8 nov 2015

RECENSIONE: - LA PARABOLA DELLE STELLE CADENTI - CHIARA PASSILONGO




LA PARABOLA DELLE STELLE CADENTI
Chiara Passilongo

10 agosto 1981: Nora dà alla luce due gemelli, Francesco e Gloria. Achille Vicentini, il neo padre, sta tornando a casa dopo la notte in ospedale, a bordo della sua Giulietta, euforico. Attraversa il panorama di "case e aziende, case e aziende" che ben conosce: così è tutta la campagna veneta dove vive, popolosa e operosa. Lui stesso vi contribuisce da quando con suo padre ha trasformato il forno di famiglia, nel centro di Borgo San Bartolomeo, in una piccola azienda dolciaria.
Alla ditta e ai figli Achille intende dedicare ogni suo giorno. È uno tutto d'un pezzo, un uomo di destra pervaso però da un senso di responsabilità di marca socialista nei confronti di chi lavora per lui: i dipendenti sono parte della famiglia. È con loro che Achille escogita il modo più bello di festeggiare la notte in cui i suoi figli sono nati: una nuova merendina a forma di stella cadente, la Tortina San Lorenzo, destinata ad avere grande successo. Achille già immagina Francesco e Gloria che crescono mangiando quei dolci genuini, che diventano bimbi paffuti, adolescenti sereni, studenti d'eccellenza pronti a prendere in mano le sorti della ditta.

La parabola delle stelle cadenti è il romanzo d'esordio di Chiara Passilongo, romanzo che attraverso la storia di una famiglia del Nord Italia, racconta eventi politici e sociali del nostro paese.
Tutto inizia nel 1981 quando Nora (casalinga) e Achille Vicentini (proprietario di un forno) diventano genitori di due gemelli: Gloria e Francesco. Per l'occasione viene creata una merendina a forma di stella cadente e da quel momento inizia l'ascesa della loro attività commerciale. Purtroppo
scelte azzardate, la crisi e persone non sempre oneste, portano inesorabilmente ad avere problemi.
La storia è raccontata attraverso i punti di vista dei membri della famiglia Vicentini, si parte dal 1981 per concludersi nel 2013.
Il romanzo è ben scritto, corposo e abbastanza scorrevole (forse lo avrei sfoltito un po' perché ci sono dettagli che non aggiungono nulla ai fini della trama).
Sicuramente è un romanzo che riesce a coinvolgerti nelle vicende di questa famiglia ma soprattutto a far riflettere su temi come la crisi economica e le conseguenti difficoltà che ha comportato alle piccole-medie imprese.
Un'ottima caratterizzazione dei personaggi anche se come famiglia nel suo insieme sembra un po' già vista. Abbiamo Achille, il capofamiglia interessato a trasformare un piccolo forno in un'azienda di successo, un uomo forte, onesto, sicuro, mette sempre la famiglia al primo posto ma come qualsiasi uomo/padre/marito commette degli errori. Nora, l'anima della famiglia, è remissiva, sensibile, affettuosa, dolce, mai invadente, intelligente, di classe e che cerca di aiutare come può.
Gloria è la bambina vezzeggiata e coccolata da papà, un po' ribelle e interessata all'attività di famiglia. Francesco, invece, vuole sottrarsi al destino che ha il padre ha in serbo per lui, vuole trovare da solo la sua strada e non esiterà a scontrarsi.
Naturalmente il lettore avrà modo di scoprire non solo i problemi legati alla situazione lavorativa ma anche quella sentimentale dei due gemelli.
C'è ironia, dolcezza, passione e amore (non solo tra uomo e donna ma anche filiale e fraterno).
Mi dispiace per il finale che per certi aspetti lascia l'amaro in bocca ma nonostante tutto, resta un libro da leggere.

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