23 nov 2015

RECENSIONE: - DESERT WOLF - HEATHER LONG


DESERT WOLF
auto-pubblicato
Pagine 282
autoconclusivo ma parte di una serie intitolata Wolves of Willow Bend.

Questo è l’ottavo romanzo della serie Wolves of Willow Bend, ma può essere tranquillamente letto da solo. I richiami ai precedenti libri ci sono ma, per chi come me non ha avuto modo di leggerli, non risulta affatto difficile entrare immediatamente nella storia… e lasciatemelo dire… che storia!
Il mondo lupesco creato da Heather Long è particolare e, almeno a me, è sembrato molto innovativo.
Innanzitutto in questo romanzo non ci sono umani, eccezion fatta per Maria, la cuoca di Cassius. Tutto si svolge nella variegata e complessa società degli uomini-lupo che, nel caso della Long, vengono proprio chiamati “lupi” sia che appaiano in forma umana, sia che si presentino a quattro zampe: niente mutaforma, o licantropi.
Può sembrare un dettaglio insignificante, ma io ci ho visto un sottile espediente per far capire al lettore quanto questi “esseri” siano molto più primitivi, selvaggi e istintivi di quanto non lo siano gli umani. Anche quando camminano su due zampe, i personaggi della Long sono e restano lupi.
La società presentata dall’autrice mi è sembrata più complessa di quella di altri libri dello stesso genere.
Non abbiamo semplicemente l’Alfa, responsabile di guidare e proteggere il suo branco. Qui abbiamo i “Guaritori”, lupi dotati di poteri curativi; i “Cacciatori” specializzati nel dare la caccia ai nemici; i “Protettori” che dedicano la loro esistenza a proteggere membri più importanti del branco, arrivando ad essere autorizzati persino a non rispondere all’Alfa qualora un suo ordine andasse a minare il loro compito di Protettori. E infine ci sono gli “Omega”, esseri fisicamente più deboli rispetto agli altri lupi, ma dotati di un potere a loro modo utile e terrificante.
Gli Omega, attraverso il contatto fisico, individuano le debolezze delle persone. Questo può essere uno strumento utile per l’Alfa affinché possa guidare con giudizio il suo branco, ma può essere anche un’arma distruttiva. Un Omega, infatti, può letteralmente far scappare via le persone, terrorizzandole con le loro stesse paure.
Sovvan è uno degli Omega più potenti ed esperti del branco dei Delta Crescent, imparentato con i Willow Bend. É una ragazza di colore: minuta, solare, piena di gioia di vivere. Personalmente l’ho adorata! Ogni suo gesto e ogni sua parola mostrano che splendida persona lei sia: equilibrata, matura, indomita e fedele nei confronti di chi ama.
Per motivi non meglio precisati viene contattata da Cassius, il terrificante Alfa del branco dei Sutter Butte, affinché gli presti aiuto durante quello che è uno dei momenti più importanti per il suo branco: il Reaping. Una specie di commemorazione del “Giorno della Liberazione” che, anno dopo anno si è trasformata in uno scontro all’ultimo sangue per stabilire chi debba comandare il branco. Dopo mesi di indecisione e nonostante la disapprovazione dell’Alfa del suo branco, che per inciso è una donna, (grazie Heather Long per aver reso paritaria almeno la società dei lupi!), Sovvan sceglie di recarsi presso il branco dei Sutter Butte, per comprendere esattamente cosa voglia da lei Cassius.
Ad accompagnare Sovvan c’è l’inseparabile Faust, il suo Protettore, personaggio che ho amato e che ho trovato davvero irresistibile. I suoi dialoghi con Sovvan sono dei piccoli gioielli di umorismo e quando Faust parla di Cassius, non riuscivo a evitare di sogghignare.

«Cosa cazzo ti ha chiesto di fare quel bastardo?» (…)
«Il bastardo si chiama Cassius e preferirei ti riferissi a lui con il suo nome o il suo titolo, invece che con un insulto». (…)
«Dannazione, che cosa ti ha chiesto quell’Alfa-bastardo?»
-Beh, tecnicamente il suo titolo era solo Alfa.

E veniamo al bastardo.. ehm… a Cassius.

«Cassius era… perfetto», afferma Sovvan. «Caparbio. Testardo. Dannatamente forte. Controllato. Pericoloso».
«Cassius è astuto, oscuro, pericoloso e non fa per te» precisa Faust.

Ma chi è veramente Cassius Lucera del Alba? Il nome è già un programma, fidatevi! Beh, posso affermare con certezza che è tutto quello che sostiene Sovvan e anche quello che pensa Faust.
Cassius è bello, testardo, potente e anche privo di scrupoli. Lupo di poche parole, l’Alfa dei Sutter Butte non si fida di nessuno e non abbassa mai la guardia. Di fatto è un capo che fatica a tenere a bada il suo branco e l’unico modo che ha trovato per proteggerlo e gestirlo è usando il terrore e la violenza.

«Fa loro capire che i loro piani sono finiti. Se si rifiutano, uccidili. La mia parola è legge. Se a qualcuno non sta bene, il Reaping è tra sei settimane.»

Ma Cassius è molto più di quel che sembra e Sovven pian piano avrà modo di conoscerlo. A dirla tutta, grazie a questa ragazza minuta e testarda, il terrificante Alfa dei Sutter Butte avrà modo di conoscere meglio se stesso e capire che essere un capo non implica necessariamente usare la forza. Comandare non vuol dire imporsi col terrore, ma permettere agli altri di fare le proprie scelte nel rispetto della libertà altrui.
La domanda però resta la stessa. Perché uno degli Alfa più spietati degli Stati Uniti chiede aiuto a un Omega di un clan con il quale non ha rapporti amichevoli? Cosa vuole davvero Cassius da Sovvan? E qual è il prezzo da pagare?

«Posso farti una domanda?»
«Concesso». Ciò non significava che gli avrebbe dato una risposta. (…)
«Perché stai portando qui un Omega?».
-Audace. Diretto. Lineare. Buon per lui.
Cassius increspò un po’ le labbra in una parvenza di sorriso.
«Perché lo voglio». -Non la risposta che l’altro uomo desiderava, ma l’unica che aveva intenzione di dare.

Temo che dovrete accontentarvi della risposta di Cassius per il momento, ma posso assicurarvi che questo romanzo vi catturerà, trascinandovi in un mondo violento, selvaggio, dove non ci si può fidare di nessuno, dove ogni momento di gioia verrà pagato a caro prezzo.
Desert Wolf è un romanzo magnifico, lo stile della Long mi è piaciuto molto: frizzante, sensuale e carico di passione, ma anche ricco di ironia.
Vi lascio con le parole che Sovvan rivolge a Cassius.

«Ciò che so degli Alfa, dei lupi e dei branchi è che abbiamo bisogno del contatto fisico, abbiamo bisogno di giocare e abbiamo bisogno di fare sesso. I penso che tu abbia bisogno di tutte queste cose più di quanto tu possa immaginare».

Come non darle ragione!

Giudizio complessivo: superbo!
RECENSIONE A CURA DI
MISST
misst.books@gmail.com

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