3 lug 2021

RENATO GADALETA

 

Ascoltai il silenzio del suo respiro. Si era addormentata. Era davvero bella. E io ero senza fiato. Avrei voluto che un angelo ci fotografasse in quell’istante fissando quella preziosa immagine di noi due per sempre. Perché era proprio così, e per sempre, che avrei ricordato quel meraviglioso e romantico momento”.

Ciao a tutti voi, sono Renato Gadaleta, autore del romanzo (è un paranormal romance) 


Melissa, una storia d’amore”, edito dalla NeP edizioni di Roma. Sono nato a Bari e vivo a Bari. Insegno Scienze Motorie e Sportive a scuola da oltre trent’anni e ho un vissuto sportivo alle spalle. Sono anche un appassionato di subacquea, tant’è che parte delle mie esperienze subacquee le ho riportate nel mio romanzo.

Durante una immersione in notturna nei pressi della mia bella costa pugliese, illuminai con la torcia una medusa. Mi apparve nel buio all’improvviso a mezz’acqua come uno spettro o come un angelo etereo. Fluttuava silenziosa ed elegante, contraendo la sua ombrella a forma di cupola trasparente, trascinando i suoi lunghi tentacoli che sembravano danzare liberi nell’acqua. Una creatura affascinante e misteriosa che mi ha sempre stregato sin da bambino. Sarà stata l’atmosfera (c’era un silenzio quasi mistico tutto intorno e la luna di plenilunio illuminava la superficie del mare col suo nastro d’argento) ma fu proprio in quel momento che mi venne l’idea di scrivere una storia romantica tra un umano e una medusa che, come per magia, si trasforma in una bellissima ragazza per poter camminare sulla terra ferma. Ci sono decine di libri che parlano di amori tra umani e sirene, vampiri, streghe e angeli caduti, quindi perché non una medusa? Così è nato questo romanzo, una favola moderna e romantica tra Renato e Melissa, che in una notte d’estate si conoscono sugli scogli bagnati dal bel mare pugliese. Nascerà un forte sentimento che pian piano diventa amore per sempre e li porterà a perdersi nell’incanto delle notti d’estate, assieme ai loro sogni, alle loro speranze e al desiderio di vivere un grande amore che faccia battere all’impazzata il cuore.

Amando profondamente la mia terra, la Puglia, ho descritto il bellissimo borgo marinaro dove vive il protagonista, le “Case Bianche” dei pescatori che si trovano a un passo dagli scogli bagnati dal mare, l’hotel affacciato sul mare dove il protagonista lavora come bagnino, l’intenso odore di salsedine, la magnifica costa rocciosa disseminata di grotte marine semisommerse, le stupende calette sabbiose, i profumi inebrianti e mangerecci provenienti dai ristorantini tipici che preparano bontà della cucina regionale, e per finire ho decantato i maestosi ulivi secolari sparsi nelle campagne, orgoglio pugliese. Hanno il tronco nodoso e contorto quasi su se stessi e sono delle vere opere d’arte della Natura, spettacolari. Rappresentano l’emblema della mia Puglia.

Ma vediamo la storia in breve.

Renato è un diciasettenne che abita in un bellissimo borgo di mare della Puglia, vive con la nonna, gioca a pallavolo nella squadra della scuola, guadagna qualcosa facendo diversi lavoretti e la sera pesca granchi. Una notte di inizio estate, durante la quale i granchi si sono rifugiati nelle loro tane, conosce Melissa, una splendida ragazza che cammina tutta sola sugli scogli difronte a casa sua. Ma lei non è quello che dice di essere. È qualcosa di altro, di diverso, di inconciliabile con Renato e il suo mondo...

In questo romanzo descrivo l’amore forte, puro, sincero, tipico di due adolescenti che si giurano amore eterno. È quell’amore adolescenziale che, anche se finisce, resta nel cuore e nei ricordi per sempre. Non morirà mai!

È una favola moderna, e come tutte le favole anche qui ci sono i cattivi, quelli che vogliono distruggere i nostri sogni. E sono quelli che sicuramente il lettore odierà per tifare per i due giovani protagonisti. Vi verrà voglia di tirare qualche salutare pugno in faccia!

Questo romanzo è dedicato a tutti i romantici e ai sognatori, quelli a cui piace volare con la fantasia insieme a un pizzico di magia. Ne rimarrete incantati, stregati dall’atmosfera “magica” dei luoghi e dei personaggi. Vi farà sognare ed emozionare.

Coraggio, fatevi travolgere da questa bella storia romantica, sarete trasportati sugli scogli bagnati dal bellissimo mare della Puglia divenendone parte e assaporerete ogni momento descritto insieme a Renato e Melissa.

Ho buttato un sassolino nello stagno… e resto a guardare le onde concentriche che si propagano sempre più grandi per andare a finire chissà dove. Per il momento non posso far altro che aspettare, aspettare voi, lettrici romantiche, che magari, in una serata tranquilla con la luna di plenilunio che vi illumina la stanza, lo possiate leggere e apprezzare. Vi rimarrà nel cuore… e non vi deluderà.



Da “Melissa, una storia d’amore”, estratto dal capitolo 6 - Arriva “lei”.


“Notte fonda. Calma assoluta. Neanche una bava di vento. Silenzio ovunque. Il mare fermo e liscio come l’olio. La luna nel suo magico splendore, vi si specchiava bella, nitida e luminosa come non mai, tracciando sulla superficie dell’acqua un’irregolare lunga e larga linea d’argento che sembrava non avere mai fine. In lontananza, sulla costa, a diversi chilometri di distanza si vedeva il rassicurante fascio di luce roteante del faro che illuminava a tratti l’oscurità di un orizzonte indefinito. Tra gli scogli, e sotto di essi, una blanda risacca faceva intendere che il mare non dorme mai, ma respira.

A un tratto, una luce bianca-verdastra si accese nel mare, verso la superficie e dopo un attimo si spense. A circa cinquanta metri dalla battigia di uno stabilimento balneare qualcosa si mosse nella semioscurità, facendo capolino appena sopra il pelo dell’acqua. Sembrava un angelo etereo e avanzava silenzioso ed elegante rasentando il fondale che man mano diveniva sempre più basso, contraendo ritmicamente l’ampia ombrella a forma di cupola trasparente. Dal centro del suo corpo dipartiva un fitto groviglio di mollicci e nastriformi quanto inquietanti tentacoli che parevano lunghi coriandoli, ma dalla spessa consistenza della gelatina traslucida. Parevano danzare liberi nell’acqua al suono di una musica che non c’era. Imbattersi per caso in lei, nell’oscurità del mare, avrebbe fatto rizzare i capelli dallo spavento a chiunque.                                                                

Man mano che la misteriosa creatura solitaria si dirigeva dove l’acqua era poco profonda, i granchi sulla battigia e tutti quelli che si trovavano sotto e sopra gli scogli schizzavano via, rifugiandosi nelle fessure e sotto le pietre. Sapevano che quando lei era a caccia, non perdonava. Al suo passaggio, alcuni grossi polpi si ritirarono all’interno delle loro tane, barricando l’entrata con dei sassolini. I pesci nelle vicinanze fuggirono impauriti. Tutte le creature del mare, al suo passaggio, si fermarono trattenendo il respiro.

Ma quella notte “lei” non era a caccia. Ritrasse i lucidi tentacoli nella sua ombrella, che smise di pulsare. Tutto diventò un unico corpo molle, informe e ammassato che, senza più propulsione, discese a picco adagiandosi sul fondale roccioso e poco profondo. Rimase così, inanimata per qualche minuto a dondolare accartocciata e sballottata dalla leggera corrente. Sembrava fatta di cellophane riempito d’acqua. Poi, pian piano, come se qualcuno la stesse plasmando, si allungò acquisendo una consistenza più corposa. Perse la formidabile trasparenza assumendo una colorazione bianco-lattiginosa che poi man mano divenne più scura e distinguibile, assumendo come per magia, un aspetto ben diverso da quello precedente…”.

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