3 mar 2016

RECENSIONE: - IL PRIGIONIERO DELLA NOTTE - FEDERICO INVERNI


Il Prigioniero della notte
Federico Inverni
2016

Lucas è un detective. Nella sua vita gli sono rimasti solo il nome e il lavoro. Il suo passato è una ferita sempre aperta da un evento sconvolgente ha segnato la sua vita... e la sua mente. Come un automa attraversa i delitti su cui è chiamato a investigare, mettendo al servizio della giustizia il suo intuito straordinario, quasi visionario, e la sua sensibilità persino eccessiva. Fino a quando incappa in un caso diverso da tutti gli altri: una giovane donna trovata morta con il terrore negli occhi e nessun segno di violenza apparente. Lucas sa che il colpevole è un assassino seriale e ne ha conferma da Anna, psichiatra profiler, abituata a scandagliare il male in tutte le sue forme, da quando lei stessa, da ragazza, ha vissuto un’esperienza traumatizzante. Lucas e Anna annaspano in un labirinto di follia in cui i ricordi del loro passato, tenuti troppo a lungo sepolti, riemergono taglienti come vetri rotti in un’indagine che li coinvolge da vicino, lasciandoli devastati di fronte a una verità impensabile. 

 Era da un po' di tempo che non leggevo un thriller così accattivante. Di solito, ho una predilezione per quelli americani ma sin dalle prime pagine, mi sono subito resa conto che Il prigioniero della notte non aveva niente da invidiare. E' incredibile.
Siamo a Haven, Lucas è un detective molto bravo tanto da essere impiegato solo nei casi più difficili. Dopo una giornata di lavoro infernale, si ritrova, suo malgrado, a dover seguire il caso di un serial killer con la profiler Anna Wayne. Da questo momento in poi, la trama si dipana in un susseguirsi di rivelazioni e svolte imprevedibili. La sensazione costante è che mentre la storia sta prendendo una certa piega, all'improvviso, succede qualcosa che porta il lettore in un'altra direzione.
Lo stile è coinvolgente, scorrevole e ricco di suspense. Per non parlare dell'originalità e dell'ottima introspezione psicologica dei due protagonisti.
Le vicende si svolgono nell'arco di pochissimi giorni e vengono raccontate principalmente dal loro punto di vista ma con un piccolo particolare: quello di Lucas è in terza persona mentre quello di Anna è in prima. Una scelta inusuale che potrebbe infastidire il lettore, invece non crea alcun problema.
Lucas e Anna sono due personaggi molto interessanti: Lucas è un uomo indecifrabile, freddo ma ha una logica deduttiva e intuitiva superiore a molti altri detective e per questo molto rispettato. Non prova emozioni ed è incapace di relazionarsi con gli altri. Invece, Anna è una donna determinata, molto coraggiosa nonostante quello che ha vissuto in passato e per questo, si è impegnata tantissimo per diventare una brava profiler.
Mi è piaciuto molto il loro modo di rapportarsi. Entrambi hanno un passato doloroso alle spalle e hanno pagato un prezzo per gli errori che hanno commesso.
Grandissima cura nelle descrizioni degli ambienti e non solo, ma senza appesantire in alcun modo la lettura.
Non mi dispiacerebbe se qualcuno decidesse di farne un film. Intanto, non vedo l'ora che venga pubblicato il prossimo libro di quest'autore.
Consigliato!

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