01 set 2015

RECENSIONE: - ALPHA - JASINDA WILDER


ALPHA 
self-published
Pagine 450
Fa parte di una trilogia ma è auto-conclusivo.

Immaginate di aver perso vostro padre quando eravate al liceo. Immaginate di avere un fratello più piccolo da mantenere agli studi e una madre schizofrenica, ricoverata in una clinica psichiatrica.
Immaginate di aver appena perso il lavoro, di essere sommersa dai debiti e di non avere nessuno che possa aiutarvi.
Riuscite ad immaginarlo? Bene.
Cosa fareste se all'improvviso vi ritrovaste nella posta una busta con un cospicuo assegno intestato a voi, accompagnato da un biglietto contenente solo una parola: “TU”?
Lo incassereste per pagare i debiti, pur sapendo che nessuno a questo mondo fa niente per niente, oppure lo buttereste via, consapevoli che comunque per sopravvivere sarete costretta a scendere a patti con la vostra morale?
La protagonista del libro, Kyrie, pur essendo giovane, non è una sciocca né una sprovveduta e ovviamente, dopo un momento di profonda incertezza e non senza molti timori, sceglie di incassare la somma e saldare tutto. Quando il mese successivo è di nuovo in bolletta, il secondo assegno è quasi atteso con ansia, per quanto il biglietto che lo accompagni si rivela ancor più inquietante: “MI”.
Il terzo assegno, che arriva puntuale il mese successivo, la getta nel panico con il solito biglietto che questa volta riporta la parola “APPARTIENI”.
TU MI APPARTIENI. Un frase che vuol dire tutto e niente. Eppure Kyrie ha bisogno di soldi, non per futili motivi, ma per sopravvivere a una vita che oggettivamente da anni non sembra volerle concedere tregua. Così, pur tra mille timori, continua regolarmente a incassare gli assegni. Rassicurata, mese dopo mese, da quella cifra che le consente di tenersi a galla, relegando in un angolino della sua mente quella frase che aveva accompagnato i primi tre assegni e che tanto l’ha spaventata: tu mi appartieni.
Dopo un anno esatto, quando ormai Kyrie ha accettato come una benedizione quei soldi che mensilmente l’aiutano a pagarsi gli studi e mantenere i suoi cari, qualcuno bussa alla sua porta. I debiti prima o poi si pagano e sembra che per il fantomatico benefattore sia arrivata l’ora di riscuotere con gli interessi.
Ora potrei raccontarvi un po’ di questa storia che tanto mi ha appassionata, ma volutamente voglio lasciarvi con la curiosità. Credetemi sulla parola Valentine Roth non è un uomo che dimenticherete facilmente e francamente non dimenticherete neanche Kyrie.
«Dimmi, Kyrie. Qual è la differenza tra fare sesso, far l’amore e scopare?»
Voi cosa rispondereste?
Trovo che il fulcro di questo romanzo si basi proprio su questa domanda e sulla risposta che da Kyrie e che mi guardo bene dal riportarvi per stuzzicare la vostra curiosità.
Valentine Roth è un uomo bello e ricchissimo, che vive in totale isolamento e che è divenuto col tempo così preoccupato dal proteggere la sua privacy da divenire quasi paranoico. Eppure, credetemi, è un uomo che lascerà un segno, perché Valentine è una contraddizione vivente: forte e al tempo stesso fragile, innamorato eppure capace di mostrarsi spietato, determinato e insicuro.
Valentine ha un segreto da svelare e un desiderio da realizzare, e condurrà Kyrie e noi lettrici, passo dopo passo, ad accettare il suo punto di vista, la sua visione della realtà e del legame tra due persone, privato di tutte convenzioni e sovrastrutture che la società spesso impone.
Questo romanzo è scritto in prima persona e ho trovato che l’autrice sia molto brava nel rendere concrete l’emozioni della protagonista, catapultandoci nei suoi pensieri angoscianti, nel suo essere una giovane donna cresciuta troppo in fretta, che di punto in bianco si ritrova in una realtà a lei sconosciuta e accanto a un uomo cui è davvero difficile resistere. Ho adorato Kyrie, non so se si è capito. Spesso le protagoniste di questo genere di romanzi sono donne fragili o scapestrate, Kyrie è una ragazza normale che fa scelte sensate, almeno a mio modesto parere.  E ho adorato Valentine Roth.
Questo libro a mio giudizio merita di essere letto per la trama molto ben strutturata, per la caratterizzazione dei personaggi, per le riflessioni che ci induce a fare e (concedetemi questa debolezza) per la straordinaria capacità dell’autrice di rendere bollente anche solo un sospiro di Valentine.
In fine, aspetto non da poco, questo romanzo è scritto in un inglese molto semplice. Questo aspetto che per un madrelingua giustamente può risultare sgradevole, per chi come me ha ricominciato da poco a leggere in inglese, è un incentivo in più alla lettura. Posso garantire che lo stile di Jasinda è semplice e fluido ma mai banale.
In sintesi: lo consiglio a chi ama le storie d’amore molto piccanti, con ampie descrizioni di scene di sesso e che si inseriscono nell'ormai classico filone delle Cinquanta Sfumature.


Giudizio complessivo: bello

RECENSIONE A CURA DI MISST
misst.books@gmail.com

Nessun commento:

Posta un commento