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28 feb 2022

ALESSANDRO DIRENZO

 

Alessandro Direnzo nasce ad Altamura (Ba) il 10 maggio 1994. Da sempre appassionato alla scrittura inizia a scrivere nell'estate del 2019 spinto dal bisogno di tirar fuori tutte quelle emozioni che si erano accumulate nella sua anima e non trovavano via d'uscita appesantendo cosi il suo cuore. Nelle sue poesie e nei suoi aforismi colmi di semplicità cerca di trasmettere emozioni al lettore parlando cuore a cuore, empaticamente. Nel corso degli anni partecipa a diversi concorsi ricevendo diversi attestati di merito.












"AMA TE" è una raccolta di poesie e aforismi riguardante l'amore in ogni sua forma ed in particolar modo l’amore per se stessi.
La raccolta si pone come obbiettivo quello di aiutare il lettore ad ascoltarsi e ad amarsi per poter conoscere i meandri della propria anima.
Gli argomenti trattati spaziano dall'amicizia all'amore,alla natura e a tutto ciò che regala emozioni. 
"AMA TE" è un libro adatto a tutti i generi e a tutte le età poiché colmo di semplicità e la semplicità arriva in ogni cuore.
“AMA TE" di Alessandro Direnzo è in vendita su amazon sia in versione cartacea che in versione ebook.

Per informazioni:
https://www.facebook.com/pensierieparole1994/
https://www.instagram.com/pensierieparole1994/

2 nov 2021

D.B.LANA

 

D.B.Lana è l’abbreviazione di Debora Biancalana.

Sono nata a Perugia, ho conseguito la maturità scientifica e poi mi sono laureata in Economia e Commercio.

Dopo aver lavorato per tredici anni nel settore contabile - amministrativo in varie aziende e studi commerciali, nel 2011, ho lasciato il lavoro per occuparmi dei miei tre figli. In quell’anno ho iniziato a scrivere questo primo romanzo, terminato nel 2014 e poi auto pubblicato su Amazon a dicembre 2020.

Ho iniziato a scrivere per una sopraggiunta esigenza di dare sfogo alla mia fantasia e sono riuscita a farlo grazie al mio papà che mi ha insegnato la volontà e la costanza di scrivere e alla mia mamma che, con il suo aiuto, mi ha regalato il tempo per realizzare questo sogno. Il libro è dedicato a loro che ora sono al di là delle nuvole.

Il mio hobby per il disegno e la pittura mi ha portato a collaborare con Francesca Tomasini, illustrando alcune sue poesie pubblicate su Amazon a febbraio 2021 nella “Raccolta di poesie Blu”.

Un’altra passione è la musica: mi piace ascoltarla e mi lascio ispirare da lei, tanto che nei miei romanzi non manca mai una play list.

Sono una lettrice in prevalenza di romanzi d’amore e di questo genere ho iniziato ad apprezzare, da principio, autori famosi (Kathleen E. Woodiwiss, Nicholas Sparks, Sveva Casati Modignani…) fino ad arrivare, oggi, a leggere autori e autrici emergenti, contemporanei sia italiani (Felicia Kingsley, Anna Premoli, Silvia Avallone, …) che stranieri (Nicolas Barreau, Ali McNamara…), nonché romanzi auto pubblicati (Amabile Giusti, Virginia Dellamore…). Per essere sincera, colui che mi ha appassionato maggiormente e che per primo mi ha portato nel fantastico mondo della lettura è Ken Follett; scrittore non romantico ma di magistrale bravura, di cui ho letto quasi tutti i romanzi. 

Oggi continuo a lavorare come impiegata part-time, faccio la mamma, ascolto musica, leggo, scrivo e dipingo.


 

PRESENTAZIONE

Il romanzo nasce dall’idea di raccontare una storia d’amore che muove i primi passi in un contesto frivolo e leggero come quello dei reality per poi indagare come il rapporto possa ripercuotersi nella vita reale.

Dai sogni di gloria e di successo fondati sul puro desiderio di divertimento e di ricchezza si passerà a dover affrontare scelte importanti che faranno capire ai protagonisti quali sono i veri valori della vita: l’amore e la famiglia.

È una storia attuale che si rifà a situazioni reali, tipiche della nostra società, ma che si complica in circostanze romanzate dai risvolti inaspettati.

È una favola moderna in cui il principe è un affascinante ragazzo, appena laureato in architettura, che sogna di recitare e Cenerentola è una bellissima ballerina che, dopo essere stata un’insignificante collegiale e aver fatto la badante, sfonderà nel mondo dello spettacolo.

È un romanzo adatto a un pubblico di tutte le età e che, quindi, per argomenti e stile narrativo, può essere letto sia da adolescenti che da adulti.

 

TRAMA

Gioia, una giovane ballerina di pole dance, si innamora di Maurizio, un affascinante disegnatore di fumetti che vuole diventare un attore. Con lui vivrà una passione travolgente, mentre sarà lanciata con successo nel mondo dello spettacolo; ben presto, però, si ritroverà a dover lottare per conquistare l'amore di Maurizio, a dover assistere al naufragio di un'importante amicizia e a dover risolvere problemi familiari, oltre che a elaborare dolorosi lutti.

Sullo sfondo della storia d’amore di Gioia e Maurizio si muove un personaggio enigmatico: il Generale William Bundì. Uomo freddo e cinico, Bundì rimane nell’ombra a manovrare i fili della vita di Gioia, fino a quando, costretto a uscire allo scoperto, dovrà svelare le verità di un passato scomodo, un passato che ha fortemente condizionato tutta la vita della ragazza.

A Firenze, Roma e Londra, Gioia sogna di costruire la famiglia che non ha mai avuto e, ogni volta che alza lo sguardo al cielo, vede una nuvola prendere la forma di un cuore; questo perché, nonostante tutto, qualcuno veglia su di lei.

 

RECAPITI

Facebook: Debora Biancalana

Instagram: dblanabooks e dblanaart

 

 

ESTRATTO

PROLOGO

 

10 dicembre 2012

 

Il cielo era velato da uno strato di soffici nuvole bianche e, nonostante l’aria fredda e frizzante penetrasse nei polmoni come fosse ghiaccio fuso, il sole faceva capolino per rendere luminosa quella mattinata di dicembre.

Uscita dall’edificio della Rai, ferma sugli scalini davanti al grande portone d’ingresso, Gioia cercava di scacciare il senso d’inquietudine che aveva provato passando vicino all’albero di Natale riccamente addobbato, che troneggiava nello spazio antistante alla portineria.

Era appena tornata da New York e lì le luminarie, i negozi di Manhattan, la neve e i numerosi Babbo Natale con i campanacci le avevano dato un’euforia fanciullesca che non aveva mai potuto provare nei Natali della propria infanzia, molti dei quali passati in collegio con le suore. Quei pochi giorni di dicembre passati nella City le erano sembrati fiabeschi, quasi irreali. Ora, però, non si trovava più negli Stati Uniti, dove aveva trascorso sei meravigliosi mesi impegnata in un corso di danza professionale all’Accademia di Broadway; era tornata a casa e qui, da vent’anni, ogni singolo Natale della sua giovane esistenza, aveva dovuto assistere al frantumarsi delle aspettative per questa festa che per lei non era mai stata né magica né speciale.

Comunque il presente Natale avrebbe dovuto rappresentare una svolta, almeno Gioia lo sperava e intanto c’era da festeggiare il nuovo e importantissimo ingaggio.

Alzò gli occhi al cielo pensando che la sua mamma sarebbe stata orgogliosa e felice e, come al solito, quando pensava a lei guardando su verso l’infinito, una nuvola prese la forma di un cuore. Gioia sorrise commossa, avvicinò alle labbra le mani unite anch’esse per formare un cuore, e lanciò un bacio verso il cielo, poi si mosse per raggiungere l’auto parcheggiata lì vicino. Era attesa a “Palazzo Bundì”, convocata per una questione molto importante.

Venne annunciata dal maggiordomo e fatta entrare nello studio del padrone di casa.

Gioia si precipitò verso l’anziano signore, lo abbracciò stringendolo forte e sprofondando nel suo ampio torace; lui la baciò sulla fronte.

«Mi sei mancato!»

«Anche tu Gioia, non sai quanto.»

«Mi dispiace di averti lasciato solo, ma era necessario fare questo corso per avere l’abilitazione all’insegnamento della danza.»

«Lo so,» la rassicurò, «non ti preoccupare.»

Il tempo appena trascorso era stato necessario anche a lui per organizzare ciò che sarebbe accaduto da lì a poco.

Si misero seduti con la scrivania che li divideva.

«Ho dovuto anticipare di qualche giorno il mio rientro perché oggi c’è stato un incontro fra i vertici Rai e gli organizzatori del Festival di Sanremo.» Lei gli fece un grande sorriso. «Hai davanti a te la valletta della prossima edizione!»

«Oh no! Gioia!» si accigliò. «Non mi dire che hai già firmato!»

«Sì.»

Lui esasperato sollevò il viso verso il soffitto.

«Ma come mai sei così contrariato?»

«Lo sai! Ricominciamo con il circo mediatico! Pensavo che non mi sarei più dovuto preoccupare di finire sui giornali.»

«Ci sei mai finito?» chiese Gioia con una punta d’ironia.

«No, non ancora. Ma…»

«Ma anche questa volta non ci finirai! Fidati» lo rassicurò.

L’anziano signore rimase perplesso, sapeva che per un tale evento televisivo sarebbe stato impossibile sfuggire alla morbosa curiosità di certi giornalisti per la vita privata di Gioia. L’organizzazione di cui era stato capo per tanti anni avrebbe evitato solo il diffondersi dei particolari più sensibili e confidenziali mentre, questa volta, tutto il resto sarebbe senz’altro venuto a galla.

«E poi,» proseguì Gioia, «con i soldi che guadagnerò potrò finalmente realizzare il sogno di aprire una scuola di danza. Devo solo trovare la location ideale.»

«Se è per questo, ti avrei dato io tutti i soldi di cui hai bisogno e in realtà ho già pensato a un locale perfetto.»

Gioia rimase a bocca aperta, lui continuò: «Sono anni che la sala al piano disotto non viene più usata e dubito che se ne possa fare un uso migliore. Ho interpellato anche un architetto per capire la fattibilità della trasformazione.» Consegnò dei fogli alla ragazza. «Ecco il progetto.»

«Grazie,» lei lo analizzò, «io sono senza parole. Grazie!» Ci fu un momento di silenzio poi sorridendo gli fece una domanda: «Hai già iniziato i lavori?»

«No, certo che no! Sarai tu a decidere come e quando.»

«Bene, visto che prima avevo intenzione di chiederti il permesso di utilizzare la sala per un ricevimento. Posso?»

«Puoi fare quello che vuoi.» Le porse una busta chiusa. «Questo è il mio regalo di Natale per te.»

«Ma perché me lo dai oggi?» Gioia piegò la testa e lo rimproverò: «Dovevi farmela trovare sotto l’albero il giorno di Natale!»

«Lo sai che io non ci so fare. I giorni di festa mi mettono a disagio, quindi ho preferito dartelo oggi.»

In realtà, era stato spinto ad anticipare la consegna del regalo dal presentimento di ciò che sarebbe avvenuto in seguito alle rivelazioni che doveva farle quel giorno.

«Ti ho intestato il piano disotto. La sala è tua» spiegò lui.

Gioia aprì la busta con mani tremanti.

Lasciò cadere i fogli, si alzò, lo raggiunse, si sedette di lato sulle sue ginocchia e lo abbracciò baciandolo sulla guancia.

«Grazie. Allora era questa la cosa importante di cui volevi parlarmi?»

«No» rispose mutando espressione, facendola alzare e alzandosi a sua volta.

«E cos’altro? Lei non è qui? Non è venuta?» chiese timorosa. «Vuoi portarmi a Cape Town?» domandò infine speranzosa, anche se tali speranze si infransero quando notò il velo che gli era calato sul viso.

L’inquietudine provata quella mattina davanti all’albero di Natale tornò inesorabile.

«Prima parlami della festa che vuoi organizzare.»

L’anziano signore cercò di rilassarsi, voleva prendere ancora un po’ di tempo, ma i suoi occhi rimasero scuri, la fronte corrugata e la bocca seria. Gioia riconobbe il cipiglio torvo che lo aveva sempre contraddistinto nei primi momenti della loro conoscenza.

Quante cose erano cambiate da allora, lui si era trasformato così come, nel corso degli ultimi tre anni, la vita di Gioia era stata completamente stravolta.

 

2010

 

1

 

Gioia camminava lenta lungo la via del ritorno, da lì a poco sarebbe rientrata nell’accogliente casa di Teresa.

Dopo aver vissuto per diciotto anni nel collegio annesso al convento di Santa Maria a Firenze, le suore l’avevano inviata a Borgo Mario per occuparsi dell’assistenza dell’anziana signora.

Teresa era una persona molto gradevole, una simpatica signora settantacinquenne che non l’annoiava mai e che, in ogni occasione, la coinvolgeva in conversazioni acute e intelligenti. In quei mesi le aveva trasmesso tanti insegnamenti utili per affrontare la vita e per questo le voleva un gran bene, le confidava ogni cosa e aveva cominciato a considerarla una specie di nonna adottiva, affezionandosi a lei sempre più.

Le era stato fatto un regolare contratto di lavoro a tempo indeterminato come badante, che prevedeva la formula vitto e alloggio…

4 set 2021

MONIKA VENUSIA

Salve sono Monika Venusia scrittrice di romanzi d'amore. 

Vengo da Pomigliano D'arco e scrivo da quando ero piccola. In vacanza mi portavo sempre quaderni penne e libri e in ogni momento scrivevo o leggevo. Solo però da febbraio di quest'anno ho pensato di realizzare il mio desiderio di pubblicare in self tramite Amazon. Ho 44 anni i miei autori preferiti sono Danielle Steel di cui ho letto tutti i suoi libri e Kathleen Woodiwiss che ho adorato per le tematiche rosa e un po' erotiche, anche di questa autrice ho letto praticamente tutto. Leggo anche fantasy che mi piacciono molto. I miei hobby sono leggere, viaggiare, creare disegni nelle piattaforme grafiche e mi piace fare le torte. Sono sposata.

La mia ispirazione nasce da alcune tematiche che possono essere eventi che potevano andare diversamente tipo una sliding doors oppure da sogni o anche dalla mi fantasia che a volte crea immagini e un embrione che poi col tempo diventa e si sviluppa in una storia.  La scrittura è soprattutto passione e a dirla tutta mi piace moltissimo. 

Potete trovarmi su:
Facebook: Monika Venusia
Instagram Monika Venusia



Marica un giorno nell'atelier dove lavora incontra per puro caso un modello bellissimo, un uomo che aveva visto solo su Vogue e in tv. Resta affascinata e lo saluta con entusiasmo. Quando stupito lui si gira e la saluta lei resta senza fiato. Praticamente è perfetto, alto muscoloso bruno almeno un metro e novanta e sembra un leopardo con occhi penetranti e sorriso perfetto. Che pettorali, che corpo. Così una ragazzina innocente che non si era mai eccitata comincia a sentire delle sensazioni mai sentite. Decide così di conoscerlo pur restando del parere che lei è solo una ragazzina semplice e anche non bella mentre lui è perfetto. Deve stare con i perfetti come lo è lui così cerca solo amicizia, ma le cose cambieranno ben presto. Difatti comincia a provare dei sentimenti molto forti per Robin poco dopo la loro conoscenza, non può fare a meno di lui ricambiata. Robin, uomo più grande, uomo navigato, drogato, alcolizzato, puttaniere, abituato alle orge, cosa nasconde? Tendenzialmente solo affamato di amore come uno spettatore che guarda una vetrina ma che sa che non può andare li dentro, non appena la incontra viene affascinato dalla sua ingenuità e comincia a provare una forte brama che gli darà l'input per una difficile risalita da suo inferno, cercando di crederci, ma sapendo che sarebbe stato inutile.
Sa che un uomo che appartiene all'inferno resterà sempre e solo li e non potrà mai raggiungere il paradiso dove di certo lei viveva. Una vita tranquilla non l'aveva mai avuta e per cui non l'aveva nemmeno mai desiderata essendo abituato al potere e alla ricchezza sfrenata. Quando gli occhi di quella ragazzina avevano incontrato i suoi non aveva avuto più forza per negare i suoi sentimenti, la amava con tutta la sua anima nera e sarebbe stato così per sempre. Non era il suo tipo, in quanto di norma faceva sesso con donne o uomini bellissimi ma era la luce che riscaldava la sua anima e il suo cuore freddo e solo, Sapeva che lei viveva in un altro mondo e che era anche parecchio più piccola di lui ma on gli importava lei era la ragazza che l'avrebbe salvato e soprattutto la donna che sarebbe diventata sarebbe stata sua senza nessuno che gliel'avrebbe tolta neanche il suo migliore amico cresciuto con lei, un bravo ragazzo che faceva anche lui il modello.

ESTRATTO:

Marco era in macchina e pensava ad un sacco di cose, era giusto essere eternamente secondo? Lui era sempre stato la seconda scelta, era giusto fare finta di nulla e continuare così, facendo finta che lei lo mettesse al primo posto? Così nascondeva la testa sotto la sabbia. L'aveva fatto prima ma adesso non c'è ne era bisogno. Lui anche se l'amava follemente, desiderava ardentemente essere al primo posto, nel suo cuore. Se avesse dovuto soffrire, così sarebbe stato. Erano tanti i pensieri che gli arrovellavano la testa e davvero era molto stanco, sperava che quella sera gli avrebbe fatto cambiare idea, sulla sua conclusione. Marica nella realtà delle cose, non era mai stata solo sua ma sempre metà sua. L'altra metà era sempre stata di Robin, quando era morto ma l'avrebbe conquistata, sarebbe riuscito ad essere la sua prima scelta ed unica ma così non sarebbe stato possibile. Lui era vivo e si vedevano. Non voleva pensarci ma non riusciva a fare altrimenti. Intanto che pensava ascoltava la sua musica preferita alla radio. Era stanco, sperava che andasse tutto bene, non come lui prevedeva, lo sperava davvero. Anche se non si era mai sbagliato.

Qualche minuto dopo parcheggiò e scese dalla macchina, chissà cosa aveva fatto quella sera. Sorrise, seppure con un po' di malinconia, era inutile credere a delle cose che non sarebbero mai accadute, anche se si era combattuto estenuamente per farcela.

Aprì la porta e poco dopo sorrise come uno scemo. La sua piccola donna era in négligé bianco e scollato, seduta sul divano e lo stava aspettando con un ricco sorriso.

Non appena lo vide, scese dal divano e corse verso di lui, saltandogli addosso facendolo ridere felice. Si baciarono, mentre lui la stringeva alla vita girando per un po' in tondo, per poi metterla giù.

"Che hai preparato piccola?"

" I tuoi piatti preferiti ed una bellissima serata, ma dimmi sei stanco?"
Lui la fissò e disse:
"Sì, delle volte anche molto".
"Dai vieni che stasera ti coccolo tutto il tempo".
Lo prese per mano e assieme andarono verso la tavola.
Lei andò verso le pietanze che riscaldò un po' alla volta, per poi metterle a tavola.

Lui invece stava fissando tutto quello che lei aveva fatto. Davvero stupefacente, perché il suo cuore non smetteva per una buona volta di battere così tanto per lei?

Non voleva credere che quello fosse il suo sogno che diventava realtà, perché lui invece pensava che fosse solo la fine di una storia che era durata anche troppo. Non voleva più illudersi era inutile. Aveva già capito e deciso come fare ma voleva godersi la serata, per poi fare quello che avrebbe dovuto fare già tempo prima.

Così la prese tra le braccia, dopo che lei aveva messo tutto in tavola e dopo averla coccolata e baciata con tenerezza, sul viso, cominciarono a mangiare. In realtà lui se l'era presa in braccio e tenendola stretta, mangiava con l'altra mano, anzi ridendo dolcemente un boccone a lui e uno a lei. Era da tempo che non si dedicavano così tanto l'uno all'altro.

Lei mentre mangiava sulle sue gambe, sentiva la sua eccitazione e si sentiva fortemente emozionata, ma anche malinconica, una sensazione che non voleva andarsene via. Sapeva che la sua storia sarebbe finita, non aveva il coraggio, ma lo sapeva, eppure era felice, quella sera con lui. Perché non aveva funzionato? Perché non era riuscita a metterlo al primo posto? Eppure lei lo amava a modo suo.

Coccolarla era delizioso, gli era sempre piaciuto, per cui imboccarla, per lui era fantastico, soprattutto il pezzetto di brasato con le patate e l'insalata. Vedere quella bocca che prendeva il boccone e lo metteva in bocca, era per lui una cosa come di protezione. Lui le dava amore e nello stesso tempo, lo prendeva. Non poteva esserci di meglio. Chissà poi pur eccitato all'inverosimile, non pensava al sesso ma al modo più tenero per stare con lei. Quella sera prima di andare a letto, avrebbero visto la tv accoccolati sul divano, forse la saga di Twilight intera, parecchie ore della notte, la loro saga preferita. E poi avrebbero fatto l'amore, affondare dentro di lei era una cosa che lo completava che lo faceva sentire felice come non mai, però per lui fondamentalmente era starle accanto, proteggerla e amarla, come aveva sempre desiderato.

Difatti dopo il dessert si guardarono negli occhi e entrambi dissero Twilight, e andarono verso il divano accendendo il pc e cominciando la loro visione, abbracciati sprigionando calore, stretti stretti, lui steso e lei su di lui, col pc sul tavolino. Fu una notte piena di risate.

La mattina dopo, lui decise di andar via. Voleva ricordarla così, felice e spensierata. Avevano trascorso una notte splendida, prima con la tv e poi facendo l'amore. Aveva fatto del suo meglio, ma adesso doveva finirla. Il suo tempo con lei era finito. Non le avrebbe lasciato neanche un biglietto. Quando se la sarebbe sentita, allora sarebbe tornato.


Bryan e Sarah, un incontro improvviso in una terra straniera, un'attrazione immediata, un appuntamento mancato e poi ritrovarsi dopo 6 anni per puro caso. Cosa succederà? Lui non sa che lei ha sofferto moltissimo, non sa che seppur per un solo appuntamento si era innamorata follemente e che avrebbe voluto instaurare un rapporto con lui. Aveva avuto paura ma si era lasciata andare , lei che non lo faceva mai, proprio mai. Da sempre chiamata timida dalle sue amiche. Da sempre sostenuta da una amica speciale anche nei momenti in cui soffre di più e che pensa di non riuscire a farcela . Eppure anche se con fatica si riprende. Riesce a sopravvivere, riesce ad andare avanti. La cicatrice però sanguina ancora anche quando si fidanza con Francesco uomo serio che vuole sposarla. Cosa ne sa il mondo di quello che lei ha vissuto a causa di quella cicatrice che si porta anche sul corpo? Che si porta anche sui polsi? Lui non potrà mai sapere il cumulo di agonia sofferenza che ha provato e che le ha portato ad una nuova rinascita. Una donna che pensa al futuro con il cuore certo ma soprattutto che costruisce tutto gradino per gradino in modo da soffrire di meno. Bryan non appena la rivede al pub dove si incontrano rimane nuovamente abbagliato da quella donna stupenda che a causa della sorella aveva dovuto abbandonare. Aveva sofferto moltissimo perché lui il bad boy, uomo dalle mille avventure si sarebbe voluto mettere seriamente con quella piccola ragazza incontrata per caso e mai dimenticata. Lei non vuole più soffrire e testardamente desidera continuare la sua vita abitudinaria con il suo fidanzato anche se poi tutto crollerà come cenere. Testardamente Bryan diventerà suo amico pur di ricominciare con lei e poi successivamente combatterà per lei, perché solo lei è la sua metà, la donna che lo completerà. Fino ad ora aveva avuto solo avventure e andava bene così. Adesso non vedeva che lei in ogni momento della sua vita. Sarebbe diventato l'uomo per lei, l'uomo che nella vita non era mai stato.

ESTRATTO:

Trafelatissimo Bryan era uscito dal lavoro ormai erano quasi le diciotto, stava correndo, desiderava arrivare alla macchina per non trovare eccessivo traffico, nel tornare all' albergo, quando improvvisamente vide una ragazza che dava dei volantini. Di norma non si fermava mai, aveva sempre da fare e pochissimo tempo, ma decise di osservarla, era davvero bella, bruna, con una coda, occhi sembravano nocciola, ma non riusciva a vederli da dove stava, aveva un bel corpo, vestiva molto semplicemente. A lui piaceva. Desiderava conoscerla. Quella sacca che aveva sulla spalla doveva essere pesante, vedeva l'impegno che ci stava mettendo. All' improvviso si trovò vicino a lei a guardarla. Si erano nocciola, ma c'era anche un po' di verde. Era davvero bella, piccolina rispetto a lui, ma continuava ad esserne affascinato. Di certo non era né polacca, né americana. Rimase a guardarla, aveva la pelle bianca ed era davvero delicata. Poi fece caso al fatto che lei gli stava porgendo un volantino, ma lui fece cenno di no con la testa e poi disse:

"Io parlo 6 lingue, quale preferisci? Francese, inglese, tedesco, cinese, giapponese, spagnolo".
Lei lo stava guardando, era davvero altissimo e bellissimo, davvero voleva conoscerla. Non gli interessavano i volantini. Così lo fissò e mormorò:
"Italian?"
Lui la fissò e le sorrise, poi negò e lei mormorò:
"English".
Così disse tutto contento:
"Ciao sono Bryan Michell, tu come ti chiami?"
"Sarah Abregal".
Brava Sarah, pensava lei, stai rispondendo, qualcosa ti ricordi.
"Io sono canadese e sono ingegnere".
Lei lo fissò capendo ma non sapendo rispondere, poi alla fine rispose aggrottando un po' le sopracciglia e pensandoci su.
"Io sono rappresentante farmaceutica e vengo dall'Italia".
"Quanti anni hai? Io 26" disse lui.
Questa volta proprio non ricordava, così incominciò a dire:
"22" poi cominciò ad aggrottare le sopracciglia e a pensare, quando lui disse:
"AAAHHHHHhh"
come a dire che aveva capito e lei nello stesso tempo disse finalmente
"anni"
"Che ne dici se ci vedessimo qui più tardi dopo il lavoro?" disse lui.

Quella ragazza era davvero simpatica, non solo bella. Cercava di parlare con lui, anche se si vedeva che non era pratica né a parlare con i ragazzi, doveva essere un tipo serio, né con le lingue. Beh si sarebbero arrangiati, ma a lui avrebbe fatto davvero molto piacere conoscerla. Non aveva mai avuto problemi con le donne, loro erano attratte da lui e lui non le disdegnava. Era un uomo e il sesso a lui piaceva molto e le donne a lui piacevano molto, ma quella ragazza nella sua semplicità lo aveva rapito. E non desiderava portarsela a letto, voleva conoscerla, anche se magari lei avrebbe avuto paura, senza sapere la lingua e in una terra diversa, con uno sconosciuto.

Stranamente aveva capito quello che lui le aveva chiesto, ma non rispose subito, uno perché non sapeva che dirgli, lei era sola in terra straniera, non sapeva nessuna lingua, e avrebbe dovuto uscire con un ragazzo straniero, appena conosciuto. Se si fosse persa? Se fosse stata violentata? Non avrebbe potuto chiamare nessuno, come avrebbe fatto? Però sarebbe stato bello se fossero stati insieme nel bar del suo albergo, protetta dalle sue colleghe e dal suo capo, ma come poteva dirglielo? Sarebbe stata capace di farglielo capire? Poi anche se si fossero conosciuti meglio, lui sarebbe tornato in Canada e lei a Napoli, che senso avrebbe avuto? Le amiche a Napoli, le dicevano sempre che era troppo seria e che doveva divertirsi un po', che male c'era se avesse accettato solo per quella sera?

La stava osservando e capiva quello che lei provava. Come se riuscisse a vedere le rotelle dei suoi pensieri, rimase lì, anche se fino a qualche minuto prima desiderava solo tornare in camera e fare una doccia. Ora voleva invece una risposta affermativa da quella ragazza.

Alla fine decise di accettare, anche se era titubante così prese dalla tasca l'indirizzo dell' hotel dove dormiva e lo chiamò:
"Bryan" afferrandolo per la manica.
Lui si girò verso di lei e lei gli fece vedere un foglio dove c'era scritto l'indirizzo dell' hotel. Cercò di capire.
Lei rispose:
"Stasera al mio albergo, alle 21, fuori. Ok?"
Bryan era contentissimo, aveva detto di si, anche se davanti al suo albergo. Forse voleva sentirsi sicura. Lì lo era. Anche se lui voleva solo conoscerla meglio. Capiva che sarebbero tornati presto a vivere nelle loro città e capiva che lei aveva un fondo di paura.
Lui annuì e poi disse:
"Ok, alle 21".
Poi scappò, non vedeva l'ora di ritornare lì per le 21 e vederla ma desiderava fare una doccia.

DAVIDE ROSSI

 

Mi chiamo Davide Rossi, sono nato e cresciuto in un piccolo paese della provincia di Pavia, Sant’Angelo Lomellina. Nonostante gli studi di natura prettamente scientifica, ho continuato a coltivare due grandi passioni che mi hanno accompagnato fin dalla tenera età: il cinema e la scrittura.

La mia passione per la scrittura nasce da lontano, dall’infanzia. La lettura di fumetti, Dylan Dog, e poi di romanzi, Fenoglio e Pavese in particolare, mi hanno aiutato a crescere in conoscenza e fantasia. Nell’adolescenza è arrivata la passione per il cinema: Fellini, Pasolini, i film horror. L’insieme di queste cose mi hanno condotto lungo una strada già tracciata: il sogno di fare cinema. Come lo volevo fare? Scrivere le sceneggiature.  Da lì è incominciato il mio percorso.

Ho scritto varie sceneggiature fino a quella scritta a sei mani dal quale è stato tratto il film “Benvenuti a casa Verdi” del 2013 (Muccapazza film).

Parallelamente all’esperienza cinematografica inizia una fase di sperimentazione che mi ha  portato a partecipare a diversi concorsi letterari con racconti brevi, poesie e saggi. "E alla fine c'è la vita" nasce in seguito, e dall’unione, di tutti questi percorsi.

 La mia seconda opera si chiama "Storia di un numero", un romanzo di formazione, una sorta di docu-fiction,  pubblicato, come nel caso del primo scritto, con una piccola casa editrice calabrese, Rossini Editore.

Scrivere significa leggere tanto, quindi parallelamente alla scrittura, quotidiana, necessaria per continuare a migliorarsi, leggo il più possibile. Pesie, saggi, romanzi, cerco di non farmi mancare nulla. Leggere è indispensabie per crescere umanamente e artisticamente.


«Marika è ben vestita, elegante, pronta per andare alla festa. Si profuma mentre si guarda allo specchio in bagno. Controlla che il vestito sia a posto un'ultima volta ed esce dalla stanza. Va al computer e scrive su Facebook: "Stasera grande serata". Va sulla pagina del suo ex ragazzo e trova delle foto di lui con Agnese. Scuote la testa, incredula, e chiude furiosamente il computer. Il cellulare sul comodino vibra. Lo prende e risponde...»



Un numero non è fine a se stesso: ha un'esistenza, una storia, un inizio e una fine. Un numero può essere umano, vivere e morire. In una contemporaneità corrosa dalla malavita e dall'opportunismo, Kenny nasce in un piccolo stato africano, flagellato dalla povertà, messo in ginocchio dalla corruzione, dimenticato e disprezzato dagli stessi esseri viventi. Condizioni disperate per chiunque abbia un minimo di misericordia per se stesso, difficilmente sopportabile per la sua natura estrema che si impone nella quotidianità sugli esseri viventi. La sua infanzia la trascorre a osservare il mondo che gli ruota intorno, che ansima, grida, muore, violento e insensato. Lui scruta, annota, studia e prova a conformarsi, ad adeguarsi alla realtà, che cruda e violenta si manifesta, investendolo senza freni: la sparizione del padre, il trasloco in un'altra zona, la morte della adorata zia, la presunta anormalità. A confortarlo e a salvarlo dalla solitudine c'è lo studio, i pensieri, vivaci e senza limiti, la curiosità verso l'ignoto e la natura. Camaleonte decide di adattarsi, di vivere secondo i canoni imposti senza rischiare, coltivando un'irrazionale voglia di responsabilità. Ciò non lo salva dai suoi simili, spietati e potenti, che lo costringono a scappare via dalla sua terra, verso un ignoto chiamato Europa. Un viaggio lungo e pericoloso, attraverso posti incantevoli abitati da personaggi senza scrupoli, poveri diavoli, disperati, dalla sopravvivenza e dalla morte. Storie di tanti numeri uniti nella speranza di una resurrezione e dall'infame destino di rappresentare solo delle anonime cifre. Un percorso lungo, attraverso deserto e mare, prigionia e amore, fra carcasse umane e di civiltà.

21 lug 2021

BLUEBIRD

Bluebird è lo pseudonimo scelto per pubblicare la Sky Series. 
Nel logo autrice ho messo il fiore di ibisco, fiore simbolo della Corea e Bluebird è una sua varietà rara.
Da un paio di anni mi sono appassionata al mondo del kpop e, in parte, ai k-drama. Mi affascina la cultura, il loro modo di approcciarsi alla vita, così lontano e strano per noi. 
Da grande appassionata di musica poi, il balzo al kpop è stato illuminante e ho imparato ad apprezzare questo mondo luccicante ma altrettanto sia duro e faticoso. 
Le rinunce degli idol sono totali, così come la loro dedizione al lavoro.
Ho sempre scritto, appunti, pensieri e quando ho iniziato a seguire il k-pop la storia dei membri degli SG5 è venuta quasi da sola, ho provato a metterla nero su bianco ed eccomi qui.
Leggo principalmente romance e storici. 
La musica è la mia più grande ispiratrice, quindi spesso e volentieri il testo di una canzone ha ispirato interi capitoli o addirittura un intero romanzo.
Nel tempo libero ascolto musica più che altro, non solo k-pop però! 
E la musica stessa è la mia più grande fonte di ispirazione, ovviamente!



Bee Anderson non si aspetta niente dalla vita. A ventidue anni è indurita dal tempo e dal poco amore ricevuto dalla madre.
Ha solo i suoi amici James e Anne su cui poter contare: gli unici che possa chiamare famiglia.
Liverpool le sta stretta e come ogni prigioniero che si abitua alla sua condizione, Bee non vede alcun futuro se non quello di trascinarsi in modo ripetitivo, giorno dopo giorno.

A Lee Hyun-Min la vita ha regalato un talento immenso, portandolo a diventare il leader degli SG5: la più famosa band di kpop. L’impegno e il dolore lo hanno fortificato, ma essere un idol comporta rinunce. La sua intera esistenza è sotto i riflettori, senza mai poter lasciarsi andare.
Senza aver mai vissuto come un comune ragazzo di ventisette anni.

Un incontro casuale.
Una notte che sembra un sogno e loro soltanto due giovani ragazzi.
Come tutti i bei sogni anche quella notte finirà, ma il destino li farà incontrare ancora, otto mesi dopo a Seoul, in Corea. C’è un disegno invisibile, una forza che li ha spinti a cercarsi tra miliardi di persone. Un sentimento capace di spazzare via incertezze e ostacoli.
Delicato e fragile come le ali di una farfalla.
Potente e tumultuoso come uragano.
Oltre i riflettori, oltre la paura di perdersi, oltre le parole non dette.

È proprio quando tutto sembra perfetto, che la vita pone di nuovo Bee davanti ad una scelta: l’unica che non avrebbe mai voluto fare. Perché l’amore per Hyun-Min è più forte di qualsiasi cosa e la felicità del ragazzo che ama, più importante di tutto.

Dalla fredda e nebbiosa Inghilterra fino alla moderna e colorata Corea, una storia al ritmo del kpop, un viaggio alla ricerca di se stessi.

Per spogliarsi delle proprie maschere.
Per imparare a sorridere.
Per imparare ad amare.


* * * * *

PERHAPS LOVE è un romanzo autoconclusivo ed è il primo volume della Sky Series.

Per informazioni:
https://www.instagram.com/bluebird_sun/

3 lug 2021

RENATO GADALETA

 

Ascoltai il silenzio del suo respiro. Si era addormentata. Era davvero bella. E io ero senza fiato. Avrei voluto che un angelo ci fotografasse in quell’istante fissando quella preziosa immagine di noi due per sempre. Perché era proprio così, e per sempre, che avrei ricordato quel meraviglioso e romantico momento”.

Ciao a tutti voi, sono Renato Gadaleta, autore del romanzo (è un paranormal romance) 


Melissa, una storia d’amore”, edito dalla NeP edizioni di Roma. Sono nato a Bari e vivo a Bari. Insegno Scienze Motorie e Sportive a scuola da oltre trent’anni e ho un vissuto sportivo alle spalle. Sono anche un appassionato di subacquea, tant’è che parte delle mie esperienze subacquee le ho riportate nel mio romanzo.

Durante una immersione in notturna nei pressi della mia bella costa pugliese, illuminai con la torcia una medusa. Mi apparve nel buio all’improvviso a mezz’acqua come uno spettro o come un angelo etereo. Fluttuava silenziosa ed elegante, contraendo la sua ombrella a forma di cupola trasparente, trascinando i suoi lunghi tentacoli che sembravano danzare liberi nell’acqua. Una creatura affascinante e misteriosa che mi ha sempre stregato sin da bambino. Sarà stata l’atmosfera (c’era un silenzio quasi mistico tutto intorno e la luna di plenilunio illuminava la superficie del mare col suo nastro d’argento) ma fu proprio in quel momento che mi venne l’idea di scrivere una storia romantica tra un umano e una medusa che, come per magia, si trasforma in una bellissima ragazza per poter camminare sulla terra ferma. Ci sono decine di libri che parlano di amori tra umani e sirene, vampiri, streghe e angeli caduti, quindi perché non una medusa? Così è nato questo romanzo, una favola moderna e romantica tra Renato e Melissa, che in una notte d’estate si conoscono sugli scogli bagnati dal bel mare pugliese. Nascerà un forte sentimento che pian piano diventa amore per sempre e li porterà a perdersi nell’incanto delle notti d’estate, assieme ai loro sogni, alle loro speranze e al desiderio di vivere un grande amore che faccia battere all’impazzata il cuore.

Amando profondamente la mia terra, la Puglia, ho descritto il bellissimo borgo marinaro dove vive il protagonista, le “Case Bianche” dei pescatori che si trovano a un passo dagli scogli bagnati dal mare, l’hotel affacciato sul mare dove il protagonista lavora come bagnino, l’intenso odore di salsedine, la magnifica costa rocciosa disseminata di grotte marine semisommerse, le stupende calette sabbiose, i profumi inebrianti e mangerecci provenienti dai ristorantini tipici che preparano bontà della cucina regionale, e per finire ho decantato i maestosi ulivi secolari sparsi nelle campagne, orgoglio pugliese. Hanno il tronco nodoso e contorto quasi su se stessi e sono delle vere opere d’arte della Natura, spettacolari. Rappresentano l’emblema della mia Puglia.

Ma vediamo la storia in breve.

Renato è un diciasettenne che abita in un bellissimo borgo di mare della Puglia, vive con la nonna, gioca a pallavolo nella squadra della scuola, guadagna qualcosa facendo diversi lavoretti e la sera pesca granchi. Una notte di inizio estate, durante la quale i granchi si sono rifugiati nelle loro tane, conosce Melissa, una splendida ragazza che cammina tutta sola sugli scogli difronte a casa sua. Ma lei non è quello che dice di essere. È qualcosa di altro, di diverso, di inconciliabile con Renato e il suo mondo...

In questo romanzo descrivo l’amore forte, puro, sincero, tipico di due adolescenti che si giurano amore eterno. È quell’amore adolescenziale che, anche se finisce, resta nel cuore e nei ricordi per sempre. Non morirà mai!

È una favola moderna, e come tutte le favole anche qui ci sono i cattivi, quelli che vogliono distruggere i nostri sogni. E sono quelli che sicuramente il lettore odierà per tifare per i due giovani protagonisti. Vi verrà voglia di tirare qualche salutare pugno in faccia!

Questo romanzo è dedicato a tutti i romantici e ai sognatori, quelli a cui piace volare con la fantasia insieme a un pizzico di magia. Ne rimarrete incantati, stregati dall’atmosfera “magica” dei luoghi e dei personaggi. Vi farà sognare ed emozionare.

Coraggio, fatevi travolgere da questa bella storia romantica, sarete trasportati sugli scogli bagnati dal bellissimo mare della Puglia divenendone parte e assaporerete ogni momento descritto insieme a Renato e Melissa.

Ho buttato un sassolino nello stagno… e resto a guardare le onde concentriche che si propagano sempre più grandi per andare a finire chissà dove. Per il momento non posso far altro che aspettare, aspettare voi, lettrici romantiche, che magari, in una serata tranquilla con la luna di plenilunio che vi illumina la stanza, lo possiate leggere e apprezzare. Vi rimarrà nel cuore… e non vi deluderà.



Da “Melissa, una storia d’amore”, estratto dal capitolo 6 - Arriva “lei”.


“Notte fonda. Calma assoluta. Neanche una bava di vento. Silenzio ovunque. Il mare fermo e liscio come l’olio. La luna nel suo magico splendore, vi si specchiava bella, nitida e luminosa come non mai, tracciando sulla superficie dell’acqua un’irregolare lunga e larga linea d’argento che sembrava non avere mai fine. In lontananza, sulla costa, a diversi chilometri di distanza si vedeva il rassicurante fascio di luce roteante del faro che illuminava a tratti l’oscurità di un orizzonte indefinito. Tra gli scogli, e sotto di essi, una blanda risacca faceva intendere che il mare non dorme mai, ma respira.

A un tratto, una luce bianca-verdastra si accese nel mare, verso la superficie e dopo un attimo si spense. A circa cinquanta metri dalla battigia di uno stabilimento balneare qualcosa si mosse nella semioscurità, facendo capolino appena sopra il pelo dell’acqua. Sembrava un angelo etereo e avanzava silenzioso ed elegante rasentando il fondale che man mano diveniva sempre più basso, contraendo ritmicamente l’ampia ombrella a forma di cupola trasparente. Dal centro del suo corpo dipartiva un fitto groviglio di mollicci e nastriformi quanto inquietanti tentacoli che parevano lunghi coriandoli, ma dalla spessa consistenza della gelatina traslucida. Parevano danzare liberi nell’acqua al suono di una musica che non c’era. Imbattersi per caso in lei, nell’oscurità del mare, avrebbe fatto rizzare i capelli dallo spavento a chiunque.                                                                

Man mano che la misteriosa creatura solitaria si dirigeva dove l’acqua era poco profonda, i granchi sulla battigia e tutti quelli che si trovavano sotto e sopra gli scogli schizzavano via, rifugiandosi nelle fessure e sotto le pietre. Sapevano che quando lei era a caccia, non perdonava. Al suo passaggio, alcuni grossi polpi si ritirarono all’interno delle loro tane, barricando l’entrata con dei sassolini. I pesci nelle vicinanze fuggirono impauriti. Tutte le creature del mare, al suo passaggio, si fermarono trattenendo il respiro.

Ma quella notte “lei” non era a caccia. Ritrasse i lucidi tentacoli nella sua ombrella, che smise di pulsare. Tutto diventò un unico corpo molle, informe e ammassato che, senza più propulsione, discese a picco adagiandosi sul fondale roccioso e poco profondo. Rimase così, inanimata per qualche minuto a dondolare accartocciata e sballottata dalla leggera corrente. Sembrava fatta di cellophane riempito d’acqua. Poi, pian piano, come se qualcuno la stesse plasmando, si allungò acquisendo una consistenza più corposa. Perse la formidabile trasparenza assumendo una colorazione bianco-lattiginosa che poi man mano divenne più scura e distinguibile, assumendo come per magia, un aspetto ben diverso da quello precedente…”.