento”.
Ciao a tutti voi, sono Renato Gadaleta, autore del romanzo (è un paranormal romance)
“Melissa, una
storia d’amore”, edito dalla NeP edizioni di Roma. Sono nato a Bari e vivo
a Bari. Insegno Scienze Motorie e Sportive a scuola da oltre trent’anni e ho un
vissuto sportivo alle spalle. Sono anche un appassionato di subacquea, tant’è
che parte delle mie esperienze subacquee le ho riportate nel mio romanzo.
Durante una immersione in
notturna nei pressi della mia bella costa pugliese, illuminai con la torcia una
medusa. Mi apparve nel buio all’improvviso a mezz’acqua come uno spettro o come
un angelo etereo. Fluttuava silenziosa ed elegante, contraendo la sua ombrella
a forma di cupola trasparente, trascinando i suoi lunghi tentacoli che
sembravano danzare liberi nell’acqua. Una creatura affascinante e misteriosa
che mi ha sempre stregato sin da bambino. Sarà stata l’atmosfera (c’era un
silenzio quasi mistico tutto intorno e la luna di plenilunio illuminava la
superficie del mare col suo nastro d’argento) ma fu proprio in quel momento che
mi venne l’idea di scrivere una storia romantica tra un umano e una medusa che,
come per magia, si trasforma in una bellissima ragazza per poter camminare
sulla terra ferma. Ci sono decine di libri che parlano di amori tra umani e
sirene, vampiri, streghe e angeli caduti, quindi perché non una medusa? Così è
nato questo romanzo, una favola moderna e romantica tra Renato e Melissa, che
in una notte d’estate si conoscono sugli scogli bagnati dal bel mare pugliese.
Nascerà un forte sentimento che pian piano diventa amore per sempre e li
porterà a perdersi nell’incanto delle notti d’estate, assieme ai loro sogni,
alle loro speranze e al desiderio di vivere un grande amore che faccia battere
all’impazzata il cuore.
Amando profondamente la
mia terra, la Puglia, ho descritto il bellissimo borgo marinaro dove vive il
protagonista, le “Case Bianche” dei pescatori che si trovano a un passo dagli
scogli bagnati dal mare, l’hotel affacciato sul mare dove il protagonista
lavora come bagnino, l’intenso odore di salsedine, la magnifica costa rocciosa
disseminata di grotte marine semisommerse, le stupende calette sabbiose, i
profumi inebrianti e mangerecci provenienti dai ristorantini tipici che
preparano bontà della cucina regionale, e per finire ho decantato i maestosi ulivi
secolari sparsi nelle campagne, orgoglio pugliese. Hanno il tronco nodoso e
contorto quasi su se stessi e sono delle vere opere d’arte della Natura,
spettacolari. Rappresentano l’emblema della mia Puglia.
Ma vediamo la storia in
breve.
Renato è un diciasettenne
che abita in un bellissimo borgo di mare della Puglia, vive con la nonna, gioca
a pallavolo nella squadra della scuola, guadagna qualcosa facendo diversi
lavoretti e la sera pesca granchi. Una notte di inizio estate, durante la quale
i granchi si sono rifugiati nelle loro tane, conosce Melissa, una splendida
ragazza che cammina tutta sola sugli scogli difronte a casa sua. Ma lei non è
quello che dice di essere. È qualcosa di altro, di diverso, di inconciliabile
con Renato e il suo mondo...
In questo romanzo
descrivo l’amore forte, puro, sincero, tipico di due adolescenti che si giurano
amore eterno. È quell’amore adolescenziale che, anche se finisce, resta nel
cuore e nei ricordi per sempre. Non morirà mai!
È una favola moderna, e
come tutte le favole anche qui ci sono i cattivi, quelli che vogliono
distruggere i nostri sogni. E sono quelli che sicuramente il lettore odierà per
tifare per i due giovani protagonisti. Vi verrà voglia di tirare qualche
salutare pugno in faccia!
Questo romanzo è dedicato
a tutti i romantici e ai sognatori, quelli a cui piace volare con la fantasia
insieme a un pizzico di magia. Ne rimarrete incantati, stregati dall’atmosfera
“magica” dei luoghi e dei personaggi. Vi farà sognare ed emozionare.
Coraggio, fatevi travolgere da questa bella storia romantica, sarete trasportati sugli scogli bagnati dal bellissimo mare della Puglia divenendone parte e assaporerete ogni momento descritto insieme a Renato e Melissa.
Ho buttato un sassolino nello stagno… e resto a guardare le onde concentriche che si propagano sempre più grandi per andare a finire chissà dove. Per il momento non posso far altro che aspettare, aspettare voi, lettrici romantiche, che magari, in una serata tranquilla con la luna di plenilunio che vi illumina la stanza, lo possiate leggere e apprezzare. Vi rimarrà nel cuore… e non vi deluderà.
Da “Melissa, una
storia d’amore”, estratto dal capitolo 6 - Arriva “lei”.
“Notte fonda. Calma
assoluta. Neanche una bava di vento. Silenzio ovunque. Il mare fermo e liscio
come l’olio. La luna nel suo magico splendore, vi si specchiava bella, nitida e
luminosa come non mai, tracciando sulla superficie dell’acqua un’irregolare lunga
e larga linea d’argento che sembrava non avere mai fine. In lontananza, sulla
costa, a diversi chilometri di distanza si vedeva il rassicurante fascio di
luce roteante del faro che illuminava a tratti l’oscurità di un orizzonte
indefinito. Tra gli scogli, e sotto di essi, una blanda risacca faceva
intendere che il mare non dorme mai, ma respira.
A un tratto, una luce
bianca-verdastra si accese nel mare, verso la superficie e dopo un attimo si
spense. A circa cinquanta metri dalla battigia di uno stabilimento balneare
qualcosa si mosse nella semioscurità, facendo capolino appena sopra il pelo
dell’acqua. Sembrava un angelo etereo e avanzava silenzioso ed elegante
rasentando il fondale che man mano diveniva sempre più basso, contraendo
ritmicamente l’ampia ombrella a forma di cupola trasparente. Dal centro del suo
corpo dipartiva un fitto groviglio di mollicci e nastriformi quanto inquietanti
tentacoli che parevano lunghi coriandoli, ma dalla spessa consistenza della
gelatina traslucida. Parevano danzare liberi nell’acqua al suono di una musica
che non c’era. Imbattersi per caso in lei, nell’oscurità del mare, avrebbe
fatto rizzare i capelli dallo spavento a chiunque.
Man mano che la misteriosa
creatura solitaria si dirigeva dove l’acqua era poco profonda, i granchi sulla
battigia e tutti quelli che si trovavano sotto e sopra gli scogli schizzavano
via, rifugiandosi nelle fessure e sotto le pietre. Sapevano che quando lei era
a caccia, non perdonava. Al suo passaggio, alcuni grossi polpi si ritirarono
all’interno delle loro tane, barricando l’entrata con dei sassolini. I pesci
nelle vicinanze fuggirono impauriti. Tutte le creature del mare, al suo
passaggio, si fermarono trattenendo il respiro.
Ma quella notte “lei” non
era a caccia. Ritrasse i lucidi tentacoli nella sua ombrella, che smise di
pulsare. Tutto diventò un unico corpo molle, informe e ammassato che, senza più
propulsione, discese a picco adagiandosi sul fondale roccioso e poco profondo.
Rimase così, inanimata per qualche minuto a dondolare accartocciata e
sballottata dalla leggera corrente. Sembrava fatta di cellophane riempito
d’acqua. Poi, pian piano, come se qualcuno la stesse plasmando, si allungò
acquisendo una consistenza più corposa. Perse la formidabile trasparenza
assumendo una colorazione bianco-lattiginosa che poi man mano divenne più scura
e distinguibile, assumendo come per magia, un aspetto ben diverso da quello
precedente…”.










